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Osservatorio sul Po: peggiora la siccità, la criticità diventa alta, le regioni del Nord in difficoltà

Il livello di severità idrica del bacino del fiume è passato da «medio» ad «alto». Oltre cento comuni tra Lombardia e Piemonte hanno difficoltà nell’approvvigionamento d’acqua, e in diversi si fa già ricorso ad autobotti e autocisterne

Il fiume Po in secca, all'altezza del ponte Vittorio, dove si sono formateidegli isolotti per la drastica diminuzione della portata dovuta alla prolungata siccità. Torino 30 luglio 2026 ANSA/TINO ROMANO --- The Po River is dry near Ponte Vittorio, where small islands have formed due to the drastic reduction in flow caused by the prolonged drought. Turin, July 30, 2026 ANSA/TINO ROMANO ANSA

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Si alza l’allarme per il fiume Po. La condizione di siccità continua a peggiorare e il livello di severità idrica è stato elevato da «medio» ad «alto». La decisione è stata presa all’unanimità dall’Osservatorio permanente per gli utilizzi idrici coordinato dall’Autorità di bacino distrettuale del Po nel corso di una riunione che si è tenuta ieri. Il prossimo incontro è in programma per il 6 agosto.

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La situazione, al momento, è critica per l’intero bacino padano, in particolare per le forniture idropotabili, e sono già oltre cento i comuni tra Piemonte e Lombardia che hanno difficoltà negli approvvigionamenti. Diversi di questi da giorni impiegano autobotti e autocisterne per rifornire i serbatoi degli acquedotti e garantire il servizio ai cittadini.

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Un quadro in peggioramento

Il quadro, secondo Alessandro Delpiano, segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, «è peggiorato. Non illudiamoci che i temporali estivi possano essere la soluzione a problemi radicali. Rispetto a dieci giorni fa, nonostante le precipitazioni, abbiamo infatti meno acqua nei laghi, meno acqua nei fiumi con un fabbisogno irriguo ancora significativo per diverse colture, a cominciare dal riso».

In aggiunta, nei prossimi giorni, secondo l’Osservatorio, a causa della riduzione delle portate di fiume e affluenti si prevede anche la ripresa del fenomeno dell’intrusione salina nel Delta del Po, con un possibile interessamento della centrale di potabilizzazione di Ponte Molo, nel territorio di Taglio di Po, in provincia di Rovigo.

Afa e siccità

Le regioni del Nord si trovano dunque a fare fronte a una situazione di grande difficoltà e l’arrivo della quarta ondata di calore dell’anno, che sta facendo registrare temperature estreme lungo tutta la penisola, allontana ulteriormente le possibilità che la crisi si risolva in tempi brevi.

Le temperature sono in costante aumento e il fine settimana sarà rovente. Sono 11 oggi le città da bollino rosso - il livello massimo di allerta - e domani diventeranno ben 19 su un totale di 27 centri urbani monitorati quotidianamente dal ministero della Salute. Durante il fine settimana si toccheranno i 41 gradi a Terni e i 40 a Ferrara, Firenze, Modena e Piacenza. Sarà il Centro-Nord a essere maggiormente colpito dalla quarta ondata.

L’agricoltura

Nelle regioni che gravitano intorno al bacino del Po si registrano dunque criticità nel settore agricolo e difficoltà negli approvvigionamenti d’acqua potabile a causa della siccità. Secondo quanto emerge dall’ultima relazione dell’Osservatorio sugli utilizzi idrici dell’Adbpo, il quadro regionale è critico.

In Valle d’Aosta la disponibilità complessiva idrica negli ultimi sei mesi è del 20% in meno e le portate della Dora Baltea sono inferiori alla media stagionale con la conseguente sofferenza delle produzioni di foraggio sugli alpeggi. Nei grandi bacini la percentuale di riempimento complessiva si attesta ora al 45%, per una diminuzione del 35% rispetto alla precedente annata.

Non è più rosea la situazione in Piemonte dove, oltre al comparto risicolo, «preoccupano ora le condizioni dei prati stabili». Il quadro è in peggioramento anche in Liguria: le sorgenti si confermano in difficoltà a causa dell’abbassamento di alcune falde.

Il peggioramento è «ancor più evidente in Lombardia, dove le risorse sono praticamente esaurite nel comparto del Ticino e la carenza complessiva delle risorse idriche regionali si attesta ora tra il 50 e il 60% (ad eccezione del Garda-Mincio, unico comparto ancora non in sofferenza)».

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In Emilia-Romagna, poi, sono in «picchiata» le percentuali di riempimento degli invasi di Mignano (24,8%) e Molato (15,5%), mentre è migliore invece la situazione nel Bolognese, dove Suviana (92%), Brasimone (67%) e Renovivo (78%) consentono ancora di soddisfare i bisogni del territorio.

Anche il Veneto presenta un «pesante peggioramento, nonostante misure emergenziali per recuperare da monte le portate dei corsi d’acqua». È più positiva la situazione nella parte trans-appenninica della Toscana e nella valle del Reno. Si registra qualche criticità nella Provincia autonoma di Trento, nella zona del Chiese.

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