Guerra ibrida

Palloni aerostatici bloccano l’aeroporto di Vilnius, la Lituania accusa la Bielorussia

Il Paese denuncia da tempo l’incursione di palloni aerostatici dalla Bielorussia, ma ora diventano strumento di sabotaggio

di Antonio Talia

L’aeroporto di Vilnius, capitale della Lituania

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Un pallone aerostatico per le osservazioni meteorologiche può costare circa 50 euro: la scorsa notte ne sono bastate alcune decine per paralizzare il traffico aereo di Vilnius, cancellare o spostare almeno trenta voli e costringere a terra 4mila passeggeri. L’ultimo atto di guerra ibrida è servito, e per infliggere danni considerevoli alla Lituania sono state sufficienti solo alcune migliaia di euro.

La prima ministra lituana Inga Ruginiené ha accusato esplicitamente la Bielorussia e ha convocato un incontro d’urgenza della Commissione Nazionale per la Sicurezza: «Dobbiamo discutere questa situazione immediatamente e dobbiamo trovare – non discutere, ma trovare – una soluzione», ha dichiarato la premier.

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La Bielorussia ha smentito le accuse

Dopo i tagli di cavi sottomarini, i sabotaggi e le incursioni di droni, i palloni aerostatici sono l’ultima frontiera dell’arsenalizzazione condotta da Mosca e dai suoi alleati per lanciare azioni ormai in tutta Europa, mentre il fianco est dell’Unione e della NATO somiglia sempre di più a un vero e proprio laboratorio del conflitto non lineare.

In realtà, l’impiego di palloni aerostatici non è una novità per la Lituania, né per le altre repubbliche baltiche: come vi abbiamo raccontato nella seconda puntata del nostro speciale sulla guerra ibrida, Vilnius denuncia da tempo incursioni di palloni aerostatici provenienti dalla Bielorussia.

L’obiettivo, di norma, è il contrabbando: in Bielorussia, a Grodno, una città non distante dal confine con la Lituania e la Bielorussia, sorge uno stabilimento che secondo i rapporti dell’intelligence lituana produce cinque volte il fabbisogno nazionale di sigarette; la sovrapproduzione è destinata al contrabbando, che costituisce una delle più importanti voci di bilancio del regime di Lukashenko, e i contrabbandieri sono spesso guardie di frontiera e agenti dei servizi di sicurezza bielorussi.

Ma l’incursione della notte scorsa sembra confermare i sospetti del generale Rustamas Liubajevas, comandante della Guardia di Frontiera lituana, che già nel maggio scorso metteva in guardia sui rischi dei palloni aerostatici bielorussi: in un contesto di guerra ibrida, i palloni aerostatici per il contrabbando servono solamente per scambi illeciti oppure diventano uno strumento di sabotaggio? E le reti criminali di contrabbandieri possono trasformarsi in guastatori?

I primi palloni sono stati avvistati intorno alle 22:30 di ieri sera, e l’aeroporto di Vilnius è stato riaperto solo alle 6:30 di questa mattina. «Abbiamo stabilito che i palloni non sono stati lanciati da una sola postazione e stiamo indagando per individuare chi ha ordinato questa operazione», ha dichiarato il direttore del Centro Nazionale di Gestione Crisi lituano Vilmantas Vitsaukas.

Il generale Liubajevas ha dichiarato che i palloni individuati sono «diverse decine», di cui almeno dodici sono stati intercettati, ma «il numero complessivo potrebbe superare i 200». Il generale ha aggiunto che quattro sospetti sono stati arrestati, ma «questo numero potrebbe crescere velocemente, perché le indagini e le operazioni di intelligence stanno proseguendo».

A Bruxelles, intanto, non è sfuggita la tempistica di questa nuova incursione. Esattamente come nei casi delle ultime settimane, il blocco dell’aeroporto di Vilnius è avvenuto alla vigilia di un vertice importante per l’Ucraina e per la sicurezza europea: proprio domani il Consiglio Europeo riunirà i leader dell’Unione per discutere non solo del nuovo pacchetto di sanzioni alla Russia e del piano per la difesa, ma anche di una misura che sta scatenando la furia di Mosca: l’impiego di circa 140 miliardi di euro di asset russi congelati per sostenere la difesa di Kyiv.

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