Confindustria

Orsini, l’Ue prepari subito un maxi piano per le imprese

Il presidente dell’associazione degli imprenditori: «Tutto il quadro dell’accordo non è chiaro. Viviamo in una situazione di incertezza che, ovviamente, genera preoccupazione»

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«Tutto il quadro dell’accordo non è chiaro. Viviamo in una situazione di incertezza che, ovviamente, genera preoccupazione». Lo spiega alla Stampa il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, in merito ai dazi Usa-Ue al 15%. «L’industria - aggiunge - vive una situazione d’emergenza e servono soluzioni e compensazioni. Non possiamo sprecare soldi pubblici. Serve un’analisi approfondita, settore per settore, e l’Europa deve mettere in campo un piano».

Secondo Orsini questo «è il momento dell’emergenza, e servono antidoti e correttivi seri per settori che non ce la fanno - evidenza-. Inoltre a livello europeo è inevitabile che i nostri prodotti diventino meno competitivi. La previsione è che il dollaro si svaluti fino al 20% e, se così sarà, è evidente che diventerà un problema. Terzo punto, bisogna aggredire la burocrazia europea, un dazio interno auto-imposto che vale il 6-7% del Pil».

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«Infine, chiediamo sin da maggio un piano straordinario non solo per il riarmo, ma anche per l’industria - spiega -. L’Ue non ha più tempo, deve dire alle imprese se l’Europa le vuole o dobbiamo andare altrove. Abbiamo detto in assemblea: serve un Next Generation per l’industria europea, e bisogna andare in deroga al Patto di stabilità perché fare impresa è crescita sociale», conclude.

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