Petrolio, la Nigeria si affida alla Cina per il rilancio delle sue raffinerie
dal nostro corrispondente Alberto Magnani
di Michael Mandelbaum
9' di lettura
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Degli Stati emersi dalle tre grandi rivoluzioni del XX secolo – in Russia nel 1917, in Cina nel 1949 e in Iran nel 1979 – la Repubblica islamica d’Iran da sola persevera in qualcosa che somiglia alla sua forma originale. L’Iran moderno è quindi un relitto storico, ma allo stesso tempo una dinamo contemporanea. Il suo regime rivoluzionario è sempre più sclerotico e assediato. Eppure, negli ultimi anni, è riuscito a esercitare sempre più potere e influenza oltre i propri confini.
Due recenti libri tentano di spiegare questo paradosso. Democracy in Iran, scritto dal sociologo del Dartmouth College Misagh Parsa, esamina l’evoluzione politica domestica dell’Iran dalla rivoluzione. E The Iran Wars, scritto da Jay Solomon, corrispondente estero del Wall Street Journal, valuta la politica estera dell’Iran nel XXI secolo, focalizzando l’attenzione sui suoi rapporti con gli Stati Uniti.
L’ultima rivoluzione
Come le rivoluzioni in Russia e in Cina, la Rivoluzione iraniana ha portato al potere un’élite interamente nuova che ha riplasmato l’ordine economico e politico del Paese sulla base di un’ideologia radicale. Anch’essa è stata guidata da un leader arguto, carismatico, tatticamente flessibile ed estremamente spietato, ossia dall’imam Grande Ayatollah Ruhollah Khomeini, musulmano sciita, che ha rivestito lo stesso ruolo di Vladimir Lenin e Mao Tse-tung in Russia e Cina. Tutte e tre le rivoluzioni hanno fatto un uso massiccio della violenza. Al pari dei Bolscevichi e del Partito comunista cinese, la Repubblica islamica ha condotto una campagna del terrore contro gli oppositori – reali e presunti – e consolidato il proprio potere attraverso una feroce repressione.
Oggi, i regimi rivoluzionari russi e cinesi non esistono più, terminati ciascuno in modo relativamente pacifico. In Russia, le riforme avviate sotto la guida di Mikhail Gorbaciov alla fine portarono alla dissoluzione del Partito comunista dell’Unione sovietica, e al collasso dello stato sovietico, insieme all’indipendenza delle 15 repubbliche, nessuna delle quali governata da un partito comunista. In Cina, il Partito comunista cinese ha mantenuto il proprio monopolio nel potere politico, ma il Paese ora registra un boom dell’economia del mercato libero, grazie alle riforme economiche introdotte dal successore di Mao, Deng Xiaoping.
Gli architetti della rivoluzione iraniana avevano due obiettivi: rifare la società iraniana in patria e stabilire l’egemonia iraniana all’estero. Nel 2017, i leader spirituali che governano il Paese sono ben lungi dall’aver conseguito il primo obiettivo, ma sono più vicini che mai a raggiungere il secondo.