Formula 1

Orgoglio e grinta, Verstappen vince ad Abu Dhabi ma non basta. Norris è campione del mondo

di Alex D'Agosta

Red Bull's Max Verstappen Oscar Piastri  e terzo posto McLaren's Lando Norris

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Auto e pilota britannici. A lungo in testa quest’anno, ce l’hanno fatta. In casa McLaren non accadeva nel 2008, con un certo Lewis Hamilton. Oggi diventa campione un ventiseienne (l’undicesimo con la sua nazionalità nella storia di questo sport) che è stato capace di fare il suo mestiere con calcolo e costanza anche nei momenti difficili. Reduce da un’ultima gara negli Emirati Arabi Uniti che poteva ancora cambiare tutto, il non troppo giovane Norris ha saputo capitalizzare una stagione d’oro per la sua monoposto che si era già dimostrato al vertice sin dall’inizio e che, da tempo, aveva conquistato il mondiale costruttore.

E così è finita una stagione dove Max Verstappen non ha sbagliato più nulla da tempo, ma neanche il suo rivale. Max Verstappen ‘perde’ è decisamente più ‘vero’ rispetto all’affermazione che Norris ha vinto nello stomaco di tutti quelli al muretto. L’olandese, quattro volte campione del mondo, ha fatto gare e weekend perfetti da tempo. Ha fatto podi nelle ultime dieci gare, di cui sei vittorie. Solo che la Red Bull non è stata all’altezza dei ‘papaya’ nella prima parte del campionato e così lo svantaggio creato è diventato incolmabile. Nonostante una rimonta epica su cui comunque si parlerà a lungo. E ci saranno non poche polemiche, inclusi i famosi due punticini conquistati da Norris su Antonelli nello scorso weekend, nonostante si sia corsi a giustificare l’italiano con dati oggettivi.

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Una finalissima a tre, per il bene dello sport

Quello del 2025 è il dodicesimo finale iridato in cui almeno tre piloti arrivano all’ultima gara con possibilità matematiche di vincere il mondiale. Non una rarità nella storia della Formula 1, che ha offerto questo tipo di scenario solo in annate particolarmente dense e competitive, ma nemmeno troppo frequente. Di sicuro, una bella occasione per tenere tanti fans incollati allo schermo, anche se altre volte ci sono stati molti strascichi e risentimenti.

Dopo la partenza, ancora tutto in giorno

Scatto impeccabile di Max Verstappen, che alla partenza non lascia spazio alle McLaren e si lancia subito a protezione della prima posizione. Norris tiene la seconda piazza, ma già nel primo giro, con una manovra all’esterno di quelle che normalmente sono come ‘sberle’ per chi la subisce, Piastri riesce a superarlo, sorprendendo tutto il box McLaren. Se non fosse che ‘bastava il podio’, in un caso del genere sarebbe potuto scattare di certo un ordine di scuderia di restituzione di posizione.

Ottimo avvio anche per Charles Leclerc, che si prende la quarta posizione davanti a Russell. Per la Mercedes è un avvio complicato: Russell non solo manca l’attacco su Leclerc, ma poco dopo viene passato anche da un brillante Fernando Alonso. Due posizioni perse nei primissimi giri rappresentano un duro colpo per la squadra di Brackley, che alla vigilia aveva giurato di ‘non interferire’ nella lotta mondiale, pur continuando a tenere d’occhio il margine di sicurezza nella ranking dei costruttori.

Il primo brivido: Leclerc in Drs su Norris

Al quarto giro arriva il primo vero sussulto: Leclerc apre il DRS e si porta negli specchietti di Norris. È significativo perché questa è l’ultima gara dell’era Formula 1 in cui si utilizza l’ala mobile per i sorpassi — un dettaglio storico che molti nei team hanno sottolineato durante il weekend.

Nel frattempo, Verstappen prova a imporre il suo ritmo, ma Piastri resta sorprendentemente vicino nei primi passaggi, segnale di una McLaren molto competitiva anche con carichi di carburante elevati.

Non passa molto per vedere in campo le prime strategie. George Russell è il primo dei big a fermarsi: la Mercedes prova una mossa aggressiva per evitare di restare imbottigliata nel traffico. Dal box McLaren, intanto, Norris viene invitato a mantenere oltre due secondi di margine su Leclerc, per evitare un eventuale undercut Ferrari. Poco dopo si fermano anche Norris e Leclerc: soste regolari, con strategie praticamente identiche per entrambi. Rientrati in pista, sia Lando sia Charles finiscono nel traffico, elemento che influenzerà pesantemente questa fase centrale di gara.

Il traffico e i sorpassi di Norris: il momento spettacolo

È qui che Norris costruisce una parte fondamentale della sua corsa: dopo la sosta deve superare un folto gruppo di piloti più lenti ma equipaggiati con gomme più fresche o mescole differenti. Ed è al giro diciotto che si consuma uno dei momenti più intensi della gara, quando Norris riesce a sbarazzarsi prima di Sainz e Antonelli, poi mette a segno un doppio sorpasso magistrale su Lawson e Stroll nell’arco di poche centinaia di metri.

Nel frattempo, Verstappen continua a gestire un ritmo elevato nel primo stint, ma con l’usura crescente delle sue medium fatica a tenere dietro Piastri, il quale, pur con le hard, resta incollato alla Red Bull.

Tempo pochi minuti, al giro ventitré, un altro episodio chiave: Norris completa un sorpasso molto aggressivo su Tsunoda, lanciandosi all’esterno quasi oltre i limiti della pista. Una manovra al limite che gli consegna il terzo posto, mentre il giapponese, come confermato via radio, era pronto a difendere la posizione per aiutare Piastri nella lotta mondiale. Tempo pochi giri e a Verstappen non resta che cambiare strategia, anticipando il proprio secondo stint. È una mossa che apre sia alla possibilità di giocarsi tutto su un lungo finale di gara, oppure preparare un eventuale secondo pit-stop se il degrado dovesse rivelarsi più elevato del previsto. Purtroppo per lui, non è accaduto niente di speciale. Un arrivo con Verstappen, Piastri e Norris non ha cambiato le sorti della classifica provvisoria già da molti prevista.

Un mesto finale per Ferrari

Leclerc è riuscito a completare l’ultima prova del 2025 in linea con le sue ‘solite’ prestazioni dell’anno e meno in difficoltà di altre volte: quinto in gara e quinto finale; non troppo male considerando che il team, invece, è quarto. Per la serie: poteva finire anche peggio. Insomma, quinto come nel 2023. Con Antonelli fuori gioco ma con uno Tsunoda, già licenziato, incapace di arrivare a punti, ma Mercedes di Russell si ‘accontenta’ del quinto posto visto che comunque il secondo posto nei costruttori era facilmente garantito.

Hamilton dal canto suo sta diventando campione di record negativi in Ferrari: praticamente ha peggiorato anche la breve apparizione di Fisichella che non aveva mai interpretato una monoposto altrettanto indietro nel mondiale. Ma con ventiquattro gare senza nemmeno un podio (non contando le sprint), nella testa di un sette volte iridato, della sua età e con la sua immagine, nel corso delle prossime settimane non è escluso gli passi per la testa anche di considerare un rinvio anticipato. O meglio: pur parlando quasi a monosillabi da un paio di settimane, ha ribadito che al momento tale scenario sarebbe ‘fuori discussione’. Ma tanti non gli hanno creduto. C’è da augurarsi che, in tale triste eventualità, aspetti almeno di vedere come sarà l’auto del 2026, completamente rivoluzionata secondo regolamento.

Un ultimo capitolo storico: addio alla Sauber

La gara di Abu Dhabi chiude anche la lunga storia della Sauber così come l’abbiamo conosciuta dal 1993, alla vigilia del passaggio ad Audi. In tre decenni la squadra svizzera ha costruito molto più del proprio palmarès, raggiungendo il quarto posto nel mondiale 2001 e trovando il punto più alto nell’era BMW, con la vittoria di Kubica in Canada 2008 e in totale ventotto podi. È stata una fucina di talenti, da Raikkonen a Massa, che qui ottenne i suoi primi punti iridati. Per l’Italia resta il contributo di Andrea De Cesaris, chiamato dopo l’impresa di Monaco nel 1994 e capace comunque di portare punti in un’annata difficile.

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