Pannelli con il cuore di materiali riciclati
Un investimento di 25 milioni (che si aggiungono agli 80 dello stabilimento) per linee a completo controllo remoto
di Giovanna Mancini
3' di lettura
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È cambiato il modo di lavorare, prima di tutto: la fabbrica polverosa e rumorosa, è un ricordo sbiadito. Oggi nelle linee produttive vigono criteri di sicurezza e standard che ricordano quelli di una clinica e le persone – tecnici specializzati – scendono qui solo per le attività di manutenzione. Il cuore della produzione è nella “plancia” di comando, che controlla da remoto tutte le fasi.
Ma questo è solo uno dei tanti effetti di uno dei più grandi investimenti realizzati nel settore del legno-arredo, grazie anche agli incentivi messi a disposizione dal piano Industria 4.0: nel 2017 il gruppo friulano Fantoni ha messo in campo 80 milioni per costruire, nella sede di Osoppo, uno stabilimento produttivo di pannelli in fibra di legno (Mdf) completamente automatizzato.
Le tecnologie innovative utilizzate nel nuovo impianto Plaxil 8 a pressa continua, in sostituzione delle vecchie linee produttive a pressa multiuso, hanno consentito al gruppo non solo di aumentare la produzione e migliorare i margini (con un Ebitda al 15% su un fatturato di 310 milioni nel 2019), ma anche di immettere sul mercato prodotti di nuova generazione a formato variabile, capaci di rispondere con maggiore flessibilità alle esigenze dei clienti. «Per le sue dimensioni e per le sue tecnologie – spiega l’amministratore delegato del gruppo, Paolo Fantoni – questo impianto ci consente una migliore efficienza nell’uso delle risorse, dalla materia prima all’energia elettrica e termica necessaria alla produzione».
Non solo: i nuovi macchinari realizzano due tipologie differenti di fibra: una per i due strati superficiali dei pannelli e una per gli strati centrali, in una logica orientata sin dall’inizio verso sviluppi futuri. Quest’anno è in programma infatti un secondo investimento, di 25 milioni, che consentirà la produzione di pannelli in legno truciolare al 100% provenienti da materiale di riciclo e pannelli in Mdf con una componente di legno da riciclo superiore al 50%, quella contenuta nelle parti centrali dei prodotti. Industria 4.0 diventa così una leva fondamentale anche per lo sviluppo dell’economia circolare, tema da sempre molto caro all’azienda friulana.
La trasformazione ha comportato ovviamente anche «un passaggio epocale nella qualificazione del personale - spiega Fantoni, il cui gruppo occupa circa 850 persone, 750 delle quali a Osoppo – che deve essere formato per gestire impianti molto complessi. In questo tipo di impianti non c’è più lavoro manuale: tutto avviene da remoto. Per questo abbiamo dovuto investire molto nella formazione dei dipendenti interni e in un percorso di affiancamento progressivo delle nuove generazioni».


