Paralimpiadi, l’Ipc boccia le divise ucraine: «Troppo politiche»
Sulle giacche cerimoniali gialle e azzurre, la stampa di una mappa del paese che include Donbass e Crimea, territori ora occupati dai russi
di Giulia Riva
3' di lettura
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L’abito non fa il monaco, ma — a quanto pare — ancora una volta fa politica. Almeno stando a quanto stabilito dal Comitato paralimpico internazionale (Ipc), che ha vietato agli atleti ucraini di indossare la divisa cerimoniale pensata per partecipare alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, al via venerdì 6 marzo con la Cerimonia d’apertura all’Arena di Verona.
«Sono vietati testi di inni nazionali, parole motivazionali, messaggi pubblicitari/politici o slogan legati all’identità nazionale. Una mappa di un Paese rientra in questa categoria». Con questa motivazione l’Ipc ha cassato le divise paralimpiche ucraine. Al centro della querelle, delle giacche — pubblicate sui canali social del Comitato paralimpico ucraino — su cui è stampata, a tinte gialle e azzurre come la bandiera del Paese, una mappa dell’Ucraina entro i confini riconosciuti a livello internazionale, che include quindi territori occupati dopo l’invasione russa come il Donbass e la Crimea.
Una divisa «bella e simbolica», che «grida molto chiaramente che l’Ucraina esiste nel mondo e in Europa con tutti i suoi territori, senza occupazione russa», l’ha definita Valerii Sushkevych, presidente del Comitato paralimpico ucraino, intervistato lunedì 2 marzo da Ukrinform.
«Ci sono burocrati dell’Ipc seduti lì, che stanno a guardare e impediscono all’Ucraina di dichiararsi un paese senza occupazione e che combatterà in questa forma contro il paese aggressore», ha chiosato Sushkevych in una dichiarazione rilanciata dalla testata giornalistica sportiva Tribuna.com.
La questione divise si inserisce in un quadro già controverso. A febbraio, durante le Olimpiadi di Milano Cortina 2026, lo skeletonista ucraino Vladyslav Heraskevych — tra i favoriti, alla vigilia, per le medaglie — è stato squalificato per aver indossato un casco personalizzato che riportava i volti di alcuni atleti ucraini che sono rimasti uccisi nella guerra contro l’invasione russa. Anche in quel caso il Cio, il Comitato olimpico internazionale, aveva bocciato il casco perchè portatore di un messaggio politico.




