Onu, firmato da 130 banche mondiali l'impegno alla “finanza sostenibile”
di Marco Valsania
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New York - Hanno firmato in 130. Centotrenta banche internazionali forti di asset per 47mila miliardi di dollari. Hanno firmato il documento di lancio dei Principles for Responsible Banking, i Principi per l'attivita' bancaria responsabile. Un Magna Carta della finanza sensibile ai drammi sociali e ambientali e ancora aperto ad altri aderenti - comprese associazioni settoriali - dopo questa prima ondata di firmatari. Ma che vede gia' la presenza di nomi influenti, da Citigroup a Santander, da Deutsche Bank a Royal Bank of Scotland - fino alle italiane Banca Intesa Sanpaolo e Monte dei Paschi.
L'idea di fondo: allineare i prodotti e servizi, le strategie di business, non sono ai singoli clienti e investitori ma a valori e obiettivi sociali adesso considerati irrinunciabili. Da qui dovrebbe nascere un sistema bancario e finanziario che si pone a fiaco di coloro che agscono a fa ore dello sviluppo sostenibile, quindi in particolare agli obiettivi adottati con l'Accordo di Parigi sul clima e con i Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite.
La firma del testo è avvenuta ieri pomeriggio all'Onu, alla presenza di amministratori delegati e rappresentanti di banche e del Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. Non mancano gli scettici, tra coloro che notano ancora le assenze a chi mette in dubbio l'intero edificio del business etico, della finanza sostenibile come dell'impact investing, le scommesse su asset che offrano misurabili benefici sociali e ambientali accanto a rendimenti. Il sospetto è che queste iniziative restino poco piu' di un miraggio, insufficienti a fare davvero la differenza, aspirazioni spesso tutte da verificare.
Con l'evento dell'Onu un nuovo passo è stato però compiuto, mettendo nero su bianco sei principi di base condivisi. Comandamenti che prescrivono: 1) l'allineamento delle strategie aziendali agli obiettivi di sviluppo sostenibile ONU (SDGs) e con i contesti nazionali e regionali, 2) un impatto positivo da valorizzare e un impatto negativo da ridurre, 3) il sostegno a clienti che promuovono la sostenibilità e la prosperità delle generazioni attuali e future, 4) il coinvolgimento e collaborazione con gli stakeholder per condividere gli obiettivi, 5) una governance efficace, 6) il monitoraggio dell'applicazione dei principi e trasparenza sui risultati raggiunti. Frutto, forse, di quella constatazione di recente fatto dal Ceo di Morgan Stanley, James Gorman, davanti al Congresso: “Se non abbiamo un pianeta, non potremo certo avere un buon sistema finanziario”.
All'evento Onu per Monte dei Paschi è stata presente la Presidente Stefania Bariatti, che gia' nelle ore precedenti alla firma aveva sottolineato come sia importante per le banche essere alle spalle di “iniziative dei clienti nel settore dell'economia circolare e per la sostenibilita'”. E come questo approccio di responsabilità sociale d'impresa faccia parte delle storia di Mps. Occorre rispondere alle esigenze di tutti gli stakeholder e questa pratica, oltretutto, non è solo etica ma per gli istituti può limitare rischi legati a drammi sociali o ambientali.


