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Orcel: «Risiko? Noi spettatori, in Italia ora non ci sono le condizioni per muoverci»

Il ceo di UniCredit: «È probabile che avremo il controllo di Commerzbank»

di Luca Davi

ANDREA ORCEL CEO UNICREDIT FII PRIORITY II DAY 7146

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Pronti a guardare opportunità in Italia alle «giuste condizioni». Ma almeno «per il momento» lo spazio per muoversi non c’è. Il ceo di UniCredit Andrea Orcel tiene la porta aperta all’M&A anche in Italia, ma frena su possibili mosse a breve nel risiko bancario italiano. Intervenendo alla Mediobanca Ceo Conference, l’amministratore delegato è chiaro. «Ci muoveremmo in Italia se vedessimo una buona opportunità, ma al momento non la vediamo», dice Orcel. Il manager aggiunge che, nel contesto italiano attraversato dalla nuova ondata di risiko che sta coinvolgendo Mps, UniCredit è «solo un osservatore», sottolineando con tono ironico che il gruppo si sta «divertendo abbastanza a essere solo un osservatore, per la prima volta, nell’M&A italiano», definito «molto interessante».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

L’incontro con gli investitori è l’occasione per fare il punto anche sul valore strategico dell’operazione su Commerzbank - la cui Ops è entrata nella fase finale - definendola «storica» perché rappresenta, a suo giudizio, «una delle migliori transazioni che si possano realizzare in Europa». Secondo Orcel, alla luce dei risultati dell’Ops, che ha portato la banca a detenere il 42,5% del capitale del gruppo tedesco, «ora è più probabile che avremo controllo di Commerzbank, ma lo sapremo quando finirà offerta». Uno scenario, quello del controllo, che all’inizio era «improbabile» mentre ora «è più probabile che ci arriveremo ma lo sapremo alla fine e non voglio speculare».

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Per il banchiere l’integrazione tra Commerzbank e Hvb, controllata tedesca di UniCredit, metterebbe insieme «due marchi estremamente complementari» in Germania, un mercato che resta «molto frammentato».

Orcel respinge anche i timori su un possibile impatto negativo sulla concorrenza. Le due banche insieme, ha spiegato, avrebbero una quota di mercato dell’8,5% in Germania e una presenza nel segmento delle medie imprese stimata tra il 13 e il 14%. «In che modo ciò limiterebbe la scelta?», ha osservato il ceo, sostenendo che l’aggregazione porterebbe soprattutto maggiore massa critica.

Il numero uno di UniCredit ha infine evidenziato la complementarità geografica tra Hvb e Commerzbank: la prima è particolarmente forte nel sud della Germania, mentre Commerzbank è più radicata nell’area centrale, con entrambe presenti anche nel nord del Paese.

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