Pagella da incubo? Decalogo per recuperare le insufficienze in meno di 100 giorni
Con il nuovo quadrimestre, il conteggio della media voti riparte da zero e, alla fine, conteranno soprattutto (se non solo) i risultati conseguiti a partire dalla seconda metà dell'anno. I 10 consigli d'oro degli esperti di Ripetizioni.it, la piattaforma italiana leader nelle lezioni private, che hanno messo a punto un decalogo strategico per affrontare il secondo quadrimestre con il piede giusto
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Manca qualcosa meno di 100 giorni alla fine della scuola ma, anche se l'anno scolastico è agli sgoccioli, non è ancora tempo di verdetti finali. Ci sono, infatti, oltre due mesi buoni di lezioni, con altrettante possibilità di verifiche scritte e orali, per recuperare una o più insufficienze rimediate in occasione della pagella del primo quadrimestre. Perché, spiega Skuola.net in una nota, con il nuovo quadrimestre, il conteggio della media voti riparte da zero e, alla fine, conteranno soprattutto (se non solo) i risultati conseguiti a partire dalla seconda metà dell'anno. Senza contare che, grazie al voto del Consiglio di classe, una insufficienza aritmetica in una materia può trasformarsi in una sufficienza, mentre una insufficienza grave può essere commutata, alle superiori, in debito formativo da recuperare dopo l'estate. Ecco quindi che, di fronte a una pagella da incubo, non bisogna perdere le speranze ma rimboccarsi le maniche. Come? Ad esempio mettendo in pratica i 10 consigli d'oro degli esperti di Ripetizioni.it, la piattaforma italiana leader nelle lezioni private, che hanno messo a punto un decalogo strategico per affrontare il secondo quadrimestre con il piede giusto, recuperando le lacune e persino migliorando i voti già sufficienti.
Il decalogo
1. Analizzare con lucidità la pagella (senza farsi prendere dal panico): Il primo passo per recuperare è metabolizzare il colpo. Piangere sul latte versato o fare finta che la pagella non sia mai arrivata non risolve il problema. Gli studenti, al contrario, dovrebbero sedersi a tavolino, leggere i voti con oggettività e accettare la situazione. Il primo quadrimestre serve proprio a evidenziare le fragilità: prenderne atto è il miglior punto di partenza per costruire un piano d'attacco.
2. Capire la gravità: la differenza tra un '4' e un '5': non tutte le insufficienze sono uguali e non possono essere trattate allo stesso modo. Un 5 (o 5 e mezzo) può essere considerato una lacuna lieve, spesso figlia della distrazione, di un singolo argomento non compreso a fondo o di un po' di sfortuna in una verifica. E si può recuperare con un ripasso mirato e con una maggiore dose di attenzione in classe. Un 4 (o un voto addirittura inferiore), invece, è un campanello d'allarme strutturale: significa che in quella materia mancano le basi. A quel punto, non basta studiare di più ma bisogna letteralmente ritornare, quasi da zero, sui concetti del primo quadrimestre, per poter poi affrontare quelli nuovi.
3 Quantificare il danno: passaggio a vuoto o bollettino di guerra?: anche la quantità conta. Avere una sola insufficienza permette un approccio da 'cecchino': lo studente può mantenere la sua routine quotidiana pressoché invariata, dedicando semplicemente qualche ora di studio extra a settimana a quella singola disciplina. Se le insufficienze sono due o più, invece, serve una riorganizzazione totale delle giornate. Il carico di lavoro va spalmato in modo chirurgico, creando una vera e propria tabella di marcia settimanale che impedisca di concentrarsi eccessivamente su una materia e di trascurare le altre.
4. Il doppio binario: recuperare il passato senza perdere il presente: l'errore più tragico del secondo quadrimestre? Passare tutto il pomeriggio a studiare i capitoli vecchi per rimediare al brutto voto, finendo per bucare clamorosamente le verifiche sugli argomenti nuovi. Se ci sono insufficienze da recuperare, infatti, lo studio dovrebbe procedere su un doppio binario. Una soluzione potrebbe essere quella di dedicare i pomeriggi infrasettimanali a stare al passo con le spiegazioni correnti e a fare i compiti per il giorno dopo, mentre durante il weekend (o in alcune ore fisse al giorno prestabilite) viene aperto il 'cantiere' per il recupero delle lacune arretrate.
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