Boeing si è aggiudicata un contratto da oltre 20 miliardi di dollari per il caccia futuristico della Marina Usa. Lo ha annunciato il Pentagono, al termine di anni di competizione riservata e di diversi falsi allarmi sull’assegnazione dell’appalto. La vittoria del colosso di Seattle nella gara per l’F/A-XX significa che il velivolo di sesta generazione dell’azienda prenderà il posto della flotta di Super Hornet, su cui la Marina ha fatto a lungo affidamento e che è stata recentemente impiegata in Medio Oriente.
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Il via libera è maturato dopo mesi di contrasti tra Casa Bianca, Pentagono, legislatori e industria. Gli alti e bassi della vicenda e le indiscrezioni sulle tempistiche di assegnazione sono stati seguiti con attenzione dagli analisti della difesa. Boeing ha superato Northrop Grumman, mentre Lockheed Martin era stata esclusa dalla competizione in una fase precedente.
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Sono stati rivelati pochi dettagli sul design finale del velivolo da combattimento che affiancherà l’F-35, disponibile anche nelle varianti a decollo corto e imbarcate su portaerei. L’ammiraglio Daryl Caudle, a capo delle Operazioni navali, ha dato il suo sostegno al progetto durante l’audizione per la sua nomina, dichiarando al Congresso che la Marina «deve disporre di un’ala aerea composta dai più avanzati caccia d’attacco». Boeing sta inoltre realizzando l’F-47 per l’Aeronautica Militare (Air Force), presentato in precedenza durante un discorso nello Studio Ovale che ha visto la partecipazione del presidente Donald Trump e del segretario alla Difesa Pete Hegseth.
Questa aggiudicazione rafforza ulteriormente la divisione difesa del colosso aerospaziale in una settimana già positiva: lunedì la NASA ha dichiarato di prevedere fino a cinque missioni con equipaggio verso la Stazione Spaziale Internazionale utilizzando la capsula Starliner di Boeing, dando così nuovo slancio a un programma finora tormentato da problemi tecnici.
Il contratto rappresenta inoltre una vittoria fondamentale per Boeing, che sta affrontando un nuovo intoppo nel processo di certificazione del suo redditizio programma 737 Max. Le autorità di regolamentazione statunitensi stanno valutando la gravità di un nuovo difetto software; tale valutazione rischia di rallentare le consegne dei velivoli e di incidere negativamente sui risultati finanziari del costruttore.
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Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth e il suo vice Steve Feinberg si erano, per la verità, espressi contro il programma F/A-XX già a partire dall’anno scorso. Si sosteneva che la base industriale della difesa statunitense non fosse in grado di gestire due nuovi programmi aeronautici concomitanti.
Tuttavia, il Congresso ha forzato la mano al Pentagono stanziando centinaia di milioni di dollari per portare avanti il programma.
In una dichiarazione rilasciata a Bloomberg News, la Marina ha rifiutato di specificare quanti velivoli verranno costruiti nella fase di produzione, osservando che «i costi di produzione, le quantità e le tempistiche di consegna sono informazioni riservate per tutelare la sicurezza operativa».
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