Turismo lento

Paesaggi mozzafiato, boschi silenziosi e borghi: ecco l’Italia dei cammini

di Laura Dominici

I Sassi di Matera

8' di lettura

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C’è un’Italia che non si vede dai finestrini di un’auto o dai treni ad alta velocità. È un’Italia fatta di sentieri che collegano abbazie millenarie, boschi silenziosi e borghi dove il tempo sembra essersi fermato. Dalle vette delle Alpi Biellesi alla Valle dei Templi, il “turismo dolce” ridisegna la mappa del Bel Paese in dieci percorsi che celebrano il silenzio, le radici e la bellezza inaspettata, pensati per chi cerca una vacanza capace di nutrire non solo il corpo, ma anche lo spirito, tra paesaggi mozzafiato e tradizioni che resistono all’usura della modernità.

Il Cammino di Oropa

Il Cammino di Oropa, perfetta iniziazione al viaggio a piedi

Il Cammino di Oropa è uno degli itinerari più amati, soprattutto da chi desidera approcciarsi per la prima volta all’esperienza del viaggio a tappe senza rinunciare al comfort. Situato nel cuore del Biellese, a solo un’ora di distanza da Milano, questo percorso di circa 64 chilometri si snoda attraverso un paesaggio sorprendentemente vario che dalla pianura agricola di Santhià sale gradualmente verso l’anfiteatro naturale della Serra Morenica, la collina morenica più grande d’Europa. Il tracciato è suddiviso idealmente in quattro giornate di cammino, con tappe che variano tra i 14 e i 16 chilometri, attraversando antichi boschi di faggi e castagni, borghi fortificati e prati sconfinati che regalano viste spettacolari sul Lago di Viverone e sulla Pianura Padana. La meta finale è l’imponente Santuario di Oropa, situato a 1.200 metri di quota, un luogo di culto mariano tra i più importanti al mondo dove la cupola è visibile da gran parte del Piemonte. Qui, tra orti botanici d’alta quota, funivie panoramiche che portano ai piedi del Monte Mucrone e pareti di roccia istoriate dagli ex voto alla Madonna Nera, il camminatore trova un traguardo di rara bellezza.

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La Via Francigena

La Via Francigena: l’arteria millenaria che unisce l’Europa

La Via Francigena è il cammino per eccellenza, direttrice storica che per secoli ha guidato pellegrini e mercanti dal cuore dell’Europa verso la Città Eterna e poi giù fino ai porti della Puglia per l’imbarco verso la Terra Santa. Nel 2025 è stato trasmesso il dossier di candidatura ufficiale a Parigi, con la Regione Toscana come capofila in collaborazione con l’Associazione Europea delle Vie Francigene. Il percorso punta al riconoscimento come patrimonio culturale transnazionale Unesco. L’itinerario della Francigena del Nord copre circa 1000 chilometri dal valico alpino del Gran San Bernardo fino a Roma, attraversando sette diverse regioni e offrendo una varietà paesaggistica che non ha eguali: dalle vette innevate della Valle d’Aosta si scende tra ai vigneti del Piemonte, si attraversano le risaie della Lombardia e le colline emiliane, prima di superare l’Appennino e immergersi nello splendore iconico delle crete senesi e delle strade romane del Lazio. L’itinerario può esser fatto a tappe, ognuna è un tuffo nella ricchezza culturale, storica e artistica del Bel Paese, un viaggio attraverso lo straordinario patrimonio enogastronomico italiano, e personalizzato in base alle proprie necessità.

Il Cammino di San Benedetto

Il Cammino di San Benedetto tra misticismo e natura nel cuore dell’Appennino

Lungo oltre 300 chilometri, il Cammino di San Benedetto si immerge nell’Italia più verde e profonda, collegando i tre luoghi che più di altri raccontano la parabola umana e spirituale di San Benedetto da Norcia. Il cammino inizia proprio a Norcia, città natale del Santo, protetta dai maestosi e selvaggi Monti Sibillini, per poi snodarsi attraverso borghi medievali, valli rigogliose e foreste silenziose fino a raggiungere Subiaco, dove si possono visitare la Grotta Sacra e i monasteri incastonati nella roccia dove Benedetto fondò le sue prime comunità. L’itinerario prosegue poi verso la meta finale, l’Abbazia di Montecassino, luogo simbolo dove venne scritta la “Regola” e da cui si godono viste panoramiche che abbracciano l’intera vallata sottostante. È un’esperienza pervasa da un’energia magnetica e meditativa, un viaggio nella natura più autentica dove il camminatore incrocia anche le tracce di Santa Rita da Cascia e San Francesco d’Assisi, rendendo il percorso un vero e proprio compendio della spiritualità francescana e benedettina. Le sistemazioni sono pensate per chi cerca un contatto genuino con il territorio, tra piccole strutture familiari e abbazie, dove il ritmo lento del cammino permette di riscoprire l’equilibrio interiore tra morbide colline e antichi borghi di pietra.

Il Cammino dei Borghi Silenti

Il Cammino dei Borghi Silenti nella pace dei Monti Amerini

Nato come progetto di valorizzazione del territorio, questo percorso ad anello di 90 chilometri si sviluppa in Umbria, circondando i Monti Amerini in un angolo di regione dove il silenzio non è solo assenza di rumore, ma un compagno di viaggio prezioso e rigenerante. Il Cammino dei Borghi Silenti inizia e finisce nel piccolo borgo di Tenaglie e si articola in circa sette giorni di cammino tra foreste di castagni, antichi tratturi e mulattiere che conducono a villaggi medievali rimasti miracolosamente intatti come Melezzole, Morre, Baschi e Civitella del Lago, quest’ultima celebre per la sua vista spettacolare sul Lago di Corbara. Lungo il percorso è possibile fare una sosta prolungata a Orvieto, una delle città collinari più affascinanti d’Italia, per ammirare il suo Duomo gotico e le sue misteriose radici etrusche, prima di tornare a immergersi nella quiete dei boschi. E’ un itinerario a basso impatto ambientale, che sostiene attivamente le piccole comunità locali, offrendo pernottamenti in strutture familiari curate dove la cucina umbra, basata su olio d’oliva di altissima qualità, tartufo nero e pasta fatta a mano, completa un’esperienza sensoriale totale.

Ortona, il Cammino di Margherita

Il Cammino di Margherita tra storia e natura

L’idea del Cammino di Margherita è nata ufficialmente nel 2022, anno in cui ricorreva il 500° anniversario della nascita di Margherita d’Austria (1522-2022). In quell’anno le celebrazioni dell’Anno Margheritiano a L’Aquila e Ortona hanno dato la spinta decisiva per creare un itinerario che si snoda dalle vette dell’Appennino aquilano fino alle scogliere di Ortona, raccordando borghi medievali e palazzi farnesiani in un abbraccio tra storia e natura. Figlia dell’Imperatore Carlo V, Margherita fu una delle figure femminili più influenti del Rinascimento e legò indissolubilmente il suo nome all’Abruzzo, governando i feudi del cosiddetto “Stato Farnesiano”. Il cammino si snoda come un filo rosso che unisce le città e i borghi che Margherita scelse come sua dimora o che amministrò con lungimiranza. I punti cardine sono L’Aquila, dove risiedette a lungo nel Palazzo Farnese (attuale sede del Comune) come governatrice, i feudi interni, con borghi come Leonessa (nel Lazio, ma storicamente legata al territorio), Cittaducale, Montereale e Penne. Anche Ortana entra in questo circuito, perché qui Margherita trascorse gli ultimi anni della sua vita. L’obiettivo non è solo sportivo, ma identitario, perché intende connettere il Tirreno all’Adriatico attraverso la storia, valorizzando l’architettura farnesiana, l’enogastronomia locale e i paesaggi montani del Gran Sasso e della Majella fino al mare.

Il Cammino di Guglielmo

Il Cammino di Guglielmo e il rilancio dell’Irpinia

Il Cammino di Guglielmo rappresenta il fiore all’occhiello di una nuova strategia di valorizzazione dell’entroterra campano, unendo la devozione per San Guglielmo da Vercelli, patrono dell’Irpinia, a un progetto ambizioso sostenuto dal ministero degli Esteri nell’ambito del “Turismo delle Radici”. Il percorso si sviluppa tra siti di immenso valore spirituale e architettonico come l’Abbazia di Montevergine e il complesso del Goleto a Sant’Angelo dei Lombardi, proseguendo poi verso la Basilicata e la Puglia in un corridoio interregionale che tocca borghi autentici spesso esclusi dai circuiti turistici di massa. Questa riscoperta del territorio si lega strettamente al rilancio dell’Altopiano del Laceno presso Bagnoli Irpino, dove la recente messa in funzione delle nuove seggiovie Settevalli e Rajamagra ha restituito alla Campania il suo principale polo sciistico, trasformandolo però in una destinazione “four seasons”. L’obiettivo è offrire un’esperienza turistica integrata dove il trekking, la mountain bike e i cammini religiosi si fondono con l’eccellenza enogastronomica locale, dai celebri vini Taurasi, Fiano e Greco al pregiato tartufo nero di Bagnoli, intercettando sia il turista internazionale in cerca delle proprie origini familiari, sia l’appassionato di sport di montagna che cerca natura incontaminata a due passi da casa.

Basilicata coast to coast

Basilicata coast to coast per ispirarsi al cinema

Il progetto “Basilicata Coast to Coast” offre un percorso di 167 km tra Maratea e Nova Siri e ripercorre l’itinerario di viaggio lento proposto dall’attore Rocco Papaleo nel 2010 nel celebre film omonimo. Presenta un dislivello positivo di 6076 metri e un dislivello negativo di 6036 metri. Un viaggio lento da percorrere a piedi o in bicicletta partendo dalla costa di Maratea, attraversando la storica via istmica che conduce agli epici approdi magnogreci sullo Jonio. Il tracciato conduce nelle aree protette dei Parchi nazionali del Pollino e dell’Appennino Lucano, incrociando eremi e santuari, opere d’arte e infrastrutture outdoor, paesi e borghi pronti ad accogliere i viaggiatori con l’ottimo cibo e la cordiale ospitalità lucana. I punti di partenza e arrivo del tracciato sono collegati con treni e autobus alle principali destinazioni nazionali e tutte le tappe iniziano e terminano in centri abitati dove è possibile alloggiare in camping, affittacamere, b&b e alberghi.

Il Cammino Materano: dalla terra di San Nicola alla magia dei Sassi

Partendo dalla Basilica di San Nicola a Bari, luogo carico di energia millenaria dove si incrociano le rotte di pellegrini da tutto il mondo, il Cammino Materano si addentra nel cuore della Puglia meno conosciuta per raggiungere la Basilicata. Il viaggio inizia tra i vicoli di Bari Vecchia, dove le signore preparano ancora le orecchiette in strada e i bambini giocano a palla tra le edicole votive, per poi proseguire per circa 170 chilometri attraverso l’altopiano della Murgia, tra campi di mandorli, uliveti secolari e paesi incastonati su profonde gravine come Santeramo in Colle e Cassano delle Murge. Sebbene il percorso non presenti dislivelli proibitivi, le tappe sono piuttosto lunghe e richiedono un certo allenamento, rendendolo un viaggio emozionante per chi ha già un po’ di esperienza di lunga distanza. Il periodo ideale è la primavera, quando la natura è in fiore e le temperature sono miti, permettendo di godere appieno dei piaceri semplici della vita pugliese prima di giungere alla meta finale: Matera. L’ingresso nella città dei Sassi, con la sua bellezza sconvolgente scavata nella roccia e la sua storia millenaria di sofferenza e riscatto, è uno dei traguardi più iconici e commoventi che un camminatore possa raggiungere in Italia, soggiornando in hotel di charme nelle città o in agriturismi accoglienti nelle campagne.

La Magna Via Francigena

La Magna Via Francigena, la Sicilia inusuale tra terra e mare

Chiamata “Magna” per l’importanza strategica che rivestiva fin dall’epoca romana e normanna, la Magna Via Francigena attraversa la Sicilia da nord a sud per 186 chilometri, collegando Palermo ad Agrigento in un viaggio che va dal Mar Tirreno al Mar Mediterraneo. Questo percorso rivela una Sicilia inaspettata e lontana dagli stereotipi costieri: è la Sicilia dell’entroterra, fatta di vasti paesaggi aperti, trazzere polverose, riserve naturali popolate da rapaci e villaggi di origine araba dove i quartieri sembrano labirinti arroccati sulle colline. Il fascino del cammino risiede nelle piccole comunità montane come Prizzi e Corleone e nelle persone che le abitano, custodi orgogliosi di un passato millenario e costruttori di un futuro basato sull’accoglienza calorosa e autentica. Lungo l’itinerario si scoprono cascate nascoste e una gastronomia tra le più saporite d’Italia, capace di rigenerare il corpo dopo le fatiche della giornata, fino all’approdo finale nella leggendaria Valle dei Templi di Agrigento. Camminare lungo la Magna Via significa scoprire l’anima profonda dell’isola, fatta di silenzi solenni, cieli luminosi e un calore umano che trasforma ogni pellegrino in un amico, in un viaggio che culmina tra le colonne doriche che guardano il mare.

Cammino delle Janas

Cammino delle Janas, un progetto culturale

Il Cammino delle Janas non è un semplice sentiero escursionistico, ma un ambizioso progetto culturale e identitario che mette al centro le Domus de Janas (le “Case delle Fate”), le spettacolari tombe ipogee preistoriche scavate nella roccia, tipiche della Sardegna neolitica ed entrate ufficialmente nell’elenco dei siti Patrimonio Mondiale Unesco nel luglio 2025. Le Domus de Janas rappresentano una preziosa testimonianza delle pratiche funerarie, delle credenze religiose e dell’evoluzione sociale delle comunità che vivevano sull’isola mediterranea in età neolitica, tra il V e il III millennio a.C. A livello geografico sono diffuse in tutta l’isola, spesso raggruppate in necropoli. Sebbene molti le visitino come singoli siti archeologici, il progetto è quello di presentarle come un itinerario culturale diffuso, un cammino nel senso storico e spirituale. L’obiettivo è collegare questi siti attraverso percorsi di mobilità dolce (trekking, cicloturismo) per valorizzare l’interno dell’isola, proponendo un’alternativa al turismo balneare, portando i visitatori nel cuore della Sardegna (Sassarese, Barbagia, Sulcis) e combattendo al contempo lo spopolamento delle aree interne.

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