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Oversonic Robotics, i robot umanoidi italiani puntano su healthcare e manifattura

Il Ceo Paolo Denti: «Puntiamo a una crescita in doppia cifra nel 2026» e «la Borsa è la rotta più plausibile» nel medio-lungo termine

di Giorgia Colucci

Robee, il robot umanoide prodotto da Oversonic Robotics e certificato per il settore industriale e per quello medico-sanitario. Oversonic Robotics

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Oversonic Robotics scommette sui robot umanoidi cognitivi per competere con i colossi internazionali della meccanica, («dalla piccola Italia agli Usa»), e innovare il mondo della manifattura e dell'healthcare. Nata nel 2020 dall'incontro tra l'astrofisico e imprenditore, Fabio Puglia, e l'ex amministratore delegato di Thun, Paolo Denti, la startup con sede a Carate Brianza progetta e realizza macchine dalla forma umana. La più nota è RoBee, l’unico robot umanoide attualmente certificato per il settore industriale e per quello medico-sanitario. Oggi Oversonic Robotics è l'unica società «in Europa e in America con un'offerta ufficiale concreta di prodotti di questo tipo» indirizzata soprattutto ai «filoni dei chip e dell’automotive», come spiega in un'intervista a Radiocor proprio Paolo Denti, Ceo della società. Tuttavia, «entro fine anno» mira a commercializzare le sue macchine anche nel settore healthcare, dove, «quando avranno ottenuto delle certificazioni di livello superiore», potranno lavorare al fianco degli operatori sanitari nelle mansioni più faticose.

Guardando al quadro attuale, il bilancio 2025 si è chiuso con un fatturato stimato tra i 4,5 e i 5 milioni di euro e un Ebitda negativo tra i 5,5 e i 6 milioni. Numeri che «riflettono il periodo di forti investimenti» di Oversonic che gettano le basi per la crescita futura. Già nel 2026 la startup punta infatti ad arrivare «in doppia cifra con una crescita tra il 200% e il 300%». Per il 2030 poi i piani sono ancora più ambiziosi e prevedono, afferma Denti, «una scala con dei multipli importanti, arrivando abbondantemente a tre cifre», anche alla luce dello sviluppo stimato per il settore. Attualmente infatti la robotica umanoide ha un giro d'affari di poco inferiore ai 3 miliardi di dollari, ma, secondo una ricerca di Barclays, entro i prossimi dieci anni dovrebbe raggiungere i 40 miliardi grazie alla spinta dell'AI generativa. A differenza delle macchine tradizionali, quelle con forma umana, spiega Paolo Denti, hanno il vantaggio di poter «essere introdotte agevolmente in spazi pensati per i lavoratori». Nel giro di alcuni anni potranno quindi a sostituirli «nei compiti più faticosi, usuranti» e ripetitivi in diversi comparti.

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A trainare l'innovazione in questa direzione sono soprattutto le società cinesi, ma Oversonic Robotics, con ordini «da Germania, Francia e Usa», è ben posizionata per beneficiare della crescita del settore. In più, grazie alle partnership siglate con colossi del settore tech, come St e Intel, e alle trattative avviate «con gruppi giapponesi", si prepara a competere con i grandi gruppi della robotica tradizionale anche all'estero. Fino ad oggi infatti l'Italia ha pesato per il 95% sul fatturato dell'azienda, ma «già quest'anno - afferma Denti - dovremmo andare verso un 50% e 50%». La prospettiva per il 2027 è poi arrivare con «le vendite in Italia che rappresentano un 25/30%, a fronte di un'America e un'Europa molto importanti». In particolare, la società punta a rafforzarsi negli Stati Uniti, dove ha aperto due sedi a Cincinnati e a Los Angeles. L'Asia rimane nel mirino, come cuore dell'industria dei semiconduttori e dell'automotive, anche se la Cina «è forse l'ultimo reale mercato d'interesse, visto che oggi è sovrappopolato di alternative».

L'internazionalizzazione è uno degli obiettivi di Oversonic anche dal punto di vista dell'azionariato, al momento «ancora totalmente di matrice italiana». Anche se i soci fondatori detengono ancora una quota maggioritaria (pari a circa il 70%), negli ultimi anni la compagine societaria ha visto l'ingresso di «player importanti». Tra gli altri, Fintel – società finanziaria della famiglia Bulgarelli (a sua volta legata al gruppo Sabaf) -, Giancarlo Locatelli, Ceo del gruppo di elettrodomestici e automotive Cosma, e Datalogic - azienda quotata a Milano sul segmento Star e specializzata nell’automazione industriale -, che, secondo quanto comunica la società, «ha una partecipazione di minoranza». «Ora stiamo aprendo ulteriormente il capitale di Oversonic anche a gruppi internazionali con un elevato interesse», spiega Denti. In questo senso, «la quotazione in Borsa rimane una delle rotte più plausibili da seguire» nel medio-lungo termine per la società. «Prima però - spiega il Ceo - vogliamo consolidare la nostra posizione di mercato e continuare nel percorso di crescita».

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