Per gli italiani l’efficientamento energetico è un must, ma è un perfetto sconosciuto
L’evidenza è emersa dall’Osservatorio condotto da Findomestic su un campione di mille famiglie
di NIccolò Gramigni
3' di lettura
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Sì all’efficientamento energetico, sì al risparmio, ma ancora il grado di conoscenza della materia è insufficiente. È quanto emerge dell’osservatorio Findomestic che ha condotto un’indagine, su un campione di mille persone, per capire quanto le famiglie italiane siano sensibili al tema e quanto siano propense ad investire. È bene evidenziare che il 79% del campione ha risposto di essere proprietario della casa abitata: il 42% dei quali ha una casa indipendente (villetta o bifamiliare), il 38% si trova in un piccolo condominio e il 20% in un condominio medio-grande (oltre 15 appartamenti).
Alla domanda «La vostra abitazione è stata costruita o ristrutturata negli ultimi 10 anni?» il 59% del campione ha risposto “No”, il 33% “Sì, ristrutturata” e solo l’8% “Sì, costruita”.«È bene dare risalto intanto a quel 79% - dichiara Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio di Findimestic -, una percentuale altissima, superiore a quelle di Germania, Francia e Regno Unito. Merita una riflessione il fatto che solo l’8% viva in una casa di recente costruzione e quindi costruita negli ultimi 10 anni. In questo quadro è comunque da sottolineare che il tema dell’efficientamento energetico è ben presente nei pensieri delle famiglie italiane, anche a causa delle impennate inflazionistiche che hanno caratterizzato le spese energetiche negli ultimi anni. Oggi l’approccio è diverso e c’è maggior interesse. Ma non bastano comunicazioni generiche, su questo tema è decisivo far capire come una spesa possa trasformarsi in un investimento».
In effetti che il tema dell’efficientamento energetico sia centrale sono consapevoli anche gli utenti. Alla domanda «Vi è capitato in casa di ragionare sui modi per rendere l’abitazione più efficiente ed orientata al risparmio energetico», ben il 66% ha risposto in modo positivo e il 34% ha detto “No”. Nel complesso il 97% ha comunque dichiarato di far qualcosa per limitare le spese e i consumi energetici in casa. «Non si tratta solo di un interesse teorico - commenta Bardazzi -. Nella top tre delle azioni per limitare i consumi ci sono spengere la luce quando non serve (73%), l’utilizzo di lavastoviglie o lavatrice solo a pieno carico (63%) e prestare attenzione a non sprecare l’acqua calda (57%)».
Il 66% ha effettuato negli ultimi 10 anni un intervento o acquistato un bene con l’obiettivo di efficientare i consumi energetici domestici e per la mobilità. In particolare in molti si sono dedicati a doppi vetri e infissi efficienti (32%), ma anche all’acquisto di caldaie a condensazione (24%) e a riduttori di flusso per rubinetti (16%). «Gli ambiti di intervento sono tanti – ha spiegato Bardazzi -. Ciò significa che gli italiani hanno investito e speso per migliorare i consumi energetici. Si tratta di uno sforzo eterogeneo, non si va in un’unica direzione ma in tante. Un’ulteriore prova di quanto gli italiani siano sensibili al tema dell’efficienza energetica è legato al quesito della soddisfazione per la performance energetica della casa. I giudizi sono relativamente positivi, il 57% si dichiara molto o abbastanza soddisfatto. Uso la parola relativamente non a caso: oggi molti italiani si accontentano di performance energetiche anche laddove queste non siano ottimali. Quasi 6 italiani su 10 si dice soddisfatto ma in realtà si potrebbe fare molto di più per migliorare i consumi. Per farlo bisogna alzare il livello di aspettativa e questo presuppone una comunicazione istituzionale o da parte degli operatori sempre più adeguata, attenta, pragmatica per far capire anche con ragionamenti concreti quelli che possono essere i vantaggi che scaturiscono dall’acquisto di un bene».
L’83% del campione ha valutato di considerare importante migliorare l’efficienza energetica di casa e qui entra in gioco l’aspetto economico: il 71% di questi ha motivato la risposta perché incrementare l’efficienza significa risparmiare e il 36% per contribuire all’ambiente. «Per i consumatori – ha osservato Bardazzi – efficienza energetica significa in primis risparmio. Tuttavia non c’è sufficiente cultura per stimare un risparmio che possono garantire i vari interventi di efficientamento energetico». Alla domanda «Prestare attenzione ai consumi e dotarsi di una casa più efficiente consentirebbe di risparmiare ad una famiglia come la sua?», il 75% del campione ha risposto “Sì”, ma ben il 25% non ha saputo quantificare il risparmio e il 43% ha risposto “dall’11 al 30%”. E la percentuale di coloro che “non hanno idea” sul tipo di risparmio è salita appena le domande sono diventate specifiche su impianti fotovoltaici (48%), caldaie a condensazione (63%) e condizionatori a pompa di calore (63%). Manca quindi la cultura, l’informazione . Per contrastare la mancanza di cultura sull’efficientamento energetico solo una maggiore e corretta informazione può determinare un decisivo cambio di marcia.








