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OpenAi entra nella corsa delle Ipo record: ecco il prospetto confidenziale

Tempi del collocamento e valutazioni restano incerte mentre infuria la sfida con i rivali, da SpaceX a Anthropic. Trepidazione e dubbi per l’atterraggio di SpaceX venerdì al Nasdaq

di Marco Valsania

 Il CEO di OpenAI, Sam Altman, partecipa a una sessione dell'AI Impact Summit 2026 al Bharat Mandapam di Nuova Delhi, in India, il 19 febbraio 2026. L'India ospita l'AI Impact Summit 2026 dal 16 al 20 febbraio 2026 a Nuova Delhi.  EPA/RAJAT GUPTA EPA

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OpenAi scende in campo nella gara agli Ipo dell’intelligenza artificiale presentando il proprio prospetto confidenziale alla Sec. La società ha fatto sapere di voler perseguire l’opportunità ma di non aver deciso data e dettagli dell’operazione, ipotizzata finora per l’autunno e dichiarata adesso soggetta e molteplici variabili.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

“Non abbiamo deciso i tempi, potrebbero essere lunghi perchè ci sono iniziative che vogliamo prendere che sono più agevoli in qualità di azienda non quotata” ha reso noto l’azienda guidata da Sam Altman. “Ma ci troviamo davanti a una complessa rete di scambi e l’attuale scelta ci offre l’opzione di quotarci più rapidamente se questa diventa la strada migliore”.

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L’azienda, pioniere dell’intelligenza artificiale generativa con il suo ChatGpt nel 2022, secondo gli osservatori potrebbe tentare di razionalizzare e semplificare le sue attività, dopo aver mancato una serie di obiettivi interni di crescita. E’ anche reduce da terremoti interni, con dirigenti che hanno lasciato. ha tuttavia vinto di recente una causa intentata da Musk, a suo tempo tra i co-fondatori del gruppo, che l’aveva accusata di aver tradito la sua iniziale missione non profit.

OpenAI valutata 500 miliardi di dollari, superate SpaceX e Exxon

OpenAi, al momento valutata circa 850 miliardi di dollari, è l’ultimo del trio di leader non quotati in Ai a muoversi concretamente verso la Borsa, per sfruttare una febbre da Ipo e sui titoli legati alla nuova frontiera tecnologica che sta sostenendo i mercati. Questo nonostante polemiche e dubbi sugli eccessi di spesa e di tecno-ottimismo, con i critici che mettono in dubbio le rivendicazioni di redditività e i guadagni di produttività economica promessi e tutti da dimostrare, come anche ripercussioni sociali che restano tutte da valutare.

Tanto più in un clima di scarsa regolamentazione e spesso, negli Usa, di controverse commistioni tra il potere politico e la nuova industria, con riflettori accesi sulla vicinanza di personaggi quali Altman di OpenAi e Elon Musk di SpaceX a Donald Trump. Il co-fondatore di Google Sergey Brin è a sua volta un recente e nel suo caso assai convinto convertito al movimento Maga.

Obiettivo: rastrellare 75 miliardi di dollari

SpaceX sarà la prima a sbarcare a Wall Street, al Nasdaq, con l’appuntamento ormai alle porte venerdì 12 giugno. L’obiettivo di Musk è rastrellare la cifra record di 75 miliardi ad una valutazione di quasi 1.800 miliardi. La domanda degli investitori appare forte, come però i rischi: Space X brucia enormi capitali, ha mostrato una opaca struttura finanziaria con ingenti transazioni con altre parti dell’impero di Musk e altrettanto opaca governance, con Musk che manterrà il controllo di circa l’85% dei diritti di voto.

Le entrate sono garantite anzitutto dalla rete di satelliti di comunicazione Starlink, non dai business più sotto i riflettori dei razzi per lo spazio e di Ai. Chiave sono enormi contratti federali, che però fanno a loro volta discutere, con il Pentagono, l’intelligence Usa e l’apparato di sicurezza nazionale, a volte da quanto emerso disegnati appositamente per favorirla.

Resta inoltre da vedere come si comporterà a Wall Street e non solo al debutto: numerosi analisti prevedono un tradizionale rialzo nella prima seduta di scambi. Musk ha scelto di puntare su un prezzo per i titoli di 135 dollari, anzichè indicare una tradizionale fascia di pricing. Nel più lungo periodo, la partita sull’andamento di Spcx è però aperta, con investitori dell’ultima ora, vale a dire chi comprasse a fine seduta e non avesse accesso ai prezzi di sbarco, che potrebbero trovarsi bruciato.

Arricchimento certo solo per pochi

Il Wall Street Journal ha sottolineato come nell’arco di tre anni le Ipo anche in media assicurano performance inferiori del 21% rispetto a un indice di mercato ponderato. Insomma arricchiscono con certezza pochi, nel caso di SpaceX una serie di dipendenti, soci iniziali e top executive del gruppo (Musk ambisce a diventare il primo trilionario al mondo).

Anthropic, guidata da Dario Amodei, si è da parte sua avvicinata ad una valutazione da mille miliardi e punta ad un collocamento forse a ottobre, dopo aver supera

to OpenAi nell’innovazione, con il suo Claude, oltre che nel presentare un prospetto confidenziale alle autorità per la quotazione. Amodei ha cercato oltretutto finora di presentare la sua azienda come seguace di una strategia diversa, capace di modelli più prudenti quando si tratta di pericoli e più rivolti a business. Un approccio che ha generato tensioni con l’amministrazione Trump, anche se seguite successivamente da sforzi di disgelo.

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