Patto di stabilità, per Dombrovskis divergenze superabili. Gentiloni: chance di intesa al 51%
Al via a Bruxelles la riunione dei ministri delle Finanze dell’Eurozona che deve trovare una difficile intesa sulla riforma del Patto di stabilità e crescita
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Al via a Bruxelles la riunione dei ministri delle Finanze dell’Eurozona che deve trovare una difficile intesa sulla riforma del Patto di stabilità e crescita, cioè sulle regole-auadro di bilanco che regolano le politiche economiche dei Paesi europei.
Per il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis «le differenze tra gli Stati sulla riforma delle regole di bilancio Ue sono componibili». Lo ha affermato parlando con i giornalisti prima dell’inizio della riunione dell’Eurogruppo.
Gentiloni: chance di accordo al 51%
Nella discussione in corso sulle regole di bilancio, alla fase negoziale decisiva, “occorre tenere a mente la necessità di avere un equilibrio tra consolidamento e sostegno agli investimenti e di rispettare l’impegno a semplificare” il patto di stabilità. Lo ha detto il commissario all’economia Paolo Gentiloni . Nei giorni scorsi la presidente della Bce Christine Lagarde aveva espresso un dubbio proprio sul rischio di non semplificare ma di avere regole riformate ancora parecchio complicate. Per Gentiloni le probabilità di un’intesa tra oggi e domani all’Eurogruppo e all’Ecofin sono del 51%.
Nadia Calvino: sarà una lunga notte
«Spero che sarà un incontro fruttuoso» quello dei ministri dell’Economia Ue da questa sera per discutere della riforma del Patto di stabilità. «Abbiamo già avvertito i ministri che la notte sarà a lunga e il nostro obiettivo è che si raggiunga un accordo politico in questa riunione». Lo ha detto la vice premier spagnola Nadia Calvino, che ricopre la presidenza di turno dell’Ue, arrivando alla riunione dell’Eurogruppo.
Berlino: accordo possibile
«La Germania arriva a Bruxelles con la consapevolezza che un accordo è possibile». Lo ha detto sulla riforma del Patto di stabilità il ministro delle Finanze tedesco Christian Lindner. Francia e Germania hanno potuto già trovare un accordo “sul 90%”, ha detto. «Ci sono ancora domande senza risposta: quel 10% dove non siamo ancora d’accordo tra di noi potrebbe essere decisivo, il mio amico Bruno Le Maire ha già spiegato che si tratta della questione della procedura per i disavanzi, originariamente c’era un accordo per non toccarla ed è per questo che dobbiamo vedere insieme come possiamo costruire su questo tema un ponte comune».








