Previdenza

Pensionata in cerca di soluzioni che non taglino l’assegno di reversibilità

Il figlio che deve compilare il modello Red Inps chiede quali investimenti privilegiare per evitare la revisione della reversibilità

di Federica Pezzatti

3' di lettura

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Seguo gli interessi di mia madre alle prese con la compilazione del modello Red. È la prima volta da quando è mancato mio padre. Andando al Caf ci hanno fornito un elenco che riporta anche la necessità di indicare gli interessi ricevuti su titoli di stato e buoni fruttiferi. Avrei bisogno di sapere se sono anche da indicare i dividendi azionari. Vorrei anche capire se le case intestate a lei ma a disposizione concorrono in qualche modo a formare la base di reddito. Poiché temo che il tutto sia per definire l’importo di reversibilità di pensione a lei spettante, mi chiedo cosa ci dobbiamo attendere.

Alessandro D.

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Risponde Federica Pezzatti

Iniziamo con la definizione. La pensione di reversibilità è un assegno mensile che viene erogato dall’Inps agli eredi del pensionato defunto o del lavoratore assicurato che è venuto a mancare: in questo caso il marito della signora e cioè il padre di chi ci scrive la lettera. Normalmente la pensione di reversibilità corrisponde al 60% della pensione che il defunto lavoratore avrebbe percepito al momento della sua morte. Si tratta di un tema disciplinato da una normativa ad hoc, che prevede anche la possibilità di cumulo con altri redditi.

I tagli alla pensione

Il legislatore ha previsto in quali casi i redditi sono cumulabili e a quali limiti sono soggetti. Al crescere del reddito percepito, in caso di cumulo è previsto un taglio all’assegno. La legge n. 335 del 1995 ( Riforma Dini) prevede che se il reddito prodotto supera di tre volte il trattamento pensionistico minimo, la pensione di reversibilità è decurtata del 25 per cento. Se il reddito supera il trattamento minimo annuo di quattro volte, la pensione è decurtata del 40 per cento. Infine se il reddito supera cinque volte il trattamento minimo, la pensione di reversibilità viene decurtata del 50 per cento.

Ovvio quindi che sono da pianificare con attenzione anche gli investimenti finanziari evitando per esempio azioni che staccando dividendo o obbligazioni diverse dai titoli di Stato italiani che normalmente prevedono l’erogazione di cedole periodiche. Entrambe le tipologie di flusso cedolare proveniente da valori mobiliari emessi da società sono da dichiarare nell’apposito modello Red da compilarsi annualmente – entro il 28 febbraio – se non si è compilata la dichiarazione dei redditi e se, appunto, bisogna comunicare a Inps l’incasso di proventi.

I dubbi e i chiarimenti

«I redditi da indicare in merito alla pensione di reversibilità sono stati oggetto di dubbi, in quanto l’Inps in un primo momento (vedi circolare 195 del 30 novembre 2015), ha fatto rientrare gli interessi bancari, postali, dei BoT, dei CcT e titoli di Stato, proventi di quote di investimento, soggetti a ritenuta d’acconto alla fonte a titolo di imposta sostitutiva dell’Irpef – spiega l’esperto Aldo Forte – . Però, successivamente con comunicato stampa del 28 settembre 2016, l’Inps ha precisato che tali proventi non rientrano tra i redditi da dichiarare per la pensione di reversibilità; la cosa è stata confermata con messaggio 4023 del 5 ottobre 2016, dove sono state indicate le cosiddette rilevanze reddituali per le varie prestazioni pensionistiche – aggiunge Forte–. Per la pensione ai superstiti, sono rilevanti i seguenti redditi: lavoro dipendente e assimilati; redditi da lavoro autonomo, al netto dei contributi previdenziali ed assistenziali; redditi da pensioni dirette erogate da Stati esteri; redditi da terreni e immobili diversi dalla casa di abitazione; altri redditi assoggettabili all’Irpef (assegni di sostentamento, redditi di capitale, dividendi, redditi di partecipazione a società e imprese); rendite vitalizie o a tempo determinato costituite a titolo oneroso», conclude Forte.

Come investire per evitare sorprese

In altri termini allo stato attuale pare che gli investimenti “ a rischio” per chi teme il taglio pensionistico sono le azioni e le obbligazioni societarie che staccano dividendi o cedole oltre che agli immobili diversi dall’abitazione principale. Fondi, Etf, libretti conti correnti bancari e postali piuttosto che titoli di Stato italiani (che tra l’altro sono anche stati esclusi dal calcolo Isee fino a 5omila euro) non sono rilevanti, come confermato a Plus24 anche da Paolo Daprelà, responsabile servizi di patronato 50&Più.

Circa il tema della reversibilità, va ricordato che l’Inps ricostituirà d’ufficio le pensioni ai superstiti ridotte in misura superiore rispetto ai redditi percepiti dal superstite, riconoscendo anche gli arretrati nei limiti della prescrizione quinquennale. Lo rende noto l’Inps nella Circolare n. 108/2023 con la quale recepisce il principio affermato nella sentenza della Corte Costituzionale n. 162/2022 che ha dichiarato illegittima una prassi utilizzata in passato dall’Istituto nazionale di previdenza.

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