Economia Digitale

OpenAi lancia l’app Sora e invade il campo social di TikTok e sfida YouTube

Il modello Sora 2 è già stata lanciata, con app iOS disponibile solo su invito negli Stati Uniti e in Canada.

di Luca Tremolada

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OpenAI ha presentato Sora 2, un modello di intelligenza artificiale che genera video a partire da istruzioni testuali e un’app dedicata per iOS. Non si tratta solo di un aggiornamento tecnico rispetto al primo Sora. È un cambio di strategia. L’azienda di Sam Altman entra direttamente nel terreno dei social video, lo stesso dove si muovono TikTok, YouTube e Instagram. La differenza è che i contenuti non vengono caricati dagli utenti ma generati dentro l’app.

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Come funziona.

Il modello promette più realismo. Meno errori fisici, maggiore coerenza nei movimenti e audio sincronizzato. OpenAI parla di una gamma più ampia di stili, dal fotorealistico all’animazione. Ogni video è marchiato con watermark e metadati nascosti. È previsto anche un sistema di “cameo”: gli utenti possono decidere chi può usare il loro volto o la loro voce nei video e revocare il consenso in qualsiasi momento.

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Tecnicaemente Sora 2 funziona come un grande modello di trasformazione multimodale: prende un testo o un prompt visivo e lo traduce in una sequenza di fotogrammi con audio coerente. Non costruisce i video fotogramma per fotogramma in modo statico, ma li genera come se stesse simulando una scena continua con attori, oggetti e movimenti. È qui la differenza rispetto a Sora 1, che spesso faticava a mantenere la coerenza temporale: un bicchiere poteva cambiare forma tra un frame e l’altro, un personaggio sparire improvvisamente, i movimenti seguire logiche poco fisiche.

Con Sora 2 OpenAI ha puntato a una migliore modellazione delle leggi del mondo. Il sistema impara da grandi quantità di dati non solo a imitare l’aspetto visivo ma anche la dinamica degli eventi. Per esempio, se un cane corre verso l’acqua, il modello cerca di rappresentare l’impatto con la superficie e le onde conseguenti in modo credibile. Un’altra novità è la gestione dell’audio: non più colonna sonora posticcia, ma sincronizzazione labiale e rumori di fondo collegati alla scena.

La vera differenza sta però nell’app. Il primo Sora era uno strumento per chi voleva sperimentare con l’IA generativa, senza un contesto sociale. Sora 2 diventa un ecosistema dove i video vengono creati, condivisi e modificati direttamente dentro un feed. OpenAI non vuole solo fornire la tecnologia, ma creare la piattaforma dove la tecnologia diventa prodotto culturale.

Cosa sono i cameo? E cosa è il deepfake consensuale?

Per evitare violazione della privacy e deepfake OpenAi ha inventato i cameo. In pratica yu registri te stesso (volto e voce) dentro l’app, dando un consenso esplicito. Da quel momento, il sistema può usare il tuo “avatar realistico” nei video generati: puoi apparire in scene che non hai mai girato, parlare con la tua voce sintetizzata, o interagire in un contesto fantastico (tipo ballare su Marte o recitare in un trailer horror). Se qualcun altro vuole usare il tuo cameo, deve avere il tuo permesso: l’app prevede che i video siano “co-proprietà” fra chi ha creato il prompt e chi ha prestato il proprio volto/voce. Puoi revocare il permesso: se non ti va più, puoi bloccare l’uso del tuo cameo, e i video che ti includono vengono rimossi o bloccati. In pratica è un sistema di deepfake consensuale: invece di rubare il volto a qualcuno, ogni utente decide se vuole essere “inserito” nelle generazione. La differenza rispetto ai filtri di Snapchat o ai duetti di TikTok è che qui non si tratta solo di overlay divertenti, ma di generazione completa di contenuti in cui il tuo alter ego digitale può recitare ruoli interi.

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TikTok e YouTube?

La concorrenza è diretta. TikTok e YouTube Shorts hanno miliardi di utenti e algoritmi di raccomandazione che tengono le persone agganciate. Meta e Google stanno sperimentando modelli generativi simili, integrandoli però in piattaforme già esistenti. OpenAI parte da zero. Non ha una base di contenuti pregressa. Deve convincere utenti e creatori a costruire un ecosistema interamente nuovo.

Il rischio è evidente. Se la qualità dei video non supera la soglia della credibilità, Sora resterà una curiosità tecnologica. Se invece riuscirà a garantire velocità, realismo e controllo, può diventare un laboratorio sociale alternativo ai feed tradizionali. Altman stesso lo riconosce. I social hanno effetti positivi e negativi. Per questo OpenAI prova a disegnare barriere fin dall’inizio: filtri sui contenuti, limiti d’uso, watermark obbligatori.

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La partita è aperta. Da una parte ci sono giganti con pubblico e infrastrutture già pronti. Dall’altra un modello che porta dentro l’idea di “video nativi generati da IA”. Per l’economia dei contenuti online, significa testare se esiste un mercato in cui i video non sono più documenti del reale ma prodotti sintetici, condivisi e remixati come se fossero mattoni di Lego digitali.

Riproduzione riservata ©
  • Luca Tremolada

    Luca TremoladaGiornalista

    Luogo: Milano via Monte Rosa 91

    Lingue parlate: Inglese, Francese

    Argomenti: Tecnologia, scienza, finanza, startup, dati

    Premi: Premio Gabriele Lanfredini sull’informazione; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"; DStars 2019, categoria journalism

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