Orologi svizzeri, l’altagamma traina l’export (4,3%)
I segnali positivi arrivano da Usa e Cina. Hong Kong stretta nella morsa delle proteste, l’Europa cala ma in Italia c’è una lieve crescita
di Lino Terlizzi
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Segno più in luglio per le esportazioni di orologi svizzeri. Dopo la contrazione nel mese di giugno, che non aveva peraltro impedito un bilancio complessivamente positivo per il primo semestre 2019, l'export di segnatempo elvetici è tornato a crescere.
Secondo i dati della Federazione dell’industria orologiera svizzera, le esportazioni in luglio sono state pari a 1,89 miliardi di franchi (1,74 miliardi di euro), in aumento del 4,3% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Per l’intero periodo gennaio-luglio le esportazioni hanno raggiunto i 12,57 miliardi di franchi (11,58 miliardi di euro), con un incremento dell’1,9% in rapporto ad un anno prima.
Hong Kong, che è il mercato di sbocco principale e risente delle tensioni politiche attuali, continua a registrare il segno meno, ma la flessione di luglio è decisamente minore rispetto a quella del mese precedente. Gli Usa, la Cina e gli altri maggiori mercati asiatici hanno il segno positivo.
I principali mercati europei registrano invece contrazioni in luglio, ad eccezione dell’Italia che ha ritrovato un seppur lieve incremento. A trainare l'export elvetico sono stati nel mese gli orologi di gamma alta, quelli con un prezzo superiore ai 3 mila franchi; la gamma media ha avuto flessioni contenute, la gamma dei prezzi sotto i 200 franchi ha avuto una contrazione consistente.
Queste le variazioni percentuali dei dieci maggiori mercati in luglio: Hong Kong -1,3%, Usa +6,1%, Cina +16,3%, Giappone +23,4%, Singapore +17,9%, Regno Unito - 0,4%, Italia +1,9%, Francia -12%, Germania -3,6%, Corea del Sud +1,6%. Per quel che riguarda l’intero periodo gennaio-settembre 2019, queste sono invece le variazioni dei mercati principali: Hong Kong -5,8%, Usa + 7%, Cina +14%, Giappone +22,2%, Regno Unito +21,8% (la sterlina debole ha nel complesso favorito gli acquisti esteri), Singapore +13,5%, Germania -2,1%, Francia -6,2%, Italia - 6,5%, Emirati arabi uniti +4 per cento.


