Ospedali, teatri e una basilica Il colosso altoatesino delle pulizie
L’azienda. Markas presidia il settore della sanità a livello nazionale ma cresce anche nel campo culturale Formazione, welfare, sostenibilità e ora anche l’intelligenza artificiale per rendere il lavoro più attrattivo
di Barbara Ganz
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Sale operatorie e corsie di ospedale, un teatro che richiama spettatori da tutto il mondo, una Basilica che è fra i simboli della Cristianità e che custodisce i resti di San Marco evangelista. Luoghi differenti, con la stessa esigenza: essere puliti e curati. L’azienda altoatesina Markas, di proprietà della famiglia Kasslatter, ha nel settore clean (pulizie e sanificazione) uno dei propri punti di forza: si occupa di oltre 160 ospedali e strutture sanitarie (a NordEst ma non solo: sono 17 le regioni italiane raggiunte), 120 fra case di riposo e Rsa, 50 hotel e strutture ricettive, 150 scuole e università, 120 aziende e uffici.
In tutto 4 milioni di metri quadrati di superfici pulite ogni giorno, come spiega Andrea Cinetto, responsabile della divisione: «Il 90% del lavoro riguarda la sanità: un lavoro delicato, soprattutto nelle aree dove si eseguono interventi e occorre la massima sicurezza per chi riceve cure, e che deve essere svolto nelle ore nelle quali l’attività è ferma». Proprio questa è una delle complessità del settore, che vede impiegate in grande maggioranza donne, in Markas pari all’83%: «Ci si muove di mattina presto, e i turni coprono anche festivi e fine settimana. Non è semplice, e la fatica si fa sentire». Il personale deve essere preparato adeguatamente: Markas organizza giornate di formazione per informare sulle procedure, l’uso dei prodotti chimici e tutto il necessario per superare rigorosi controlli di qualità (oltre 30mila all’anno). Qualità che va salvaguardata tanto quanto la sostenibilità: i prodotti usati per le pulizie sono certificati ed ecosostenibili. Alla sanità si è unito - con una crescita sostenuta negli ultimi anni - il settore cultura: «Curiamo le pulizie del teatro la Fenice. Se in una sala operatoria si ha a che fare con superfici di acciaio o plastica, qui ci sono stucchi e velluti, spesso materiale storico, delicato e pregiato». All’attività normale si unisce quella in occasione degli spettacoli, a cominciare dal concerto di Capodanno, «mentre in luoghi come la Fondazione Guggenheim si svolgono spesso serate a tema e presentazioni».
E poi c’è la Basilica di San Marco: «Avevamo ottenuto da poco l’appalto quando abbiamo saputo della visita del papa: è stato predisposto un servizio eccezionale perché tutto fosse perfetto. Anche la Basilica ha le sue specificità: ora accade meno spesso grazie al Mose, ma quando arriva l’acqua alta occorre agire in fretta per evitare danni ai mosaici e alle altre superfici. La Basilica di San Marco come il teatro La Fenice sono luoghi di cultura e arte, nei confronti dei quali siamo particolarmente sensibili. Per questa ragione poniamo ogni giorno grande attenzione a tutte le singole attività di pulizia che svolgiamo in questi luoghi». Il lavoro è organizzato su squadre: 16 persone (due gli uomini) per la Fenice, un po’ di più per la basilica. «Ognuno ha la propria specializzazione, ma l’opportunità di cambiare luogo di servizio è una delle chiavi che usiamo per motivare il personale ed abbassare il turn over. Non è facile pulire ogni giorno un reparto di ospedale nel quale ci sono persone gravemente malate, a volte serve prendere un po’ le distanze», spiega Cinetto.
Anche in questo senso l’azienda punta su un ambiente di lavoro sano: Markas è certificata Family audit (per il benessere dei collaboratori, oltre 12mila di 96 nazionalità) e per la parità di genere; ha un bilancio di sostenibilità e strumenti di welfare. Nel 2023 la multiservizi con sede a Bolzano ha segnato +12,04% di fatturato rispetto all’anno precedente, con un valore di produzione che ha superato i 383,2 milioni. Fra le sfide future «ci sono robotica e intelligenza artificiale applicati alle pulizie: le nuove tecnologie possono migliorare l’efficienza e diventare una risorsa in un settore cronicamente in carenza di personale», conclude Cinetto.


