Games

OpenAI lancia Dots: l’assistente carino che vuole competere con Muse

L’agente basato su GPT-6 Astra lavora in autonomia tra app e servizi, anche quando l’utente non è online. La sfida è a Muse di Meta.

2' di lettura

English Version

2' di lettura

English Version

Al DevDay di OpenAi è stato presentato come un assistente che per esempio si accorge di una fattura dimenticata, la prepara e aspetta il via libera per inviarla. L’idea è spostare ChatGPT dalla risposta a una domanda alla gestione di un lavoro che prosegue nel tempo. OpenAI.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI
Loading...

Un dot è un agente basato su GPT‑6 Astra: è in cloud, può usare un browser e collegarsi a oltre 4.000 app. Gli si può affidare un progetto, seguirne i progressi e intervenire quando serve. OpenAI sostiene che impari dai feedback e possa cercare attività utili anche mentre l’utente è occupato altrove. Lo si contatta da ChatGPT, Slack o Teams, per iscritto o a voce. Per ora si può creare un solo dot personale; l’azienda immagina in seguito più agenti capaci di collaborare. OpenAI

Loading...

La mossa arriva sulla scia di Muse di Meta, che ha acceso l’interesse per gli assistenti sempre attivi. La somiglianza sta nell’ambizione: un’Ai che conosce le preferenze dell’utente e svolge compiti nelle sue app senza dover ripartire ogni volta da una nuova conversazione. Per OpenAI la posta in gioco è diventare il punto da cui si organizza il lavoro quotidiano, prima che lo faccia un concorrente. È una lettura della strategia, non una prova che Dots sappia già mantenere tutte le promesse del lancio. theverge.com

Proprio l’autonomia rende decisiva la questione dei controlli. OpenAI prevede permessi per le app, regole personalizzate e approvazioni per alcune azioni. Quando il dot cerca opportunità di lavoro in background, gli strumenti disponibili sono più limitati: non può, in quella modalità, inviare messaggi o modificare contenuti. L’azienda avverte comunque che può sbagliare. Dots è in distribuzione nei mercati idonei per Pro e Business Premium, mentre gli utenti Enterprise possono provarlo in beta se l’amministratore lo abilita. La prova, adesso, sarà vedere quanto lavoro riesce davvero a portare a termine senza crearne altro da controllare.

Quanto costa? Dots non ha, per ora, un prezzo separato: il primo dot è incluso in ChatGPT Pro da 100 dollari al mese o in Business Premium, che costa 100 dollari al mese per utente con fatturazione annuale oppure 125 dollari con fatturazione mensile.

Riproduzione riservata ©
  • Luca Tremolada

    Luca TremoladaGiornalista

    Luogo: Milano via Monte Rosa 91

    Lingue parlate: Inglese, Francese

    Argomenti: Tecnologia, scienza, finanza, startup, dati

    Premi: Premio Gabriele Lanfredini sull’informazione; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"; DStars 2019, categoria journalism

Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti