Pensioni, stretta nel 2025: meno uscite e nuovi assegni più bassi, soprattutto per le donne
Nel rendiconto dell’Inps elaborato dal Civ emerge che per la maggior parte delle gestioni l’importo medio delle nuove pensioni liquidate nel 2025 è inferiore rispetto all’importo medio delle pensioni vigenti. L’età media di pensionamento sale per le femmine a 65,4 anni e per i maschi a 64,1 anni
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I punti chiave
- La stretta sulle uscite flessibili produce un calo dei pensionati
- Più risorse per le prestazioni assistenziali, 20 miliardi all’Assegno unico universale
- Assegno di inclusione totalizza 5,6 miliardi, lontano dagli 8,1 miliardi del Reddito di cittadinanza
- Dei crediti contributivi per 125,7 miliardi di euro, il 79% è considerato inesigibile
- Restano alti i tempi per l’accertamento dell’Invalidità civile
- Mancano gli ispettori e calano le ispezioni
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Le pensioni previdenziali complessivamente liquidate nel 2025 dall’Inps sono state 834.658, circa 27 mila in meno rispetto all’anno precedente - il calo è ancora più marcato rispetto alle 878.369 del 2022-, per effetto della stretta sulle uscite pensionistiche. Cala anche il valore medio delle nuove pensioni liquidate nel 2025, rispetto a quelle vigenti: il taglio dell’assegno pensionistico raggiunge i 148 euro mensili per le pensioni di anzianità dei maschi. Resta una rilevante differenza tra i due generi, che nel caso delle pensioni di vecchiaia, arriva al 45% in meno per le donne.
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Nel rendiconto sociale dell’Inps elaborato dal Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) emerge che per la maggior parte delle gestioni l’importo medio delle nuove pensioni liquidate nel 2025 è inferiore rispetto all’importo medio delle pensioni vigenti: un nuovo pensionato lavoratore dipendente andato in pensione nel 2025 ha ricevuto in media 1.289,5 euro al mese (-248 euro) rispetto alla media delle pensioni già in pagamento nella stessa gestione che è di 1.537,5 euro, per un neo pensionato dipendente pubblico la differenza è più contenuta (-76,3 euro), perché lo scostamento è tra 2.246,9 euro delle nuove contro 2.323,2 euro delle vigenti. Per i lavoratori autonomi, la nuova pensione media è di 961,2 euro contro una media delle vigenti di 1.078 euro (-116,8 euro).
Continua, intanto, a crescere l’età media di pensionamento passando per le femmine dai 64,4 anni del 2022 ai 65,4 anni del 2025, e per i maschi dai 63,7 anni del 2022 ai 64,1 anni del 2025. Passando invece alle prestazioni pensionistiche assistenziali vigenti nel 2025, sono state 2.435.704 le indennità di accompagnamento e 1.067.436 le prestazioni di invalidità civile.
La stretta sulle uscite flessibili produce un calo dei pensionati
Altro fenomeno fotografato dal Civ dell’Inps è il progressivo calo del numero di pensionati Inps: nel 2025 sono 15.435.694 - di cui 7.426.392 maschi e 8.009.302 femmine - erano 16.454.684 nel 2024, mentre la spesa per le pensioni è salita a 325,067 miliardi, in aumento rispetto al precedente esercizio (320,593 miliardi del 2024), con una crescita nominale del 1,4% dovuta principalmente all’indicizzazione delle pensioni in rapporto alla variazione dei prezzi al consumo.
Il calo del numero dei pensionati è dovuto anche alla riduzione delle uscite con gli strumenti di flessibilità nel pensionamento: nel 2025 sono 5.643 i beneficiari di Quota 100, Quota 102 e Quota 103 con ricalcolo, rispetto ai 112.982 di Quota 100 nel 2021; anche le prestazioni erogate con Opzione donna, per effetto di una regolamentazione più restrittiva, sono calate da 26.427 nel 2022 a 3.860 nel 2025.








