Osservatorio Territorio e sostenibilità: la sfida per una nuova autostrada

Pedemontana Lombarda, la bonifica che prepara il futuro della Brianza

50 anni dopo l’incidente dell’Icmesa di Seveso, Pedemontana Lombarda porta avanti i lavori di bonifica di alcune aree interessate: una fase cruciale non solo per il proseguimento dell'infrastruttura, ma anche per il recupero ambientale di un'area che porta con sé una storia complessa e significativa

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(Il Sole 24 Ore Radiocor)- Autostrada Pedemontana Lombarda è stata incaricata di sviluppare un sistema viabilistico che attraverserà uno dei luoghi più urbanizzati del Paese: la Provincia di Monza-Brianza. Tassello fondamentale per la realizzazione di quella che sarà un progetto infrastrutturale destinato a migliorare la mobilità del territorio, la società ha messo in atto un articolato intervento di bonifica ambientale delle aree interessate. Un’attività indispensabile per garantire la sicurezza dei cantieri, la tutela della salute pubblica e la protezione dell'ambiente.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

L’incidente Icmesa

La necessità di effettuare questa operazione di bonifica nasce dal fatto che una parte delle aree attraversate dai lavori di realizzazione della nuova infrastruttura – quelle dei comuni di Barlassina, Meda, Seveso, Cesano Maderno, Desio e Bovisio Masciago – sono state interessate cinquant’anni fa (era il 1976 ) da un evento che letteralmente cambiò la vita quotidiana di molte persone: l’incidente industriale nell'azienda ICMESA di Meda, che causò la fuoriuscita e la dispersione nell'atmosfera di una nube di diossina (Tetra Cloro Di-Benzo Diossina 2,3,7,8-TCDD), una sostanza artificiale tossica che investì una vasta area di terreni dei comuni limitrofi della bassa Brianza. Una ferita che il Paese ancora non è riuscita a cancellare, come dimostra la visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo scorso 10 luglio a Seveso, in occasione del cinquantesimo anniversario del disastro. Il Capo dello Stato ha visitato il Parco regionale "Bosco delle Querce", l'area naturalistica sorta sui terreni interamente bonificati dalla diossina e in quell’occasione ha ricordato come «la tragedia dell'Icmesa divenne triste paradigma di quel che non si deve fare, ispirando l'avvio di un cantiere europeo che ha dato vita a norme stringenti - anche in Italia - come la Valutazione di impatto ambientale e le Autorizzazioni integrate ambientali, a difesa dei cittadini. Specialmente a tutela dai rischi indotti da industrie con lavorazioni potenzialmente nocive. È una strada che va costantemente percorsa con determinazione».

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Non a caso proprio l’incidente ha dato origine a due organismi di vigilanza. Nel 1986 è nata “Fondazione Lombardia per l’Ambiente”, un ente di carattere morale e scientifico per valorizzare l’esperienza e le competenze tecniche acquisite in seguito all’incidente ICMESA a Seveso del 1976. Nel 2010, invece, è stato fondato l’Osservatorio Ambientale, un organismo di natura scientifica con lo scopo di garantire un’informazione puntuale e completa alla cittadinanza in merito alla tutela dell’ambiente e ai suoi riflessi sulla salute pubblica. L’incidente ha inoltre dato l’ispirazione per l’elaborazione di una specifica normativa ambientale “Direttiva Seveso” finalizzata a prevenire incidenti industriali rilevanti, ridurre le conseguenze su persone e ambiente, garantire informazione e trasparenza al pubblico. L’iniziativa di bonifica territoriale intrapresa da Autostrada Pedemontana Lombarda non rappresenta un evento isolato, bensì si colloca quale seguito di un insieme di interventi di risanamento attuati negli anni successivi al 1976 e coordinati da Regione Lombardia. Le prime attività iniziarono verso la metà del 1977 e proseguirono fino al 1986. Per la loro realizzazione l’area fu suddivisa in tre zone distinte, A, B, R in base al grado di contaminazione rilevata.

La bonifica sul tracciato della nuova Autostrada Pedemontana Lombarda

Autostrada Pedemontana Lombarda sta oggi realizzando due nuove tratte dell’autostrada A36, da Lentate sul Seveso a Vimercate. Per farlo, sta ampliando la vecchia sede della strada statale SP35 Milano-Meda, attraversando e lambendo i comuni che furono interessati dall’incidente. Il progetto prevede una bonifica ambientale su alcune aree, ove, a seguito di specifiche attività di indagine, sono stati rinvenuti valori residui di diossina al di sopra delle soglie previste dalla normativa ambientale, sviluppatasi nel frattempo. Un percorso indicato da Regione Lombardia, nel corso di diverse Conferenze dei Servizi, che ha previsto di intraprendere delle verifiche sulle aree e poi di bonificarne alcune, prima di insediare i cantieri per la realizzazione dell’infrastruttura. I tecnici hanno attentamente studiato e pianificato il percorso di bonifica da affrontare, suddividendo il territorio in 8 lotti funzionali compresi entro l’area tra i Comuni di Seveso, Cesano Maderno e Meda. Autostrada Pedemontana Lombarda, inoltre, in collaborazione con i Sindaci dei Comuni interessati dal passaggio delle proprie tratte, partecipa costantemente a un Tavolo di confronto e dialogo con le Associazioni ambientaliste del territorio. L’obiettivo degli incontri è quello di avere “un’assise collegiale permanente” di cui fanno parte tutti i soggetti coinvolti – dalle aziende, alle istituzioni e associazioni - al fine di creare un sistema di monitoraggio e comunicazione delle attività di bonifica, che veicoli e illustri le informazioni tecnico scientifiche in modo puntuale e tenga informati i cittadini. A questo si sono aggiunte una serie di campagne di indagine ambientale delle aree ricadenti nelle future tratte autostradali, per verificare l’eventuale presenza e concentrazione di diossina residua nei terreni interessati dall’incidente del 1976.

Il piano di bonifica in corso

A partire dal lavoro di bonifica svolto in passato, Autostrada Pedemontana Lombarda ha pianificato un meticoloso lavoro preliminare volto a ridurre al minimo qualunque fattore di rischio derivante dal cantiere. Le attività di bonifica riguardano una superficie complessiva di circa 120.000 m2 e sono state definite durante un procedimento autorizzativo corale che ha valutato gli interessi delle varie istituzioni e dei vari attori coinvolti tra cui: Regione Lombardia, Provincia di Monza-Brianza, i Comuni (Barlassina, Bovisio Masciago, Cesano Maderno, Desio, Meda, Seveso), ATS Brianza, ARPA, Ente Parco Bosco delle Querce. La bonifica viene eseguita da società specializzate che operano a fianco del Contraente Generale, la società Pedelombarda Nuova (WeBuild) appaltatrice dell’opera, e che hanno una professionalità specifica nel settore.

Nel dettaglio i lavori di vedono due step. Il primo include una serie di attività preliminari (che vanno dalla realizzazione delle piste di cantiere, la bonifica da eventuali ordigni bellici, la demolizione di eventuali strutture e lo smaltimento dei rifiuti conseguenti; alle attività collegate alla bonifica, ovvero l’allestimento delle aree di cantiere, con mezzi e materiali, dei dispositivi di sicurezza). Il secondo riguarda le attività di scavo vero e proprio. Dopo aver concluso le attività di analisi, i terreni da smaltire vengono scavati e immediatamente rimossi: il terreno scavato viene caricato su camion chiusi posizionati fuori dall'area di scavo, per poi essere trasportato a centri di smaltimento specializzati. Le aree di scavo sono coperte da teli, e i cantieri sono recintati e sorvegliati, al fine di garantire i massimi livelli di sicurezza. Il tutto nel pieno rispetto delle norme ambientali. I rifiuti derivanti dalle attività di bonifica vengono infatti classificati e poi trasportati a impianti esterni di gestione dei rifiuti, assieme a tutte le informazioni e documentazioni relative al contenuto trasportato. A conclusione dei lavori di bonifica, svolto il collaudo con esito positivo, sono redatte le relazioni finali, una per lotto funzionale di intervento, contenenti informazioni dettagliate sulle attività di bonifica attuate sul terreno. Questi report forniscono tutti i dettagli necessari alle Autorità per verificare l’effettivo successo delle attività e, quindi, ottenere la certificazione di avvenuta bonifica del terreno e lo svincolo delle aree per poter procedere con i lavori di realizzazione di Autostrada Pedemontana Lombarda.

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