Paralimpiadi, a Verona si parte col piede, le protesi e le rotelle giusti
La cerimonia d’apertura dei XIV Giochi invernali riporta lo sport al centro dell’attenzione, dove la disabilità è solo una delle regole del gioco
di Giulia Riva
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È un’Arena di Verona gentile quella che venerdì 6 marzo ha accolto e accompagnato la Cerimonia d’apertura delle quattordicesime Paralimpiadi invernali. Non fischia quando, dopo settimane di polemiche circa la decisione del Comitato paralimpico internazionale di riammettere Russia e Bielorussia con inni e bandiere nazionali, le rispettive delegazioni fanno il loro ingresso sul palco. Forse perchè mancano tanti atleti: tra chi è assente in protesta contro quanto stabilito dall’Ipc e chi ha preferito riposare prima di gare mattutine molto lontane da Verona, solo la metà dei comitati nazionali partecipanti ha sfilato. Forse perchè l’aria frizzante di una sera non ancora di primavera invita a starsene imbacuccati nell’anfiteatro romano a godersi lo spettacolo. Ma di certo perchè lo spirito paralimpico è riuscito a farsi spazio in un rito d’inizio che riporta l’attenzione sullo sport e sulla concretezza di corpi e persone capaci di fare - e di fare bene - sia quando si tratta di competizioni agonistiche che di fronte a performance artistiche.
Si balla sulle note di Dardust, di Miky Bionic - dj e produttore, unico artista in Italia a esibirsi con una mano bionica mioelettrica dopo aver perso il braccio sinistro in un incidente - e dei Meduza, gruppo di musica elettronica/house che accompagna l’ingresso di atleti e bandiere.
L’applauso del pubblico è fragoroso quando entra in scena la bandiera ucraina, anche senza atleti al seguito. Lo stesso calore è riservato solo agli azzurri - che giocano in casa e animano la festa - e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che si alza al loro passaggio per applaudirli e poi dichiara ufficialmente aperte le Paralimpiadi.
“Life in motion”, lo spettacolo a firma Marco Boarino, gioca sul ruolo di Verona come città dell’amore e degli amori per vivere le vibes, le sensazioni che permettono di creare spazi nuovi insieme: non “accessibili anche a”, ma accessibili, punto.
Approvato l’inno di Mameli intonato da Mimì Caruso, voce premiata dal talent show X Factor, di origini maliane. Emoziona anche “NoGravity” la coreografia del regista Emiliano Pellisari che ha visto sospesi a mezz’aria performer in piedi e in sedia a rotelle.













