Patenti e revisioni auto in scadenza, 10 mesi in più per mettersi in regola
Nuovo regolamento Ue sulle proroghe per l’emergenza Covid. Rinvio retroattivo ma dubbi sull’applicazione a chi è stato già multato
di Maurizio Caprino
4' di lettura
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Altri dieci mesi in più per mettersi in regola su patenti e revisioni in scadenza. Senza creare assembramenti in tempi di pandemia, per giunta nelle sedi di una pubblica amministrazione già in affanno di suo e decisamente sotto pressione con l’emergenza Covid-19. Queste le principali novità e il senso del Regolamento (Ue) 2021/267, la seconda norma europea di proroga di scadenze che riguardano i trasporti dopo il 2020/698 i cui effetti si erano ormai esauriti.
Il nuovo regolamento è del 16 febbraio, è stato pubblicato il 22 ed entra in vigore il 6 marzo. Entro quest’ultima data, gli Stati membri devono comunicare se possono fare a meno di proroghe. E, nel caso del regolamento precedente, ben 23 Paesi su 27 avevano rinunciato all’opportunità di proroghe.
Ma l’Italia ne ha usufruito per intero e ha una pubblica amministrazione perennemente in affanno. Quindi si può ritenere che anche stavolta le nuove disposizioni europee saranno applicate per intero nel nostro Paese.
Revisioni
In questo ambito, la proroga di 10 mesi vale per i controlli che avrebbero dovuto essere effettuati o che dovrebbero essere effettuati nel periodo compreso tra il primo settembre 2020 e il 30 giugno 2021. In questo modo, si coprono i mesi che erano stati lasciati scoperti sia dal regolamento 2020/698 sia dalle varie norme nazionali che avevano a più riprese rinviato scadenze nel settore trasporti.
In apparenza, la norma è semplice. Ma va considerato che in materia di revisioni si era creato un buco per chi aveva le scadenze originarie in gennaio e febbraio: in questi due mesi non è stata in vigore alcuna proroga, per cui ci sono utenti della strada che sono stati multati e hanno subìto la sospensione del veicolo dalla circolazione o, se l’infrazione è stata accertata in autostrada, il suo fermo amministrativo. In più di un caso ci sono sospensioni e fermi che sono ancora attivi. Ci sono poi le sanzioni pecuniarie da 173 a 346 euro secondo i casi.


