Innovazione

Palermo lancia Patic, hub per startup e innovazione ai Cantieri della Zisa

Al via la call per le startup siciliane. Il progetto, promosso da Sispi con Zest Innovation e SkillforEquity e finanziato dalla Regione, punta a rafforzare l’ecosistema dell’innovazione e ad attrarre investimenti

di Nino Amadore

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L’ora X scatta stasera alle 18. È il momento in cui le startup siciliane potranno cominciare a inviare le candidature, ma anche quello del debutto ufficiale di Patic, il Palermo Technology Innovation Center, nuovo hub dedicato allo sviluppo dell’innovazione tecnologica e imprenditoriale a Palermo. Il progetto è promosso da Sispi, la società controllata dal Comune che gestisce i servizi informatici dell’amministrazione, in partnership con Zest Innovation e SkillforEquity.

L’iniziativa è finanziata dalla Regione siciliana, attraverso l’assessorato alle Attività produttive, nell’ambito dell’avviso europeo “Connessioni – Nuovi luoghi per l’innovazione in Sicilia” e prevede anche la riqualificazione dello spazio Tre Navate ai Cantieri culturali alla Zisa, destinato a diventare il cuore fisico dell’hub. Nelle carte del progetto, Patic viene presentato come una piattaforma per rafforzare l’ecosistema locale dell’innovazione, sostenere la nascita e la crescita di startup ad alto potenziale e accompagnare la trasformazione digitale del territorio.

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Il programma di accelerazione

Il primo strumento operativo sarà il Programma di accelerazione Patic 2026: un percorso di tre mesi rivolto a dieci startup siciliane, pensato per lavorare su modello di business, proposta di valore, pitch deck, modello finanziario, mentoring e preparazione al confronto con investitori e partner industriali. L’obiettivo è aumentare la capacità delle giovani imprese di arrivare al mercato e al fundraising con una struttura più solida.

A confermare il potenziale dell’ecosistema siciliano è Antonella Zullo, ceo di Zest Innovation: «Zest guarda da tempo con grande attenzione alla Sicilia e a Palermo, riconoscendone il valore in termini di talento e capacità di innovazione. Oggi nell’Isola ci sono oltre 600 startup attive, circa il 4,5% del totale nazionale, e negli ultimi anni questo ecosistema ha mostrato segnali di crescita e strutturazione - dice -. In questo percorso Zest ha investito oltre un milione di euro in startup siciliane, contribuendo ad attivare altri tre milioni di raccolta. Realtà come Keplera e Plurima dimostrano che, se sostenuto con strumenti adeguati, il talento locale può trasformarsi in crescita, mercato e ritorni concreti. La Sicilia non è soltanto un territorio in evoluzione, ma un bacino di opportunità che può esprimere pienamente il proprio potenziale dentro una filiera dell’innovazione più solida e strutturata».

Al via la selezione delle startup

Sul piano operativo, Danilo Mazzara, ceo e founder di SkillforEquity, spiega che la call si aprirà oggi alle 18 e resterà attiva fino a maggio. Dalle candidature saranno selezionati 24 progetti, che affronteranno un primo confronto diretto, e poi 10 startup entreranno nel percorso di accelerazione vero e proprio. La scelta avverrà valutando qualità dei progetti, solidità dei team e sostenibilità economica. Mazzara insiste anche su due aspetti: il programma sarà gratuito, senza costi d’ingresso né cessione di quote, e sarà costruito in modo molto concreto per aiutare le startup a trovare clienti, consolidarsi e creare sinergie. Mazzara legge Patic come una risposta a una debolezza ormai evidente dell’ecosistema regionale: il calo degli investimenti nelle realtà innovative e l’isolamento in cui troppo spesso si muovono le startup siciliane. Per Mazzara, il punto non è soltanto selezionare buoni progetti, ma costruire finalmente una piattaforma capace di accompagnarli nella definizione della strategia, nell’accesso al mercato e nel confronto con gli investitori, creando attorno a loro un contesto meno frammentato e più competitivo. A supportare il percorso ci sarà anche l’infrastruttura digitale sviluppata con il partner tecnologico Digitrend, pensata per fare crescere nel tempo la community dell’innovazione.

Il progetto vale circa un milione di euro e assume un significato che va oltre la singola call. Per Palermo rappresenta infatti un tassello della strategia con cui la città prova a costruire un’infrastruttura stabile per startup, competenze e nuovi investimenti. Non solo uno spazio fisico e un programma di accelerazione, dunque, ma un tentativo di mettere in relazione imprese, investitori, istituzioni, talenti e ricerca, rafforzando il posizionamento del capoluogo come polo emergente dell’innovazione nel Mezzogiorno.

Un ecosistema ai cantieri culturali alla Zisa

«Con il Palermo Technology Innovation Center vogliamo creare un ecosistema solido e competitivo capace di trattenere talenti e attrarre investimenti in Sicilia. Puntare sull’innovazione significa costruire opportunità concrete per i giovani e sostenere la crescita delle nostre imprese in un mercato sempre più globale», dice l’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo. «Il progetto rappresenta un passo strategico per la trasformazione digitale del territorio. Palermo e la Sicilia hanno tutte le potenzialità per diventare un punto di riferimento nel Mediterraneo per l’innovazione e stiamo portando avanti iniziative che rafforzano questa visione».

Sul fronte del Comune, l’assessore all’Innovazione Fabrizio Ferrandelli lega Patic a una visione più ampia dei Cantieri culturali alla Zisa come polo cittadino dell’innovazione. «Noi puntiamo molto su questa iniziativa e non solo, vediamo qui ai Cantieri un grande polo di innovazione e stiamo lavorando a una rete che coinvolge, per esempio, la piattaforma Innovation Island con cui abbiamo partecipato recentemente a Milano a una bella iniziativa. Patic è un punto di riferimento fondamentale», dice Ferrandelli.

La strategia di Sispi

Per Sispi, infine, Patic segna anche un passaggio di ruolo. La società finora identificata soprattutto con la gestione dei servizi informatici pubblici prova infatti ad allargare il proprio raggio d’azione, accreditandosi come soggetto attivo nei processi di innovazione urbana e imprenditoriale. «Vorrei sottolineare che noi, con la governance della società, abbiamo riletto in chiave moderna il ruolo di Sispi – dice la presidente Giovanna Gaballo –. Secondo il nostro punto di vista deve avere un ruolo importante per attrarre investimenti, intercettare finanziamenti, collaborare con i privati e creare sempre più opportunità senza pesare sulle casse del Comune». È in questa cornice che Patic diventa anche il segno di una Sispi che prova a collocarsi non più soltanto come struttura di servizio, ma come leva operativa per lo sviluppo dell’innovazione cittadina.

La scommessa adesso è trasformare la call in un primo banco di prova credibile: fare emergere startup con potenziale reale e provare a costruire attorno a loro un ecosistema capace di produrre impatto economico, occupazione qualificata e nuova attrattività per Palermo e per la Sicilia.

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