Patuelli: «All’Italia serve un progetto Paese. Il trattato sul Mes può essere rivisto»
Il presidente Abi: «Serve un disegno centrale che ispiri Legge di Bilancio e Recovery Plan. Ora occorre decidere. Ci sono i presupposti per chiarire eventuali equivoci sul Meccanismo europeo di stabilità»
di Laura Serafini
4' di lettura
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«La ripresa dello sviluppo e dell'occupazione sono la priorità del paese. Per raggiungere questo obiettivo, serve un “disegno centrale” che rifletta l'idea dell'Italia che vogliamo. Questo disegno dovrà muoversi su strategie parallele: indicare, da una parte, i principi ispiratori della prossima legge di bilancio e dall'altra definire i piani per accedere al Recovery Fund». Antonio Pautelli, presidente dell'Abi indica il percorso che si aspetta dalle istituzioni ora che la contesa elettorale, e tutta la retorica che essa porta con sé, può essere lasciata alle spalle. «Ora ci sono anche i presupposti per chiarire gli equivoci sul Mes sanitario – aggiunge -. Se ci sono davvero ostacoli giuridici, l'esperienza di un commissario all'Economia come Paolo Gentiloni può essere un valido supporto ai fini di un processo di revisione del Trattato istitutivo del Mes».
L'emergenza Covid-19 prosegue e la ripresa, per dirla come il presidente della Bce, è incerta e differenziata. Cosa serve ora all'Italia?
La ripresa dello sviluppo e dell'occupazione devono essere la priorità. Non sarà un gioco da ragazzi, ma un impegno poliedrico che si muove su contesti paralleli. E' necessario mettere da parte i libri dei sogni, che assommano le più diverse richieste, e scegliere i filoni cruciali per l’utilizzo dei fondi del Recovery Fund destinati all’ Italia. La Commissione europea ha indicato le priorità. Una di questa è l’ambiente, ma è connesso alla salute. La salute non si sviluppa in un cattivo ambiente. Poi c’è la modernizzazione, come lo sviluppo del digitale, e questo non può essere un fine, ma un mezzo per accelerare lo sviluppo.
Quando parla di processi paralleli allude a un coordinamento tra le richieste per i fondi europei e le scelte politiche italiane?
A metà ottobre dovrà essere presentata la legge di bilancio. La strategia per l’accesso al Recovery Fund rappresenta una parallela che interagisce con l’indirizzo politico nazionale. È necessario che ci sia un “disegno centrale” e non decisioni prese per segmenti o per sommatoria di richieste. L'obiettivo sono il programma e la metodologia per una crescita dell'Italia che non sia più dello zero virgola del Pil annuale. Ci vuole una spinta più forte, per dare spazio a più sviluppo e nuova occupazione. E questo è indispensabile anche per fare fronte al debito pubblico ulteriormente accresciuto. Non possiamo immaginare che il debito possa crescere ad oltranza e con esso i programmi di acquisto della Bce.


