Milano Cortina 2026

Paralimpiadi, al via il viaggio della fiamma da Stoke Mandeville a Verona

Allianz celebra vent’anni di partnership con il movimento paralimpico internazionale. Parsons (Ipc): «Il meglio deve ancora venire»

di Giulia Riva

Giovanni Malagò (a sinistra) e Andrew Parsons (a destra) all’evento Allianz Passione senza limiti (23 febbraio 2026)

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«Giovanni, ti vedo legittimamente un po’ stanco. Complimenti per come avete organizzato questa prima parte di Milano Cortina 2026. Ora riposa, perchè il meglio deve ancora venire». Così Andrew Parsons - presidente dell’Ipc, l’International paralympic committee - ha salutato il presidente del Comitato organizzatore dei Giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò in occasione dell’evento “Passione senza limiti” organizzato da Allianz per celebrare 20 anni di partnership con il comitato paralimpico internazionale. È lunedì mattina, da poche ore il mondo e l’Italia hanno salutato - nella storica cornice dell’Arena di Verona - lo spegnimento della torcia olimpica, e a Milano già si guarda oltre. Perchè martedì 24 febbraio da Stoke Mandeville, la cittadina nei dintorni di Londra dove nel 1948 per la prima volta i neurologo tedesco (poi naturalizzato britannico) Ludwig Guttmann ebbe l’idea di organizzare dei Giochi per persone con disabilità, partirà un’altra torcia: quella paralimpica. Che arriverà a Torino per attraversare l’Italia e approdare - dopo 11 giorni di viaggio - proprio all’Arena di Verona. Lì, a testimonianza della continuità di visione e di valori che accomuna i Giochi, venerdì 6 marzo avranno inizio le quattordicesime Paralimpiadi invernali, che proseguiranno fino al 15 marzo.

Il passaggio di testimone da olimpiadi a paralimpiadi

«Uno non può organizzare le migliori Olimpiadi, e così sembra essere stato il nostro lavoro, senza organizzare grandi Paralimpiadi», risponde soddisfatto Malagò, per cui «Le Paralimpiadi che stanno per cominciare rappresentano per l’Italia un momento prezioso: un’occasione per mostrare non solo la capacità organizzativa del Paese, ma soprattutto la forza di un movimento che, negli anni, ha saputo crescere, innovare e cambiare il modo in cui guardiamo allo sport e alle persone». «Con oltre 600 atleti pronti a gareggiare tra Milano e le nostre montagne, le Paralimpiadi offriranno al pubblico storie, gesti e performance in grado di ispirare profondamente. Perché il valore dei Giochi non si misura solo nelle medaglie, ma nella capacità di trasmettere determinazione, coraggio e possibilità», prosegue il presidente del Comitato organizzatore dei Giochi.

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Malagò: non ci sono grandi Olimpiadi senza grandi Paralimpiadi

Gli fa eco Giunio De Sanctis, presidente del Comitato paralimpico italiano (Cip), per cui l’obiettivo è replicare il successo olimpico. Non solo quanto a competitività sulle piste e nei palazzetti - le discipline paralimpiche in gara saranno sei: biathlon paralimpico, curling in carrozzina, para ice hockey, sci alpino paralimpico, sci di fondo paralimpico e snowboard paralimpico - ma anche, se non soprattutto, nella capacità di «portare tante persone con disabilità a fare sport. Possiamo fare cose di grandissimo impatto sociale, oltre che sportivo», assicura.

«Il cambiamento inizia con lo sport», come ama ripetere Parsons, e poi va oltre. Molto oltre. Lui, che si aspetta Giochi ancor più partecipati rispetto all’edizione precedente, segnata dal Covid e da tante difficoltà logistiche al di là delle fatiche atletiche, auspica che la rassegna paralimpica possa lasciare in eredità all’Italia città più accessibili per tutti. Ringrazia perchè «dal 2006 in poi, l’impegno di Allianz nei confronti del Movimento Paralimpico è stato incrollabile. Il loro supporto ci ha aiutato a portare lo sport Paralimpico a milioni di persone in tutto il mondo e ha svolto un ruolo fondamentale nell’elevare il profilo degli atleti, delle competizioni e delle storie che definiscono il nostro Movimento. Negli ultimi due decenni, questa partnership ha permesso all’Ipc di crescere fino a diventare l’organizzazione che è oggi», dice. Un supporto che, secondo Parsons, «ha contribuito a garantire il futuro del Movimento Paralimpico e ci ha preparato per il meglio».

«Da italiano sono orgoglioso di quanto il nostro Paese abbia mostrato a tutto il mondo, e da uomo di business sono altrettanto fiero di quanto Allianz stia mettendo in campo - da cinque anni, non da pochi mesi - per sostenere l’organizzazione, la sicurezza e la magia di Milano Cortina 2026. Ora il sogno continua con i Giochi paralimpici», dice Giacomo Campora, Amministratore delegato di Allianz S.p.A.

Campora (Allianz): con le Paralimpiadi chi vuole superare i limiti

«Se la gente ha modo di vedere i Giochi paralimpici, crederà in loro. E se crederà, non dimenticherà», assicura Eike Bürgel, responsabile della partnership olimpica e paralimpica di Allianz Se. Racconta di una scommessa a cui il gruppo assicurativo ha detto sì nel 2006, quando ancora non poteva sapere fino a dove avrebbe portato, ma nella ferma convinzione che lo sport può cambiare la vita. Da allora sono passati «vent’anni a dire sì», come ripete uno spot Allianz.

«Allianz è al fianco di Milano Cortina ospitando sin dal 2021 la sede del comitato organizzatore in Torre Allianz ed è l’assicuratore ufficiale dei Giochi», come ricorda Valentina Sestan, responsabile della partnership olimpica e paralimpica di Allianz S.p.A. Per questo il 47esimo piano della torre, trasformato in uno chalet di montagna, ospiterà la Casa Paralimpica Italiana del Cip a Milano. Uno spazio aperto al pubblico dove atleti, istituzioni, partner e media potranno incontrarsi per celebrare insieme i valori dello sport paralimpico e dell’inclusione.

Il viaggio della fiamma paralimpica

La fiamma paralimpica in partenza da Stoke Mandeville il 24 febbraio compirà un percorso di 13 tappe in 11 giorni che coinvolgerà 501 tedofori – di cui 200 dipendenti e agenti Allianz – trasformando l’Italia in un palcoscenico di inclusione e partecipazione collettiva.

Sono tre i format pensati per celebrare il fuoco paralimpico. Cinque città del Nord – Torino, Milano, Bolzano, Trento e Trieste – ospiteranno i Flame Festival: eventi di piazza dove l’Allianz Village trasformerà gli spazi urbani in hub esperienziali aperti gratuitamente al pubblico. Ci saranno palchi con intrattenimento, quiz interattivi sui valori Paralimpici e interviste agli atleti tedofori, mentre le Challenge Zone offriranno attività ludiche inclusive. L’Area Educational, curata dalla Fondazione Allianz Umana Mente, proporrà contenuti sui progetti a sostegno delle persone con disabilità. Ogni tappa culminerà nell’accensione del Braciere, momento di unione e celebrazione collettiva.

Allianz ha voluto estendere il Viaggio della Fiamma Paralimpica al Centro-Sud Italia con quattro Flame Visit: Roma, Bari, Napoli e Bologna. Qui arriverà l’Allianz Truck: un palco mobile con maxischermi dove Dj set, animazione e l’accensione del Braciere porteranno l’energia del viaggio.

Cortina d’Ampezzo ospiterà il 3 marzo la Cerimonia di Unione, momento simbolico in cui le Fiamme provenienti dai diversi itinerari convergeranno per dare vita a un’unica Fiamma Paralimpica.

La fase finale vedrà la staffetta attraversare il Veneto, toccando paesi e città in provincia di Venezia, Padova e Verona, accompagnata dall’Allianz Truck, fino alla cerimonia d’apertura in Arena.

«Undici giorni di festa autentica, accesi da una magia che solo un’esperienza di tale portata sa sprigionare. Le comunità italiane e lo spirito paralimpico si fonderanno in un’unica, grande energia. Il pubblico non è spettatore, ma protagonista, capace di trasformare l’attesa in fermento», assicura Maria Laura Iascone, Ceremonies Director Milano Cortina 2026.

Queste le tappe del viaggio della Fiamma paralimpica Milano Cortina 2026: 24 febbraio a Torino, 25 febbraio a Milano, 26 febbraio a Roma, 27 febbraio a Bolzano e Bari, 28 febbraio a Trento, 2 marzo a Trieste e Napoli, 3 marzo a Cortina e Bologna, 4 marzo a Venezia, 5 marzo a Padova, 6 marzo a Verona.

C’è attesa per la cerimonia in Arena, che darà inizio a nuove settimane di emozioni sul ghiaccio e sulla neve. Una festa a cui non parteciperanno gli atleti ucraini, in protesta contro la decisione del Comitato paralimpico internazionale che - contrariamente a quanto stabilito dal Cio per quanto riguarda gli atleti olimpici - ha deciso di ammettere alle competizioni anche atleti russi e bielorussi sotto le rispettive bandiere nazionali, permettendo che sia suonato l’inno in caso di vittoria.

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