Nel primo mese del 2024 si sono contate 45 vittime sul lavoro in Italia, delle quali 33 in occasione di lavoro (1 in meno rispetto a gennaio 2023) e 12 in itinere (3 in più rispetto a gennaio 2023). Ancora alla Lombardia va la maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro (6). Seguono: Trentino-Alto Adige (5), Lazio (4), Piemonte (3), Campania, Sicilia, Marche e Friuli-Venezia Giulia (2), Veneto, Abruzzo, Calabria, Valle d’Aosta, Umbria, Liguria e Sardegna (1).
Guardando ai settori, le morti sul lavoro vedono le costruzioni registrare il maggior numero di decessi, seguono il settore servizi di alloggio e ristorazione, trasporti e magazzinaggio e attività manifatturiere. Il venerdì risulta essere il giorno più luttuoso della settimana, ovvero quello in cui si sono verificati più infortuni mortali nel primo mese dell’anno (27,3%).
Il bilancio 2023
Nel 2023 le denunce di infortunio in Italia presentate all’Inail sono state 585.356, in calo del 16,1% rispetto alle 697.773 del 2022.
Questo decremento è dovuto principalmente al minor peso dei casi da Covid-19, passati da circa 111mila nel 2022 a meno di seimila. Al netto dei contagi, la riduzione degli infortuni sul lavoro “tradizionali” è molto più contenuta, di poco superiore all’1%. Il calo è molto più consistente tra le lavoratrici (-27,6%) rispetto ai lavoratori (-8,1%). L’analisi territoriale evidenzia una diminuzione delle denunce di infortunio in tutte le aree del Paese: più consistente al Sud (-20,6%) e nel Nord-ovest (-19,6%), seguiti da Isole (-18,6%), Centro (-15,9%) e Nord-est (-9,9%). Concentrando l’attenzione sui casi mortali denunciati, i dati provvisori del 2023 mostrano una diminuzione del 4,5% rispetto all’anno precedente, da 1.090 a 1.041.
Concentrando l’attenzione sugli infortuni riconosciuti in Veneto, nel 2022 (ultimo dato disponibile) gli infortuni di lavoro riconosciuti a esito delle denunce sono stati 51.777, dei quali 45.485 in occasione di lavoro (6.292 in itinere).