Ai Act

Per garantire la trasparenza dei contenuti generati dall’Ai, arriva il codice Ue

In vista degli obblighi in vigore dal 2 agosto, la Commissione ha pubblicato le indicazioni per etichettare video, immagini e testi di GenAi

di Camilla Colombo

FILE PHOTO: FILE PHOTO: A copy of "The European Union Artificial Intelligence (AI) Act" on display during the AI & Big Data Expo 2025 at the Olympia, in London, Britain, February 5, 2025. REUTERS/Isabel Infantes/File Photo/File Photo REUTERS

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Un insieme di buone pratiche per aiutare a rispettare meglio gli obblighi di trasparenza della legge sull’intelligenza artificiale che si applicheranno dal prossimo 2 agosto. Così la Commissione europea ha dato il via libera oggi, mercoledì 10 giugno, alla pubblicazione del codice di buone pratiche sulla marcatura e l’etichettatura dei contenuti generati dall’Ai. Il codice è volontario e stabilisce misure concrete per aiutare sia i fornitori sia gli operatori di sistemi di intelligenza artificiale generativa.

Obiettivo trasparenza

A partire dal 2 giugno 2026, data di prima e vera applicazione delle regole e degli obblighi introdotti dal regolamento Ue 2024/1689, l’Ai Act richiederà un’etichettatura chiara per alcuni contenuti particolarmente sensibili, come i deepfake e i testi generati dall’Ai, o manipolati dall’Ai, e pubblicati su questioni di interesse pubblico. Gli utenti devono, inoltre, essere informati chiaramente quando interagiscono con un sistema di Ai interattivo, ad esempio un chatbot.

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Questa serie di indicazioni, basate sulla trasparenza, ha un obiettivo preciso: aiutare le persone a riconoscere quando i contenuti sono stati generati o modificati dall’intelligenza artificiale, così da ridurre il rischio di inganno, manipolazione, disinformazione o informazioni scorrette.

Il codice

Il codice è stato elaborato da sei esperti indipendenti, con il contributo di oltre 180 portatori di interessi, tra cui fornitori e operatori di sistemi e modelli di Ai interattivi e generativi; associazioni che rappresentano gli operatori; piccole e medie imprese; il mondo accademico; il settore pubblico e organizzazioni della società civile.

Il Codice si compone di due sezioni: fornitori e distributori. La prima sezione si concentra sugli obblighi che devono rispettare i fornitori di sistemi di intelligenza artificiale generativa. E stabilisce il modo in cui devono garantire che audio, immagini, video o testo generati o manipolati dall’Ai siano contrassegnati in modo leggibile automaticamente e che possano essere compresi, individuati, capiti come generati o manipolati artificialmente da tutti gli utenti. La seconda sezione è dedicata agli obblighi dei distributi di sistemi di Ai generativa. Spiega in che modo devono etichettare chiaramente i deepfake e i testi generati dall’Ai o manipolati dall’Ai che hanno l’obiettivo di informare il pubblico su questioni di interesse generale, in particolare quando non vi è stata alcuna revisione umana o controllo editoriale.

Questi norme in materia di trasparenza integrano quelle dell’Ai Act sui modelli di intelligenza artificiale per finalità generali e sui sistemi ad alto rischio. L’obiettivo della Commissione europea, infatti, è lo sviluppo e l’uso responsabili di questa innovazione nel contesto europeo, pur con il rischio di restare indietro rispetto a quanto stanno facendo Stati Uniti e Cina. «I cittadini europei hanno il diritto di sapere se ciò che vedono, sentono o leggono è stato realizzato o modificato dall’intelligenza artificiale, soprattutto quando questi ontenuti possono influenzare e determinare il dibattito pubblico. La trasparenza è il modo in cui proteggiamo la fiducia», commenta Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia. «Invitiamo fornitori e operatori ad aderire al codice e a mostrare capacità di leadership nello sviluppo e nell’implementazione di un’Ai responsabile e affidabile».

Avvio dal 2 giugno

Il codice è ora aperto alle firme di tutti gli interessati e sarà ulteriormente integrato dagli orientamenti della Commissione che dovranno chiarire la portata degli obblighi giuridici e affrontare gli aspetti non contemplati dal codice. Gli orientamenti saranno, per lo più, pratici in modo da aiutare i fornitori e i distributori a soddisfare i requisiti di trasparenza. Coloro che lo firmeranno saranno così in grado di dimostrare la conformità agli obblighi dell’Ai Act che inizieranno a essere applicati dal 2 agosto.

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