Pediatri: Lombardia, Veneto e Piemonte in crisi, difficile l’assistenza fino a 18 anni
In Italia mancano almeno 497 pediatri di libera scelta e quasi l’80% delle carenze si concentra in tre grandi Regioni del Nord, incertezza sul ricambio generazionale
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I punti chiave
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In Italia mancano almeno 497 pediatri di libera scelta e quasi l’80% delle carenze si concentra in tre grandi Regioni del Nord: Lombardia, Piemonte e Veneto. In alcune aree si supera il massimale di 1.000 assistiti per pediatra e in più, entro il 2029, andranno in pensione 1.547 pediatri e non c’è alcuna certezza sul ricambio generazionale. E’ la fotografia scattata dalla Fondazione Gimbe secondo cui estendere l’assistenza pediatrica fino a 18 anni, proposta dal ministro Schillaci, richiederebbe ad oggi oltre 3.500 pediatri in più per garantire standard assistenziali adeguati.
Il pediatra di libera scelta (PLS), ossia il pediatra di famiglia, è il medico preposto alla tutela della salute di bambini e ragazzi da 0 a 13 anni. Ad ogni bambino, sin dalla nascita, deve essere assegnato un pediatra per garantire l’accesso a servizi e prestazioni inclusi nei Livelli essenziali di assistenza garantiti dal Servizio sanitario nazionale (Ssn). «Tuttavia in molte aree del Paese – dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – si registrano criticità ricorrenti: procedure complesse, risposte non sempre tempestive da parte delle Aziende sanitarie locali, pediatri con un numero troppo elevato di assistiti e, in alcune aree, impossibilità per le famiglie di iscrivere i propri figli a un pediatra di famiglia. Una situazione che crea disagi e rischia di compromettere la continuità dell’assistenza pediatrica, soprattutto per i bambini più piccoli e quelli più fragili».
Chi assiste il pediatra di libera scelta
Sino al compimento del 6° anno di età, i bambini devono essere obbligatoriamente assistiti da un pediatra di famiglia; tra i 6 e i 13 anni compresi i genitori possono invece scegliere tra il pediatra e il medico di medicina generale. Al compimento del 14° anno, l’assistenza del pediatra termina automaticamente, salvo proroghe fino ai 16 anni nei casi di patologie croniche o disabilità documentate. Secondo i dati Istat, al 1° gennaio 2025 i bambini nella fascia 0-5 anni, con iscrizione obbligatoria al pediatra di libera scelta, erano oltre 2,4 milioni. Superavano invece i 4 milioni i minori tra 6 e 13 anni, che potrebbero essere seguiti dal pediatra o medico di base, in base alle preferenze dei genitori e alla disponibilità locale di professionisti.
Massimale di assistiti
L’ultimo Accordo collettivo nazionale (Acn), in vigore dal 18 marzo 2026, ha confermato il limite massimo di 1.000 assistiti per ciascun pediatra di libera scelta già stabilito dal precedente accordo. Le deroghe sono consentite solo temporaneamente e in presenza di particolari criticità organizzative o carenze territoriali. Oltre i 1.000 assistiti, l’unica eccezione ammessa riguarda l’iscrizione dei fratelli di bambini già in carico allo stesso pediatra. «Il vero nodo – sottolinea Cartabellotta – è che con la grave carenza di oltre 5.700 medici di famiglia, già evidenziata da una nostra precedente analisi, molti ragazzi che escono dall’assistenza pediatrica al raggiungimento dei 14 anni rischiano di non trovare un medico disponibile. Di conseguenza, le deroghe ai massimali diventano sempre più frequenti, alimentando un circolo vizioso che aumenta il sovraccarico dei pediatri, riducendo qualità e accessibilità dell’assistenza pediatrica».
Pensionamenti e borse di studio
Secondo i dati 2025 forniti dalla Federazione italiana dei medici pediatri (Fimp), tra il 2025 e il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri di libera scelta, per raggiunti limiti di età, pari a 70 anni (salvo deroghe): dai 218 pediatri della Campania ai 2 in Valle d’Aosta.







