Pensioni, con l’uscita dei baby-boomer dal lavoro la spesa salirà fino al 2041
Secondo il Documento di finanza pubblica, la spesa pensionistica quest’anno salirà a 352 miliardi (+2,8% sul 2025), pari al 15,2% del Prodotto interno lordo
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I punti chiave
- Le previsioni per il 2026: sale a 352 miliardi di spesa pensionistica
- Variazione media annua del 3,2% della spesa pensionistica tra il 2027-2029
- 2029: prestazioni sociali al 20,5% del Pil
- Proiezioni della spesa pensionistica: la “gobba” col picco nel 2041
- La discesa dal 2045, effetto del contributivo e dell’uscita dei babyboomer
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Corre la spesa per le prestazioni sociali in denaro: per il 2026 si prevede un aumento del 2,7% rispetto al 2025 per un totale di 471,7 miliardi di euro, pari al 20,4% del Pil (era il 20,3% nel 2025).
Le previsioni per il 2026: sale a 352 miliardi di spesa pensionistica
Dal Documento di finanza pubblica (Dfp) del ministero dell’Economia emergono le previsioni di spesa, sulla base dei risultati di contabilità nazionale. In particolare l’aumento di spesa per le pensioni nel 2026 si stima sia del 2,8% ( considerando le pensioni di nuova liquidazione, i tassi di cessazione e la rivalutazione delle pensioni dell’1,4%): si passa da 342,9 miliardi (2025) a 352,4 miliardi pari al 15,2% del Pil (la previsione tiene anche conto dell’aumento delle maggiorazioni sociali introdotto con la legge di bilancio 2026).
Quanto alla la spesa per altre prestazioni sociali in denaro (Assegno di inclusione, Supporto per la formazione e il lavoro...), l’aumento è previsto del 2,6%: si passa da 116,2 a 119,3 miliardi di euro, pari al 5,2% del Pil (era il 5,1% nel 2025).
Variazione media annua del 3,2% della spesa pensionistica tra il 2027-2029
Per il periodo 2027-2029 la spesa complessiva per prestazioni sociali in denaro presenta un tasso di variazione medio annuo del 2,7%, prendendo a riferimento il 2026. Il tasso di variazione medio annuo del periodo per la spesa pensionistica risulta pari al 3,2%, mentre quello della spesa per altre prestazioni sociali in denaro si colloca all’ 1,3% annuo. Per quanto riguarda, in particolare, la spesa pensionistica, gli specifici tassi di variazione sono condizionati dalla rivalutazione delle pensioni in essere all’andamento dell’inflazione, dal numero di pensioni di nuova liquidazione, dai tassi di cessazione e dalla ricostituzione delle pensioni in essere.
Al termine del periodo oggetto di previsioni, nel 2029 è prevista la spesa pensionistica a quota 386,9 miliardi, pari al 15,5% del Pil.









