Spedali Civili

Oncologia: con il robot diagnosi e trattamento chirurgico con la stessa anestesia

A Brescia il Robotic Assisted Bronchoscopy, congresso internazionale dedicato alla broncoscopia robotica: l’innovazione nasce dall’integrazione delle competenze

di Michela Bezzi*

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Se oggi Brescia può essere considerata una delle capitali europee della broncoscopia robotica, non è per caso. È il risultato di un percorso iniziato diversi anni fa, quando il nostro gruppo è stato tra i primi in Europa a credere nelle potenzialità di questa tecnologia, visitando i centri pionieri statunitensi, studiandone le applicazioni e contribuendo alla diffusione della broncoscopia robotica nel nostro continente.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Questa leadership scientifica non rappresenta soltanto un motivo di prestigio internazionale per la città e per gli Spedali Civili di Brescia, che hanno recentemente ottenuto il riconoscimento di Comprehensive Cancer Center da parte dell’Organisation of European Cancer Institutes (OECI), ma ha ricadute concrete sulla qualità delle cure offerte ai pazienti.

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Lung Unit multidisciplinare

Siamo infatti tra i primi in Europa ad aver inserito a maggio all’interno della nostra Lung Unit multidisciplinare, la prima operazione che consente di effettuare, in un’unica anestesia, la diagnosi di un nodulo polmonare sospetto mediante broncoscopia robotica e, in caso di conferma immediata della malignità, il trattamento chirurgico radicale nella stessa seduta operatoria.

A rendere questa esperienza ancora più significativa è l’utilizzo di un unico tubo per intubazione orotracheale dotato di una microcamera integrata che permette la visualizzazione continua delle vie aeree durante tutta la procedura. Questa soluzione consente di mantenere lo stesso presidio anestesiologico durante la fase diagnostica e quella chirurgica, evitando la sostituzione del tubo tra i due momenti dell’intervento e aumentando ulteriormente la sicurezza del paziente.

Il valore più importante di questa esperienza è che non rappresenta un episodio isolato, ma è già parte integrante dell’attività clinica di un grande ospedale pubblico ed è accessibile ai cittadini attraverso il Servizio sanitario nazionale.

Una rapida presa in carico

In un momento storico in cui si parla spesso di liste d’attesa e di tempi lunghi tra diagnosi e trattamento, è importante dimostrare che esistono modelli organizzativi capaci di offrire una risposta diversa. Quando tecnologie avanzate e professionisti appartenenti a discipline differenti lavorano come una squadra unica, condividendo obiettivi e percorsi, l’innovazione diventa uno strumento capace di accelerare concretamente il percorso di cura.

Nel tumore del polmone il fattore tempo è fondamentale. Ridurre i giorni che separano il sospetto diagnostico dalla terapia significa diminuire l’ansia dei pazienti, migliorare l’efficienza del sistema e aumentare le opportunità di intervenire in una fase precoce della malattia.

Questo tema diventa ancora più attuale con la progressiva diffusione dei programmi di screening del tumore del polmone. Lo screening consentirà infatti di identificare un numero crescente di noduli polmonari in fase iniziale; la vera sfida sarà garantire che a questa capacità diagnostica corrisponda un percorso altrettanto rapido verso la cura.

Tutto ciò è possibile grazie alla collaborazione tra pneumologi interventisti, chirurghi toracici, anestesisti, radiologi, anatomopatologi, infermieri altamente specializzati, personale tecnico, direzione aziendale e partner tecnologici. È un modello nel quale l’innovazione non appartiene a una singola disciplina, ma nasce dall’integrazione delle competenze.

Innovazione anche nel Ssn

L’esperienza maturata agli Spedali Civili dimostra che anche un ospedale pubblico, pienamente inserito nella rete del Servizio sanitario nazionale e profondamente radicato nel territorio, può essere protagonista dell’innovazione mondiale e offrire ai propri cittadini percorsi assistenziali tra i più avanzati oggi disponibili.

Da questo lungo lavoro è nato quattro anni fa RAB – Robotic Assisted Bronchoscopy, il primo congresso internazionale interamente dedicato alla broncoscopia robotica, che si svolgerà il 18 e 19 giugno nella cornice del Monastero di San Cristo. RAB rappresenta uno dei più importanti appuntamenti mondiali del settore che quest’anno torna a Brescia. La città accoglierà i maggiori esperti mondiali provenienti da Stati Uniti, Cina, India, Australia, Israele ed Europa per confrontarsi sul futuro della diagnosi precoce e del trattamento mini-invasivo del tumore del polmone e per mostrare come ricerca, innovazione tecnologica, organizzazione sanitaria e collaborazione multidisciplinare possano tradursi in vantaggi concreti per i cittadini.

*Pneumologa Interventista e Direttore SC Pneumologia ASST Spedali Civili di Brescia

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