Previdenza

Pensioni di vecchiaia, dietrofront Inps: ricalcoli e rimborsi per migliaia di pensionati

L’Istituto di previdenza riconosce di aver applicato erroneamente la stretta della manovra 2024 sulle aliquote di rendimento per il calcolo delle delle pensioni degli iscritti alle casse previdenziali ex-Inpdap per le limitata alle pensioni anticipate

di Giorgio Pogliotti

 (Adobe Stock)

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Dietrofront dell’Inps che riconosce l’errore annunciando rimborsi per le pensioni di vecchiaia, anche in cumulo, le cui quote di pensione calcolate con il sistema retributivo sono state determinate applicando le aliquote di rendimento restrittive: devono essere riesaminate d’ufficio, con l’applicazione delle aliquote di rendimento più vantaggiose.

Ad alcune decine di migliaia di pensionati interessati alla ricostituzione del trattamento pensionistico, saranno riconosciute dall’Inps le differenze sui ratei arretrati e gli interessi legali, con la rivalutazione monetaria, calcolata a ritroso dalla data di riliquidazione del trattamento.

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La Manovra 2024 e l’applicazione dell’Inps

Facciamo un passo indietro e torniamo alla Manovra 2024, che ha sostituito le precedenti aliquote di rendimento più generose per il calcolo delle quote retributive delle pensioni degli iscritti alle quattro casse previdenziali ex-Inpadap - Cpdel (Dipendenti degli enti locali), Cps Sanitari (medici, infermieri), Cpi (insegnanti di asilo e scuole elementari parificate), Cpug (Ufficiali giudiziari) - con meno di 15 anni di contributi al 31 dicembre 2025, con una nuova aliquota più bassa determinando una riduzione dell’assegno.

Durtante l’iter di approvazione della Manovra 2024 furono esclusi dalla stretta sulle aliquote di rendimento le pensioni di vecchiaia, insieme a chi ha maturato i requisiti per la pensione entro il 31 dicembre 2023, limitando l’aliquota meno vantaggiosa alle pensioni anticipate, comprese quelle dei lavoratori precoci. Nell’applicazione della norma, tuttavia, l’Inps ha penalizzato anche le pensioni di vecchiaia applicando l’aliquota meno favorevole.

Il messaggio dell’Inps

Nel messaggio numero 787 del 5 marzo 2026 l’Inps riconosce che le aliquote di rendimento meno vantaggiose non si applicano alle pensioni di vecchiaia, anche in cumulo, liquidate a seguito di cessazione per dimissioni da un rapporto di lavoro con una pubblica amministrazione. Il dato rilevante è se il soggetto accede ad un trattamento pensionistico anticipato o di vecchiaia: nel primo caso si applicano le aliquote di rendimento meno vantaggiose, salvo che l’accesso alla pensione sia avvenuto in forza di requisiti raggiunti entro il 31 dicembre 2023, nel secondo caso - accesso alla pensione di vecchiaia - si applicano le aliquote di rendimento precedenti, più favorevoli.

L’Inps spiega che la stretta sulle aliquote di rendimento operata dalla Manovra 2024 non si applica nei confronti dei soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento entro il 31 dicembre 2023, nè ai trattamenti pensionistici in favore dei lavoratori precoci il cui diritto risulti maturato e certificato entro la medesima data.

Le pensioni di vecchiaia, anche in cumulo, le cui quote di pensione calcolate con il sistema retributivo sono state determinate applicando le aliquote di rendimento meno favorevoli della Manovra 2024 devono essere riesaminate d’ufficio, con l’applicazione delle aliquote di rendimento precedenti.

Le conseguenze per i pensionati

Ai pensionati interessati alla ricostituzione del trattamento pensionistico saranno riconosciute le differenze sui ratei arretrati e gli interessi legali e/o la rivalutazione monetaria, calcolata a ritroso dalla data di riliquidazione del relativo trattamento.

Gli eventuali indebiti scaturiti in precedenza devono essere annullati con l’annotazione «insussistenza originaria del debito per errore nel calcolo della pensione».

Quanto ai ricorsi in istruttoria, sarà cura delle sedi Inps procedere in autotutela, annullando i provvedimenti in cui vi sia stata l’applicazione delle aliquote di rendimento della legge di Bilancio 2024. La stima originaria del costo, indicata nella manovra 2024, ammontava a 40 milioni di euro nel primo biennio.

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