«Per fare ricerca serve l'intelligenza artificiale che sa dire non lo so»
Per il responsabile della nuova area strategica sull'AI di Human Technopole in medicina sbagliare con sicurezza è peggio che non rispondere. L'obiettivo è sviluppare modelli capaci di misurare l'incertezza
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Un'intelligenza artificiale che dice «non lo so» potrebbe sembrare, a prima vista, un'intelligenza artificiale meno intelligente. Per Florian Jug, responsabile della nuova area strategica sull'AI di Human Technopole, è esattamente il contrario. Soprattutto quando in gioco ci sono la ricerca biomedica e la salute delle persone. «Un modello che dà sempre una risposta la dà anche quando sta solo tirando a indovinare. E in medicina sbagliare con sicurezza è peggio che non dire niente», osserva lo scienziato.
È da questa idea - costruire un'AI non solo potente, ma capace di spiegare le proprie decisioni e di dichiarare quanto sia sicura di una previsione - che prende forma Multimodal AI Across Scales, la nuova area strategica di Human Technopole. L'obiettivo è usare, ma soprattutto sviluppare, nuovi modelli in grado di leggere insieme dati che vanno dalle molecole alle cellule, dalle immagini cliniche alle informazioni genetiche e di popolazione. Una sfida che Human Technopole intende accompagnare anche sul terreno della formazione. Dall'1 al 5 febbraio 2027 Milano ospiterà infatti GeMAIHc 2027, la prima Scuola internazionale sull'intelligenza artificiale generativa e multimodale per la sanità, rivolta a ricercatori, clinici, professionisti dell'innovazione e decisori, con corsi, keynote, attività pratiche e un hackathon.
Come viene impiegata oggi l'AI a Human Technopole?
«Non è confinata a un solo ambito: attraversa tutta la biologia che studiamo, dalle singole molecole alle popolazioni. A livello molecolare ci aiuta a comprendere le proteine; a livello cellulare analizza le immagini di microscopia. Su pazienti e popolazioni combina invece immagini mediche, cartelle cliniche e dati genetici per studiare diagnosi e rischio di malattia. Possiamo partire dai dati di popolazione per risalire ai meccanismi molecolari oppure fare il percorso inverso.
Perché creare proprio ora un'area strategica dedicata?








