Pasta, la crescita della produzione e i rischi del climate change
Nel nel 2023 c’è stata una produzione di pasta pari a 6,2 milioni di tonnellate per un valore di 8,9 miliardi di euro. Roma e Madrid svettano, ma il climate change può ripercuotersi sulla filiera
di Davide Madeddu (Il Sole 24 Ore, Italia), Ana Somavilla e Javier Melguizo (El Confidencial, Spagna)
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In Europa cresce la produzione e il valore della pasta pasta. E in questo quadro, il principale produttore rimane l’Italia che conquista il primo posto sia nell’ambito della produzione sia in quello dell’esportazione.
I dati elaborati dall’Eurostat mettono in evidenza la peculiarità dell’Italia, seguita poi dalla Spagna e dalla Germania.
QNel nel 2023 c’è stata una produzione di pasta pari a 6,2 milioni di tonnellate per un valore di 8,9 miliardi di euro. Rispetto al 2022, quando il volume di produzione era di 6,1 milioni di tonnellate, la crescita in termini di volumi non è stata molto elevata ma si è accompagnata un incremento del valore notevole dato che è cresciuto di 1,1 miliardi di euro.
Italia principale produttore
L’Italia è stata di gran lunga il principale produttore di pasta dell’Unione europa, con 4,2 milioni di tonnellate prodotte lo scorso anno, per un valore di 6,2 miliardi di euro. Ciò rappresenta il 68% della produzione totale dell’UE in termini di volume e il 70% in termini di valore.
Dietro l’Italia c’è la Spagna con quasi mezzo milione di tonnellate prodotte e la Germania con oltre 290.000 tonnellate prodotte.


