Il nuovo pontificato

Papa, la diplomazia di Leone XIV: dialogo ma senza sconti

I dossier prioritari per il pontefice sono Ucraina, Gaza e Myanmar

di Carlo Marroni

Papa Leone XIV, l'omelia del Pontefice: "Chiesa apra le braccia al mondo"

3' di lettura

3' di lettura

Incontra il presidente dell’Ucraina, stringe la mano al capo dello Stato di Israele, probabilmente vedrà il vicepresidente Usa. Leone XIV, nel giorno dell’inaugurazione ufficiale del pontificato, avvia i fronti della politica estera vaticana con una cifra chiara: dialogo con tutti e apertura massima alla possibilità di fare da “ponte”, arrivando anche a offrire la sede apostolica come sede neutrale di negoziato.

Ma senza fare sconti a nessuno: l’Ucraina è stata aggredita (e infatti la ministra della Russia non si presenta alla cerimonia), con gli ebrei si riallaccia il dialogo ma a Gaza – dice chiaro - la situazione umanitaria è tragica, in Myanmar – guerra civile dimenticata, si parla solo delle prime due - muoiono troppi innocenti. Il Papa americano ha messo in fila le priorità, e fa capire che anche su altri fronti la diplomazia pontificia prenderà posizione netta.

Loading...

L’incontro con il presidente Zelensky, il primo bilaterale

L’incontro con il presidente ucraino Zelensky è l’evento più evidente: «Un altro momento storico: la prima udienza ufficiale di Papa Leone XIV con i Capi di Stato, avvenuta subito dopo la messa inaugurale, è stata con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Diversi argomenti sono stati discussi, tra cui un «caloroso invito ufficiale al Santo Padre a visitare l’Ucraina», ha detto l’ambasciatore presso la Santa Sede, Andrii Yurash, presente all’incontro in Vaticano. Zelensky aveva invitato Leone a Kiev già nella telefonata del 12 maggio, la prima in assoluto ad un leader politico.

Ucraina, serve una «pace giusta e duratura». Forfait di Mosca

Nelle parole pronunciate prima del Regina Caeli, Prevost aveva detto: «La martoriata Ucraina attende finalmente negoziati per una pace giusta e duratura». È la seconda volta che usa questo concetto: non parla di cessate il fuoco, come chiedeva Francesco (che aveva parlato anche di “bandiera bianca” da parte di Kiev) ma della fine del conflitto che sia accettabile per l’Ucraina. Il presidente ucraino Zelensky, in Vaticano per l’insediamento di Papa Leone XIV, ha espresso gratitudine «per le parole speciali pronunciate oggi durante la Messa solenne sulla necessità di una pace giusta e per l’attenzione rivolta all’Ucraina e al nostro popolo. Ogni nazione merita di vivere in pace e sicurezza».

La ministra della Cultura russa, Olga Liubimova, come detto, non ha potuto partecipare alla cerimonia a causa di “motivi tecnici legati all’incongruenza della rotta aerea”: doveva guidare la delegazione russa così come aveva fatto per i funerali di Papa Francesco, ed è stata sostituita dall’ambasciatore russo presso la Santa Sede Ivan Soltanovsky. Un altro dato sa segnalare: per il Patriarcato ortodosso di Mosca era presente un esponente non di primo livello.

L’appello per Gaza, Herzog lo invita in Israele

Citando le guerre Prevost ha detto: «Nella gioia della fede e della comunione non possiamo dimenticare i fratelli e le sorelle che soffrono a causa delle guerre. A Gaza i bambini, le famiglie, gli anziani sopravvissuti sono ridotti alla fame. Nel Myanmar nuove ostilità hanno spezzato giovani vite innocenti». Aveva già citato la terra Santa ma aveva incluso il tema della tragedia degli ostaggi, che ieri non ha fatto. Comunque la presenza alla cerimonia del presidente di Israele Isaac Herzog testimonia un clima certamente più disteso: alla fine della messa il Papa ha salutato il presidente israeliano che indossava sulla giacca una etichetta con il numero “590”, i giorni trascorsi dall’inizio del conflitto con Hamas. «Oggi ho il privilegio di rappresentare Israele allo storico insediamento di Papa Leone XIV. Sono grato che uno dei primi atti del Papa sia stato quello di chiedere l’immediato ritorno di tutti» gli ostaggi da Gaza. “Spero che il suo papato inauguri una nuova era di cooperazione tra le fedi e rafforzi ulteriormente l’amicizia tra ebrei, cristiani e musulmani in Terra Santa», scrive su X Herzog. «Sono ansioso di lavorare insieme per approfondire gli storici legami tra Israele e la Santa Sede e spero di poter presto accogliere Sua Santità in Terra Santa come potente simbolo di questo importante legame».

Gli incontri diplomatici in agenda, forse anche con JD Vance

Fonti diplomatiche riferiscono che lunedì 19 maggio Leone XIV potrebbe ricevere il vicepresidente Usa JD Vance in Vaticano: nella giornata di sabato 17 maggio il Segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha incontrato i cardinali Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, e Matteo Zuppi, presidente Cei, che era stato inviato da Francesco per la mediazione dei bambini rapirti dai russi.

Prevost ha infatti in programma una serie di udienze con i rappresentanti delle delegazioni che hanno partecipato alla cerimonia di insediamento, tra cui i presidenti di Colombia e Perù. Non è escluso, dunque, che tra loro possa esserci anche Vance. Inizialmente si era pensato ad un vertice a tre con Zelensky, ma non è stato confermato. Intanto il vicepresidente Usa JD Vance è stato, con la moglie Usha, nella basilica di Santa Maria Maggiore per pregare sulla tomba di Papa Francesco.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti