Leader della crescita 2025

Per Park Associati mix di committenti pubblici e privati con progetti all’estero

L’azienda è alla posizione 410 della classifica del Sole 24 Ore-Statista

di Paola Pierotti

2' di lettura

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Park Associati, cofondato nel 2000 da Filippo Pagliani e Michele Rossi, è tra i protagonisti, nel mondo dell’architettura, di Leader della crescita 2025, la classifica del Sole 24 Ore e Statista. La società si è appena aggiudicata il premio del Consiglio nazionale degli architetti come “Architetto italiano dell’anno”. Un’eccellenza che si è affermata grazie alla dinamicità del mercato milanese, alla crescita delle competenze all’interno dello staff, al mix di committenza pubblica e privata, senza tralasciare occasioni di progetto all’estero, da Monte Carlo a Parigi. «Il nostro studio – racconta Michele Rossi - è cresciuto fino a pochi anni fa solo grazie alle committenze private, fondi di investimenti, developer e aziende. Ed è cresciuto aumentando nel corso degli anni il numero dei committenti e lavorando molto sulla fidelizzazione degli stessi». Negli ultimi 3 anni si è aggiunta la committenza pubblica grazie all’aggiudicazione di alcuni concorsi come quello del Polo Archivistico Lombardo a Pavia e di Palazzo Sistema a Milano, per conto di Aria/Regione Lombardia. Il capoluogo lombardo e il suo recente boom hanno sicuramente favorito la crescita per lo studio.

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«Da un lato ci ha dato occasioni di lavorare su nuovi edifici per grandi aziende come Accenture, Nestlè e Luxottica - continua Rossi - dall’altro di lavorare sulla rigenerazione del patrimonio edilizio, soprattutto del dopoguerra, diventato inadeguato dal punto di vista energetico e funzionale». Rifuggendo da subito l’idea dell’architetto “demiurgo”, Pagliani e Rossi hanno dato vita a una società caratterizzata da un approccio multidisciplinare e collaborativo. «Si è cercato di minimizzare il turn over che tradizionalmente è presente negli studi di progettazione italiana, e la crescita è stata molto graduale fino al 2016, dove nel corso di un anno - raccontano i soci - siamo passati da 25 a 50 collaboratori. Abbiamo passato altri 5 anni sempre di crescita lenta e graduale fino ad arrivare nel 2021 ad un altro momento di crescita improvvisa che ci ha portato all’attuale gruppo di un centinaio di persone». Due picchi gestiti grazie a un gruppo consolidato, con collaboratori che conoscono il metodo progettuale e che condividono l’impostazione di gestione del team. «La crescita - il commento di Rossi - non è per noi facilmente programmabile perché ancora adesso quasi tutti i lavori arrivano tramite concorsi o gare: facendone una media di 20 all’anno, si dipende molto dalla percentuale di successo».

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