OpenAI sigla un accordo da 38 miliardi con Amazon
Un’intesa settennale che garantirà all’azienda di Sam Altman l’accesso a centinaia di migliaia di unità grafiche Nvidia
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Ancora accordi miliardari, ancora OpenAI al centro. Il fermento attorno alla società madre di ChatGPT non si ferma. E dopo che pochi giorni fa è stato annunciato l’accordo con Microsoft, è di queste ore quello da 38 miliardi di dollari siglato con Amazon. Più nello specifico con Amazon Web Service, la divisione cloud del colosso guidato da Andy Jassy.
Più potenza di calcolo dal cloud di Amazon
Amazon, di fatto, fornirà potenza di calcolo agli algoritmi di OpenAI. E quella messa nera su bianco è un’intesa settennale che garantirà all’azienda di Sam Altman l’accesso a centinaia di migliaia di unità grafiche Nvidia, fondamentali per l’addestramento e l’esecuzione dei modelli di intelligenza artificiale come ChatGPT.
A guardarlo bene, questo accordo sembra poter rappresentare un punto di svolta per entrambe le società. Per OpenAI, ad esempio, segna un ulteriore passo nella trasformazione da laboratorio di ricerca a potenza industriale capace di riscrivere gli equilibri tecnologici globali. Secondo stime interne riportate da Bloomberg, la società avrebbe già messo in programma investimenti infrastrutturali per 1.400 miliardi di dollari, un impegno senza precedenti che alimenta timori di una possibile bolla nel settore dell’AI.
Per Amazon, invece, è una consacrazione attesa. Finora AWS era rimasta piuttosto ai margini della partnership con OpenAI, che aveva puntato soprattutto su Microsoft come partner esclusivo per il cloud. Con questa intesa, Amazon dimostra di poter tornare protagonista nella nuova stagione dell’intelligenza artificiale, offrendo capacità di calcolo su scala planetaria.
«Mentre OpenAI continua a spingere i confini di ciò che è possibile, l’infrastruttura di AWS servirà come spina dorsale delle sue ambizioni», ha dichiarato Matt Garman, amministratore delegato di AWS.





