Pedrali, tenuta dei ricavi grazie a mercato interno, Mediterraneo e Golfo
Per l’azienda bergamasca l’export è pari all’85% del fatturato
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È un menu ricco di novità, quello che Pedrali offre ai visitatori del Salone del Mobile di quest’anno: nove famiglie di prodotti, di cui una firmata in collaborazione con il duo Formafantasma e un’altra con Amdl Circle.
Se per il brand bergamasco il sodalizio con l’accoppiata Simone Farresin e Andrea Trimarchi rappresenta un inedito, il lavoro con lo studio di Michele De Lucchi prosegue il confronto che nel 2023 (in occasione dei 60 anni dalla fondazione dell’azienda) è sfociato nell’inaugurazione (all’interno dell’headquarter a Mornico al Serio) del Pedrali Pavilion, struttura nata temporanea ma destinata (in autunno) a diventare spazio espositivo e culturale permanente dove incontrare designer, architetti, studenti e giovani ai quali far conoscere l’industria manufatturiera del territorio.
Il padiglione in fiera è curato per il quarto anno consecutivo da DWA, ovvero Alberto Artesani e Frederik De Wachter, altra espressione della “scena” milanese. «Si tratta della nostra 37esima partecipazione», racconta l’amministratore delegato Monica Pedrali: «Il Salone è l’acceleratore dei nostri sogni, l’occasione che li tramuta in realtà, il traguardo annuale che mobilita le energie di tutta la nostra community, ben consci che la fiera è un’opportunità unica di racconto, un momento di visibilità senza paragoni. Non esiste nessun altro evento di tale grandezza e potenza a livello internazionale, così capace di attrarre gente e generare innovazione».
A proposito di internazionalità e numeri: «Nel 2025 abbiamo confermato il fatturato del 2024, intorno ai 115 milioni di euro – aggiunge Monica Pedrali –. Un dato tutt’altro che scontato, considerate le complessità geopolitiche che già emergevano l’anno scorso. Siamo soddisfatti dei risultati, sostenuti sia dalla domanda interna (l’Italia è cresciuta del 6%) sia da alcune aree estere che hanno compensato il calo di altri mercati. Noi siamo fortemente proiettati oltreconfine, esportiamo l’85% di quanto prodotto. La crescita è stata registrata soprattutto nei Paesi del Mediterraneo e in quelli dell’area del Golfo: regione in forte espansione, su cui oggi gravano molti punti interrogativi».
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