Auto e mobilità aziendale

Per le elettriche il calcolo del valore residuo resta un’incognita

Dai bonus statali alla capacità residua delle batterie, sono molteplici i fattori che influenzano il valore di mercato delle vetture di seconda mano

di Vincenzo Conte

(Adobe Stock)

2' di lettura

2' di lettura

La diffusione delle auto elettriche nel nostro Paese procede a rilento e sconta una serie di gap, tra i quali un fattore di incertezza particolarmente rilevante è il valore residuo delle auto che, alla fine del primo ciclo di utilizzo, vengono messe sul mercato dell’usato. Questo fattore è valido in particolare per le flotte aziendali, dal momento che influisce in maniera pesante sulla definizione del canone di noleggio. Lo studio “Una scelta elettrica oggi. Una scelta di valore domani”, frutto della collaborazione tra Motus-E e Quattroruote Professional, si propone di far luce sulla questione, con l’obiettivo di approfondire i diversi elementi che contribuiscono a definire le quotazioni dei veicoli elettrici di seconda mano. Un primo elemento da mettere in evidenza è il fatto che i prezzi dell’usato elettrico sono stati influenzati dalla presenza a fasi alterne dell’Ecobonus, tra il 2019 e il 2024. Ciò che però fino ad oggi ha pesato di più sulle quotazioni è stato il diffondersi di un’errata percezione della reale longevità delle batterie. Al di là della vita utile dell’accumulatore, che può tranquillamente superare quella dell’auto stessa, il fraintendimento ha riguardato la cosiddetta “capacità residua” delle batterie. L’analisi di un campione di 5mila auto elettriche usate, condotta con Power checK Control (Pkc), evidenzia però un degrado medio delle batterie di appena l’1,5% annuo. Questo andamento della capacità residua si traduce in una variazione dell’autonomia impercettibile nell’uso quotidiano e marginale nei viaggi più lunghi, specialmente per le tipologie di auto pensate per le percorrenze elevate. Lo stato di salute della batteria di un veicolo elettrico usato, poi, può essere verificato facilmente con un test diagnostico immediato, garantendo un’indicazione incontrovertibile e sicura per determinare la quotazione del mezzo.

Un altro aspetto che ha inciso sulle quotazioni deriva da un equivoco di fondo sullo stato dell’avanzamento tecnico sul fronte delle batterie, che ha alimentato l’ingiustificato timore di un imminente arrivo sul mercato di tecnologie molto più avanzate ed economiche delle attuali. Al riguardo, il report indica che in 10 anni l’autonomia media omologata dei modelli elettrici a listino in Italia è quasi triplicata. Tuttavia, negli ultimi anni il tasso di incremento si è notevolmente ridotto, mostrando una sostanziale maturità della tecnologia al litio. In ultimo è da tenere in debita considerazione l’effetto sulle quotazioni della persistente crescita della rete di colonnine a uso pubblico (i punti di ricarica in Italia sono quasi raddoppiati in Italia negli ultimi due anni), che renderà le auto elettriche nuove e usate sempre più appetibili.

Loading...
Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti