Market Mover

Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
Ascoltalo ora2' di lettura
2' di lettura
I principali paesi dell’OPEC+ hanno approvato un piccolo aumento delle loro quote di produzione, una mossa che completerà la ripresa teorica delle forniture interrotte nel 2023 e darà loro margine per aggiungere altri barili una volta terminata la guerra in Medio Oriente.
Sette membri, guidati da Arabia Saudita e Russia, hanno concordato di aumentare il loro obiettivo collettivo di ulteriori 188.000 barili al giorno il mese prossimo, ha dichiarato il gruppo al termine di una videoconferenza svoltasi domenica. Il gruppo ha aumentato le quote ogni mese durante la guerra con l’Iran, nonostante le forniture provenienti dalla regione rimangano limitate dal conflitto. L’OPEC+ prevede attualmente di mantenere i livelli invariati per il resto dell’anno dopo l’aumento di settembre.
Sebbene l’aumento sia per ora simbolico, potrebbe dare all’Arabia Saudita la possibilità di incrementare la produzione una volta che i flussi di petrolio dal Golfo Persico torneranno alla normalità, contribuendo a ricostituire le scorte mondiali esaurite. La contrazione dell’offerta innescata dal conflitto sta facendo aumentare il costo di carburanti come benzina e diesel, alimentando i timori di una nuova impennata dell’inflazione.
Un eventuale aumento dell’offerta da parte dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC) e dei suoi partner potrebbe contribuire a riaccendere i timori di un crescente surplus emersi durante il cessate il fuoco del mese scorso tra Stati Uniti e Iran. L’uscita degli Emirati Arabi Uniti a maggio, dopo anni di frustrazione per i limiti imposti dall’OPEC, ha inoltre alimentato le speculazioni su una possibile futura lotta per le quote di mercato all’interno del gruppo.
L’OPEC continuerà a tenere riunioni mensili, la prossima delle quali è prevista per il 6 settembre.