Pensioni anticipate, ecco tutte le opzioni sul tavolo per il 2025
A fine 2024 scadono Quota 103, Ape sociale e Opzione donna. Con la manovra in arrivo il governo è chiamato a decidere le misure da adottare per il prossimo anno. Una scelta condizionata dalle scarse risorse a disposizione e dalle diverse scuole di pensiero nella maggioranza sulle varie ipotesi allo studio
di Marco Rogari
3' di lettura
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In vista della definizione della manovra 2025 il cantiere pensioni è in piena attività. Anche perché alcuni degli strumenti utilizzabili quest’anno per l’uscita anticipata scadono a fine 2024: si tratta di Quota 103, Ape sociale e Opzione donna. Il governo è chiamato a decidere se prorogarli, magari con alcuni ritocchi, oppure sostituirli con nuove misure nell’ambito di una mini-riforma della flessibilità in uscita. Che appare però difficilmente compatibile con le ridotte risorse a disposizione dell’esecutivo per la prossima legge di bilancio. Senza considerare che nella maggioranza sono emerse diverse scuole di pensiero sulle soluzioni di adottare. Ecco le varie opzioni al momento sul tavolo per i pensionamenti anticipati in attesa della scelta definitiva del governo.
Quota 41 contributiva
È il cavallo di battaglia della Lega: la possibilità di uscita con 41 anni di versamenti, a prescindere dall’età, che sarebbe comunque vincolata al metodo contributivo. Ma questa soluzione, che costerebbe comunque sopra i 500 milioni, ha chance quasi nulle di entrare nella prossima manovra perché contribuirebbe a far salire la spesa pensionistica, che già corre a un ritmo sostenuto.
Quota 41 «mirata»
Si tratta di una variante di Quota 41 “contributiva”, destinata a una platea limitata e, quindi, con un impatto minore sui conti pubblici. La possibilità di uscita con 41 anni di versamenti, a prescindere dall’età, ancorata sempre al “contributivo”, sarebbe garantita solo a chi risulta in possesso di almeno 12 mesi di contribuzione prima del compimento del 19esimo anno d’età.
Quota 104
Era spuntata nella fase preparatoria della manovra 2024 per sostituire Quota 103 “senza vincoli”, con l’obiettivo di consentire l’uscita anticipata non prima di aver maturato 63 anni di età e 41 di contribuzione. Anche per le resistenze della Lega questa opzione era stata alla fine accantonata per fare posto a Quota 103 in versione contributiva. Ma non è del tutto escluso che possa rispuntare nel caso in cui la coperta delle risorse disponibili per la manovra 2025 dovesse risultare molto corta.
Quota 103 con il contributivo
Solo per quest’anno è possibile accedere alla pensione anticipata con 62 anni e 41 di versamenti (Quota 103) ma con il ricalcolo contributivo dell’assegno. Si tratta di un canale di uscita che non ha avuto molto “appeal” visto che fin qui i pensionamenti sono stati circa 7mila. Proprio la portata limitati e i costi contenuti potrebbero indurre il governo a ricorrere a una proroga secca di un anno nel caso in cui non si trovasse un accordo su una misura alternativa.









