Consumi

Per illycaffè quota 700 milioni di ricavi

Bilancio 2025 nel segno della crescita in Europa e Usa - Quasi pronta la nuova tostatura, un investimento di 120 milioni in 5 anni che raddoppia la capacità produttiva

di Barbara Ganz

Cristina Scocchia, AD Illy

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Nonostante la “tempesta perfetta”, come la definisce l’amministratrice delegata Cristina Scocchia, quello approvato dal consiglio di ai Amministrazione di illycaffè Spa è un bilancio dell’esercizio 2025 positivo: i ricavi del Gruppo sono risultati pari a 700 milioni di euro, numero mai raggiunto prima e in aumento del +12% a tassi di cambio costanti rispetto all’esercizio precedente (+11% a tassi di cambio correnti).

Il bilancio

La crescita organica conseguita nel 2025 è stata sostenuta da un incremento dei volumi in tutti i principali mercati, in particolare nei due Paesi strategici Italia e Stati Uniti, seguiti da un’ulteriore espansione nei cluster europei. «Abbiamo imparato a navigare il mare in tempesta: quattro anni fa i ricavi erano a 500 milioni - riassume l’ad - In mezzo ci sono le conseguenze della pandemia, il ritorno del protezionismo e dei dazi, l’impennata dei costi energetici e di traporto, oltre che della materia prima, il caffè verde». E ora il conflitto in Iran: «Non abbiamo navi che transitano da Hormuz, come era accaduto invece per Suez, ma già adesso rileviamo che i costi di spedizione di un container sono saliti di 300-400 dollari rispetto a prima dell’attacco. Oltre a questo, sale il prezzo dei fertilizzanti come l’urea necessario alle coltivazioni del caffè. E’ chiaro che i costi di produzione sono destinati ad aumentare».

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La sfida, per le imprese del settore, è stata e resta «valutare quanto sia possibile comprimere i propri margini e quale parte dei propri rincari riversare sui consumatori. Va detto che il prezzo della tazzina del caffè al bar non dipende solo dai costi reali della nostra materia prima, ma anche da quelli sostenuti dagli esercenti quali l’energia elettrica.

La materia prima

Quanto all’Arabica, le previsioni del prossimo raccolto in Brasile sono buone per qualità e quantità e non fanno prevedere una stretta dell’offerta. Gli analisti prevedono un ribasso del caffè verde a quota 250, ma nessuno ha certezze».

Guardando agli ultimi anni, il 2025 è stato caratterizzato da un eccezionale incremento del prezzo della materia prima, che si è attestato in media a 368 centesimi per libbra, il triplo della media storica dal 1972, e in aumento di oltre il 50% rispetto al 2024. Una dinamica inflattiva che è stata parzialmente mitigata attraverso un’efficace strategia di pricing e azioni di efficientamento dei costi. In questo scenario l’Ebitda si è attestato a 90 milioni di euro e l’utile netto a 20 milioni di euro. La posizione finanziaria netta è risultata pari a 197 milioni di euro, riflettendo principalmente l’incremento dei costi della materia prima e le iniziative strategiche a supporto della crescita, in particolare il perfezionamento di due acquisizioni strategiche.

A luglio 2025 infatti illycaffè ha acquisito il 100% del capitale del distributore svizzero, nell’ambito della strategia di rafforzamento del presidio diretto nei mercati chiave europei. A ottobre 2025 illycaffè è toccato all’80% di Capitani, azienda specializzata nella progettazione e produzione di macchine da caffè per i sistemi porzionati principalmente per il segmento casa: una operazione di integrazione a monte che consente a illycaffè di massimizzare la qualità in tazza dell’autentico espresso italiano, affiancando all’unico blend illy sistemi di preparazione proprietari e garantendo una customer experience sempre più integrata.

Gli investimenti

«Non abbiamo dossier di nuove operazioni M&A aperti, ma questo non significa che non valuteremo occasioni che dovessero presentarsi», sottolinea l’ad, che mette l’accento sulle prospettive future: «Il 2025 è stato il quarto anno consecutivo di forte crescita organica per l’azienda, nonostante un contesto esterno particolarmente sfidante. Abbiamo accelerato nei mercati chiave, rafforzando al contempo la nostra presenza lungo l’intera catena del valore. Anche se il 2026 si prospetta un anno ancora complesso, segnato dall’intensificarsi delle tensioni geopolitiche, continueremo a focalizzarci sulle nostre strategie, sostenendo la crescita organica attraverso l’espansione internazionale e importanti investimenti in marketing e innovazione sostenibile. L’America continua a rispondere molto bene, anche sul segmento e-commerce grazie alla partnership con Amazon, e la scelta di concentrarsi maggiormente sull’Europa ci ha dato ragione».

I numeri dicono che nel 2025 tutti i principali mercati in cui il Gruppo è presente sono risultati in crescita rispetto al 2024; è stata ulteriormente consolidata la posizione di leadership in Italia nel segmento premium del mercato, con ricavi in aumento del 14% rispetto al 2024. In Europa i ricavi sono risultati in aumento a doppia cifra (+23%) rispetto al 2024. Gli Stati Uniti, mercato prioritario nei piani a medio termine del Gruppo, sono cresciuti del +20% a tassi di cambio costanti rispetto al 2024.

Nel 2025 sono proseguiti gli investimenti nel polo produttivo di Trieste: «La scorsa estate è entrata in funzione la terza linea di montaggio dedicata all’iconico barattolino da 250 grammi, a regime da settembre, e entro pochi mesi contiamo di inaugurare la nuova tostatura, un investimento di 120 milioni di euro in 5 anni che di fatto raddoppia la capacità produttiva». Il risultato sono 100 nuove assunzioni.

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