Innovazione

Oncologia: in Italia il farmaco contro la malattia genetica che induce dieci tumori

A 100 anni dal primo articolo sulla malattia di von Hippel-Lindau, Aifa approva la rimborsabilità di belzutifan: fino ad oggi possibili solo interventi chirugici

di Ernesto Diffidenti

Genetic research and Biotech science Concept. Human Biology and pharmaceutical technology on laboratory background. Radiologist using digital x-ray human body holographic scan projection 3D rendering. jittawit.21 - stock.adobe.com

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Gestire un paziente con malattia di von Hippel-Lindau (VHL) è come gestirne 10 contemporaneamente, tante sono le possibilità che la stessa persona sviluppi tumori, sia benigni che maligni, in diversi organi del corpo. Si tratta di una condizione rara, complessa e quasi sconosciuta. L’età media della diagnosi è 26 anni e in Italia riguarda circa 1.100 persone.

In assenza di una terapia sistemica, la gestione dei pazienti fino a oggi si è basata su due cardini: sorveglianza e ripetuti interventi chirurgici finalizzati alla rimozione dei differenti tumori. Nel corso della loro vita, infatti, circa il 70% dei pazienti con VHL sviluppa carcinomi renali a cellule chiare, il 60-80% emangioblastomi del sistema nervoso centrale e circa il 5-10% tumori neuroendocrini pancreatici con conseguenti disabilità quali la riduzione o la perdita della vista, la compromissione motoria o neurologica e l’insufficienza renale.

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La percentuale di interventi scesa dal 92% al 3%

A 100 anni dal primo articolo che ha descritto questa patologia, l’Agenzia italiana del farmaco ha dato il via libera alla rimborsabilità di belzutifan, il primo farmaco sistemico per la sindrome di von Hippel-Lindau. “Per i pazienti si è passati dalla speranza a un’opportunità terapeutica concreta che può cambiare la storia della malattia: vedo ogni giorno che funziona”, sottolinea Alfonso Massimiliano Ferrara, medico endocrinologo dell’Unità Tumori ereditari dell’Irccs Istituto Oncologico Veneto di Padova che indica un dato emblematico: prima dell’introduzione del farmaco nel 2018 gli studi hanno evidenziato che il 92% dei pazienti è stato sottoposto ad un intervento chirurgico, dopo solo il 3%.

La ricerca parte da lontano: nel 1993 è stato individuato il gene VHL, nel 2013 sono stati sviluppati i primi inibitori sperimentali e nel 2019 è stato assegnato il Nobel ai tre ricercatori William G. Kaelin Jr., Sir Peter J. Ratcliffe e Gregg L. Semenza per le scoperte sull’ipossia legate strettamente anche al gene VHL. “La cosa importante ed emozionante per chi gestisce questa malattia - continua Ferrara - è che oggi i pazienti riescono a utilizzare una parola di cui prima faceva male parlare: futuro”.

Liste d’attesa di 100 giorni per il farmaco

Con il via libera dell’Aifa e la pubblicazione della rimborsabilità in Gazzetta Ufficiale l’azienda produttrice di belzutifan, la multinazionale statunitense Msd, dovrà interrompere la fornitura del farmaco a uso compassionevole. “Il nostro auspicio - sottolinea Nicoletta Luppi, presidente e amministratore delegato di Msd Italia - è che le Regioni rendano disponibile al più presto il farmaco per i pazienti anche per non interrompere le terapie in corso”. Al momento sono sei le Regioni che hanno già autorizzato il farmaco e individuato il centro di riferimento ma le liste d’attesa sfiorano ancora i 100 giorni. Troppi per un farmaco approvato nel 2021 dalla Food and drug administration degli Stati Uniti, nel 2025 dall’Agenzia europea per i medicinali e oggi dall’Aifa.

“La medicina è per i pazienti - sottolinea Luppi - ed Europa e Italia devono alleggerire il fardello burocratico per snellire l’introduzione di farmaci innovativi e attrarre nuovi investimenti per la ricerca”.

Msd è la prima azienda farmaceutica nel mondo per investimenti che hanno raggiunto quota 15,79 miliardi di dollari nel 2025 e superato il tetto dei 60 miliardi dal 2021 grazie all’acquisizione di altre aziende, in particolare start-up. “Nei prossimi 5 anni - continua Luppi - prevediamo il lancio di 13 nuovi farmaci, escluse le estensioni di indicazione, con 30 molecole attualmente allo studio in fase 3 e 50 in fase 2”. L’Unione europea investe complessivamente 35,7 miliardi nella ricerca sanitaria e l’Italia 2,6 miliardi “troppo pochi per rimanere competitivi e non essere scavalcati dai nuovi competitor”.

Luppi (Msd Italia): superare i pregiudizi su partnership pubblico-private

Nel futuro Luppi ritiene centrale, oltre alla multidisciplinarietà e alle reti di cura per una presa in carico veloce ed efficace del paziente (a oggi sono solo quattro i centri specializzati sulla VHL e tutti al Nord), la collaborazione tra pubblico e privato. “Occorre superare i pregiudizi - sostiene - e guardare alla collaborazione come parte essenziale per garantire quell’accesso alle cure sempre più completo, equo e di qualità di cui le persone necessitano”. Per questo ognuno deve fare la sua parte a cominciare dall’Europa con una politica sostenibile sulla tutela della proprietà dei dati e sui brevetti e a seguire dall’Italia che deve eliminare i fardelli insostenibili come il payback.

“Dal canto nostro - conclude Luppi - continuiamo a lavorare per raggiungere traguardi come belzutifan per la VHL e rinnoviamo la nostra volontà di portare innovazione dove ce n’è più bisogno: proprio in quei contesti in cui la rarità rischia di tradursi in minore visibilità, ma dove è fondamentale continuare a fare la differenza, contribuendo in modo concreto a migliorare la vita delle persone”.

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