Famiglie arcobaleno

Padova, la Procura impugna 33 atti di nascita con due mamme: illegittimi

Chiesta anche la rettifica del doppio cognome. Ad aprile la procura chiese gli atti dei 33 bambini registrati dal 2017

Milano, migliaia in piazza alla manifestazione delle famiglie arcobaleno

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La Procura di Padova ha impugnato, perché ritenuti illeggittimi, tutti e 33 gli atti dell’anagrafe registrati dal sindaco Sergio Giordani, dal 2017 a oggi, nei quali il Comune ha riconosciuto ai bimbi di coppie gay anche con il nome del “secondo genitore”, ovvero la mamma non biologica. Le raccomandate alle “famiglie arcobaleno” sono state inviate negli scorsi giorni con il decreto del Tribunale che di fatto cancella il “genitore 2” dallo stato di famiglia.

Le notifiche a 33 famiglie

«Le notifiche dell’impugnazione arriveranno a tutte le 33 coppie per le quali abbiamo chiesto al Comune, ad aprile, gli atti anagrafici» ha spiegato la Procuratrice di Padova facente funzioni, Valeria Sanzari. Ci sono tempi tecnici di assegnazione agli uffici e quindi - spiega - non è possibile dire a quante famiglie sia già stata notificata l’impugnazione. «Io sono tenuta a far rispettare la legge - aggiunge - e con l’attuale normativa non posso fare altro».

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Atti da rettificare

Nell’atto giudiziario si spiega che un atto di nascita registrato con “due mamme” va contro le leggi e i pronunciamenti della Cassazione. Per questo il Procuratore chiede al Tribunale la rettifica dell’atto di nascita del bambimo o bambina mamina attraverso la “cancellazione” del nome della madre non biologica e la “rettifica” del cognome attribuito alla figlia, tramite cancellazione di quello della “seconda mamma”.

Si dice «sereno e convinto delle scelte fatte» il sindaco di Padova, Sergio Giordani. «Dal 2017 trascrivo gli atti di nascita delle bambine e dei bambini figli di due mamme. È un atto di responsabilità verso questi piccoli perché non accetto il pensiero che ci siano bambini discriminati fin da subito, e appena nascono, nei loro fondamentali diritti».

Prima udienza a novembre

Il primo dei 33 atti, quello di una bambina con due mamme registrato nell’agosto 2017 dal Comune è stato anche il primo ad essere impugnato per illegittimità. La madre, una quarantenne sposata all’estero con la propria compagna, ha ricevuto oggi la notifica del Procuratore, e l’atto conseguente dell’udienza fissata dal Tribunale Civile all’11 novembre 2023. La coppia che per prima comparirà in Tribunale ha un secondo bimbo, figlio biologico dell’altra donna - all’anagrafe il secondo genitore della bambina - Hanno pochi mesi d’età di differenza, e finora hanno vissuto come fratelli, conosciuto così dai compagni dell’asilo. Eppure, nell’impugnazione del ceritificato di nascita, il magistrato scrive che «la giovane età della bambina esclude che la modifica del cognome come richiesto possa avere ripercussioni sulla sua vita sociale». Le ha risposto la madre della piccola: «Non si tratta solo di ripercussioni sulla vita sociale, ma di ripercussioni sulla propria identità, fino a prova contraria un diritto fondamentale. Un trauma personale in una fase delicata dello sviluppo, per il fatto di non avere più un fratello e una mamma».

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