OpenAi entra nella corsa delle Ipo record: ecco il prospetto confidenziale
Tempi del collocamento e valutazioni restano incerte mentre infuria la sfida con i rivali, da SpaceX a Anthropic. Trepidazione e dubbi per l’atterraggio di SpaceX venerdì al Nasdaq
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OpenAi scende in campo nella gara agli Ipo dell’intelligenza artificiale presentando il proprio prospetto confidenziale alla Sec. La società ha fatto sapere di voler perseguire l’opportunità ma di non aver deciso data e dettagli dell’operazione, ipotizzata finora per l’autunno e dichiarata adesso soggetta e molteplici variabili.
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“Non abbiamo deciso i tempi, potrebbero essere lunghi perchè ci sono iniziative che vogliamo prendere che sono più agevoli in qualità di azienda non quotata” ha reso noto l’azienda guidata da Sam Altman. “Ma ci troviamo davanti a una complessa rete di scambi e l’attuale scelta ci offre l’opzione di quotarci più rapidamente se questa diventa la strada migliore”.
L’azienda, pioniere dell’intelligenza artificiale generativa con il suo ChatGpt nel 2022, secondo gli osservatori potrebbe tentare di razionalizzare e semplificare le sue attività, dopo aver mancato una serie di obiettivi interni di crescita. E’ anche reduce da terremoti interni, con dirigenti che hanno lasciato. ha tuttavia vinto di recente una causa intentata da Musk, a suo tempo tra i co-fondatori del gruppo, che l’aveva accusata di aver tradito la sua iniziale missione non profit.
OpenAi, al momento valutata circa 850 miliardi di dollari, è l’ultimo del trio di leader non quotati in Ai a muoversi concretamente verso la Borsa, per sfruttare una febbre da Ipo e sui titoli legati alla nuova frontiera tecnologica che sta sostenendo i mercati. Questo nonostante polemiche e dubbi sugli eccessi di spesa e di tecno-ottimismo, con i critici che mettono in dubbio le rivendicazioni di redditività e i guadagni di produttività economica promessi e tutti da dimostrare, come anche ripercussioni sociali che restano tutte da valutare.
Tanto più in un clima di scarsa regolamentazione e spesso, negli Usa, di controverse commistioni tra il potere politico e la nuova industria, con riflettori accesi sulla vicinanza di personaggi quali Altman di OpenAi e Elon Musk di SpaceX a Donald Trump. Il co-fondatore di Google Sergey Brin è a sua volta un recente e nel suo caso assai convinto convertito al movimento Maga.








