Pensionati «under 60»: oggi solo uno su dieci, nel 2009 si toccava quota 90%
La riforma Fornero decisiva per il restringimento della platea di titolari «giovani« di pensioni. Da un focus Istat emerge che per gli «over 50» mediamente la soglia della prima prima pensione di vecchiaia è a 61,4 anni, sostanzialmente in linea con la media europea
di Marco Rogari
3' di lettura
I punti chiave
- Dopo Quota 100 la nuova stretta alle pensioni anticipate dal 2023
- La prima pensione con funzione di vecchiaia mediamente a 61,4 anni: in linea con la media europea (61,3)
- È di 60,9 anni la soglia media di pensionamento per i pensionati da lavoro
- Le lavoratrici in pensione più tardi rispetto agli uomini
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«L’aumento dell’età media di pensionamento risente fortemente degli effetti delle riforme che nel tempo, in particolare a partire dal 2012» quando è entrata in vigore la legge Fornero, «hanno inasprito i requisiti per accedere alla pensione». Il focus statistico dell’Istat su “Pensione e partecipazione al mercato del lavoro dei 50-74enni” non lascia spazio a dubbi su quanto negli ultimi anni si sia ridotta la platea dei cosiddetti “pensionati giovani”, nonostante l’avvento temporaneo di Quota 100” e delle tante deroghe al provvedimento varato dal governo Monti per riorganizzare il sistema previdenziale. «L’incidenza di quanti sono andati in pensione prima dei 60 anni è passata da circa il 90% registrato per gli anni antecedenti al 2009 a valori di poco superiore al 10% nel 2023, con una riduzione maggiore tra gli uomini», si legge nella rilevazione dell’Istituto di statistica. In altre parole in quasi quindici anni i lavoratori “under 60” che hanno optato per il pensionamento sono scesi da 9 su dieci a uno su dieci.
Dopo Quota 100 la nuova stretta alle pensioni anticipate dal 2023
A far salire in maniera sensibile l’età media di pensionamento è stata prevalentemente la legge Fornero, decollata nel 2012, che ha imposto un drastico giro di vite ai pensionamenti anticipati e ha alzato tutte le soglie per l’accesso alla pensione. Ma negli anni successivi si sono susseguite molto deroghe. E nel 2019 è anche comparsa Quota 100, che per un triennio ha consentito le uscite in anticipo con almeno 62 anni di età e 38 di contributi. Una volta conclusi questi tre anni si è passati a prima a Quota 102 e poi, con il governo Meloni, a Quota 103. Che dallo scorso anno è stata ulteriormente inasprita con l’aggancio vincolante al metodo contributivo. Sempre il governo Meloni ha via via reso sostanzialmente meno agevole l’accesso a quasi tutti i canali di pensionamento anticipato.
La prima pensione con funzione di vecchiaia mediamente a 61,4 anni: in linea con la media europea (61,3)
Nel focus Istat si fa notare che per la fascia compresa tra i 50 a i 74 anni l’età media alla ricezione della prima pensione con funzione di vecchiaia (da lavoro e da altro tipo) è pari a 61,4 anni. Un dato che è di fatto in linea con la media europea (61,3 anni). La soglia di vecchiaia è più elevata tra le donne (61,9 anni) rispetto agli uomini (60,9 anni). In Italia, inoltre, le donne cominciano a ricevere una pensione più tardi rispetto a quanto accade a livello europeo: la media è di 60,9 anni per le donne e 61,3 anni per gli uomini.
È di 60,9 anni la soglia media di pensionamento per i pensionati da lavoro
L’Istat osserva che tra i beneficiari di una pensione da lavoro nella fascia inclusa tra 50 e 74 anni, l’età media al pensionamento è di 60,9 anni. Nel focus si afferma che «per effetto dei passati provvedimenti legislativi (in cui l’età legale al pensionamento era più bassa), delle norme più recenti che hanno introdotto misure di flessibilità in uscita (Quota 100, 102 e 103) e delle anticipazioni alla pensione per i lavori usuranti o gravosi, la curva presenta dei picchi, soprattutto tra le donne, in corrispondenza delle età pari a 60 (13,7%) e 67 anni (11,8%)». Nel primo caso – evidenzia l’Istituto di statistica – «la maggior parte delle persone è andata in pensione prima della riforma “Fornero” del 2012. Inoltre, una elevata quota di beneficiari di pensione da lavoro (quasi il 10%) dichiara un’età al pensionamento pari a 62 anni».
Le lavoratrici in pensione più tardi rispetto agli uomini
Sempre nella fascia compresa tra i 50 e i 74 anni, mediamente le donne iniziano a percepire la pensione da lavoro leggermente più tardi rispetto agli uomini: l’età media è pari a 61,0 anni contro i 60,8 dei soggetti si sesso maschile. La soglia media è inoltre più alta nel Mezzogiorno (62,3 anni), tra gli stranieri (63,5) e tra i laureati (63,1), «conseguenza per questi ultimi – si legge nel focus - anche del posticipato ingresso nel mercato del lavoro rispetto alle persone meno istruite».









