Oncologia: con il robot diagnosi e trattamento chirurgico con la stessa anestesia
A Brescia il Robotic Assisted Bronchoscopy, congresso internazionale dedicato alla broncoscopia robotica: l’innovazione nasce dall’integrazione delle competenze
di Michela Bezzi*
3' di lettura
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Se oggi Brescia può essere considerata una delle capitali europee della broncoscopia robotica, non è per caso. È il risultato di un percorso iniziato diversi anni fa, quando il nostro gruppo è stato tra i primi in Europa a credere nelle potenzialità di questa tecnologia, visitando i centri pionieri statunitensi, studiandone le applicazioni e contribuendo alla diffusione della broncoscopia robotica nel nostro continente.
Chiedilo al Sole
Questa leadership scientifica non rappresenta soltanto un motivo di prestigio internazionale per la città e per gli Spedali Civili di Brescia, che hanno recentemente ottenuto il riconoscimento di Comprehensive Cancer Center da parte dell’Organisation of European Cancer Institutes (OECI), ma ha ricadute concrete sulla qualità delle cure offerte ai pazienti.
Lung Unit multidisciplinare
Siamo infatti tra i primi in Europa ad aver inserito a maggio all’interno della nostra Lung Unit multidisciplinare, la prima operazione che consente di effettuare, in un’unica anestesia, la diagnosi di un nodulo polmonare sospetto mediante broncoscopia robotica e, in caso di conferma immediata della malignità, il trattamento chirurgico radicale nella stessa seduta operatoria.
A rendere questa esperienza ancora più significativa è l’utilizzo di un unico tubo per intubazione orotracheale dotato di una microcamera integrata che permette la visualizzazione continua delle vie aeree durante tutta la procedura. Questa soluzione consente di mantenere lo stesso presidio anestesiologico durante la fase diagnostica e quella chirurgica, evitando la sostituzione del tubo tra i due momenti dell’intervento e aumentando ulteriormente la sicurezza del paziente.
Il valore più importante di questa esperienza è che non rappresenta un episodio isolato, ma è già parte integrante dell’attività clinica di un grande ospedale pubblico ed è accessibile ai cittadini attraverso il Servizio sanitario nazionale.







