Pedaggi, 50 giorni per evitare le multe degli ausiliari
di M.Cap.
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Non è un vero e proprio giro di vite quello avviato da inizio anno contro chi non paga (o non riesce a pagare per problemi tecnici) il
Insomma, c’è una gradualità che può consentire di mettersi in regola anche a chi è distratto o si trova in particolari situazioni (come il vivere in luoghi diversi da quello di residenza). La “maniere forti” vengono invece applicate a chi elude il pedaggio con l’inganno (per esempio, seguendo molto da vicino un altro veicolo che fa alzare le sbarre sulla corsia Telepass o scambiandosi i biglietti con complici che fanno il percorso opposto): sanzione di 422 euro e possibile denuncia per truffa (per i recidivi ci può essere anche l’insolvenza fraudolenta). Ci sono novità anche su questo fronte: preso atto che il Tur (Transito utenti recidivi, il sistema di segnalazione automatica delle loro targhe ai caselli, in modo che gli esattori cerchino di trattenerli in attesa che arrivi la Polizia) in una decina d’anni ha dato problemi pratici e giuridici, ora si preferisce chiedere ai giudici di disporre sequestri cautelari dei veicoli. Un deterrente soprattutto per i camionisti.
Tornando ai mancati pagamenti “semplici”, molto ruota attorno alla figura degli
Gli ausiliari raccolgono i dati sui rapporti rimasti insoluti e li utilizzano per spedire agli interessati un avviso che, oltre a fungere da comunicazione all’intestatario del veicolo (che potrebbe anche essere ignaro del mancato pagamento, se guidava un’altra persona), crea i presupposti giuridici per la successiva sanzione, se il debito non fosse saldato nemmeno entro l’ulteriore data indicata nell’avviso stesso.
Gli effetti giuridici si ottengono perché l’avviso ha natura di «comunicazione di avvio del provedimento amministrativo» nei confronti del destinatario, prevista dagli articolo 7 e seguenti della legge 241/1990 ed è firmato dall’ausiliario.


