Test Drive

Omoda 5: la prova su strada del primo modello del marchio cinese

Abbiamo provato il crossover medio firmato Omoda che si contraddistingue per lo stile, la tecnologia ma anche per l’elevata qualità dei materiali e delle rifiniture

di Giulia Paganoni

3' di lettura

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Sono trascorsi pochi mesi dal lancio del marchio Omoda sul mercato italiano, era il mese di luglio. Ora è il momento di provare il primo modello del brand cinese appartenente al gruppo Chery, la Omoda 5. Il design è originale e rientra nei gusti stilistici europei, come anche il livello di tecnologia di bordo. Stupisce la qualità, ma ormai non bisogna più affidarsi al cliché della bassa qualità cinese, anzi. Inoltre, l’effetto wow arriva con il prezzo che sfiora i 30mila euro per l’allestimento top di gamma.

Silhouette da coupé

Il carattere di Omoda 5 è subito identificabile nell’ampia griglia anteriore a matrice integrata come anche nella linea del tetto in stile coupé. Infatti, l’anteriore è dominato dalla calandra di ampie dimensioni che presenta alcuni dettagli che ravvivano il nero lucido e che hanno le sembianze di diamanti. Si tratta di elementi non solo di decoro ma anche funzionali a livello aerodinamico.

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Lateralmente si possono apprezzare le dimensioni contenute del crossover: lungo 4,37m, largo 1,82m e con un passo di 2,61 m. Studiato nei minimi dettagli anche il disegno dei cerchi da 18 pollici che unisce lo stile a una funzione aerodinamica.

La sportività viene enfatizzata nel posteriore, dove si nota il tipico profilo fastback ed è presente uno spoiler con due fari per convogliare in modo ottimale l’aria e migliorare l’aerodinamica.  

Infine il bagagliaio, aprendo il portellone sono disponibili 306 litri di carico che diventano 1.075 litri abbassando lo schienale del divanetto posteriore.

Omoda 5: tutte le foto del primo suv del marchio cinese

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Interni di qualità e tecnologici

Saliti a bordo si resta stupiti dalla qualità costruttiva nonché dai materiali utilizzati, oltre all’alto livello tecnologico di bordo. Le sellerie sono morbide e dispongono del poggiatesta integrato, proprio come le vetture sportive. Sia i pannelli porta che il cruscotto sono di materiali di livello e ben assemblati che durante la marcia non provocano fastidiosi scricchiolii come altre vetture di brand blasonati. Inoltre, si nota uno stile essenziale, sono pochi i tasti fisici e la maggior parte delle regolazioni sono affidate allo schermo touch posto al centro della plancia che crea continuità con il cruscotto digitale.

Il tunnel centrale è vuoto nella parte bassa ed è possibile appoggiare oggetti, attenzione però che questi possono cadere con una guida sportiva. Mentre nella parte alta sono presenti alcuni vani portaoggetti nonché uno spazio per la ricarica induttiva dotato anche di ventola di aerazione.

Il passeggero può contate su un piccolo gancio che permette di appendere una borsetta.

Nella seconda fila di sedili, i passeggeri possono salire e scendere comodamente e anche lo spazio per le gambe risulta essere abbastanza ampio.

Gamma semplice e chiara

Sono due gli allestimenti disponibili al momento del lancio, Comfort e Premium. Inoltre per le personalizzazioni, sono sette i colori di carrozzeria disponibili.

La gamma motori al momento comprende solo una soluzione benzina 1.6 litri turbo da 147 cv (108 kW) e 275 Nm di coppia abbinato a un cambio automatico doppia frizione a sette rapporti. Sembrano pochi i cavalli ma lo spunto è interessante per un veicolo del genere; lo 0-100 km/h viene coperto in 10,1 secondi.

Nella prova ci ha stupito la silenziosità dell’abitacolo, sembra quasi di essere a bordo di un’auto elettrica. Lo spunto è buono come anche la marcia fluida e piacevole. Lo sterzo è piuttosto morbido e diretto. Mentre una nota di demerito è per la visibilità posteriore: la scelta del lunotto ridotto comporta anche una diminuzione della visuale.

Nonostante l’altezza da terra, non abbiano notato un forte rollio (è negli standard del segmento) questo sicuramente grazie alla piattaforma T1X in acciaio e alluminio nonché alle sospensioni indipendenti.  Questo sistema ha anche permesso di ricevere il massimo delle valutazioni in tutti i paesi di commercializzazione, tra cui anche le 5 stelle Euro Ncap. Sono numerosi gli Adas presenti a bordo già dalla versione d’ingresso.

Sono tre le modalità di guida: eco, normal e sport. Il silenzio in abitacolo in modalità sport viene rotto da un sound evidentemente fake che ricorda quello delle auto sportive, un elemento che stona con lo stile della vettura.

Infine i consumi: la casa dichiara 7,4 l/100 km e nella prova che prevedeva un percorso misto, abbiamo riscontrato 7,6l/100 km quindi abbastanza in linea con quanto previsto.

È già stato annunciato che prossimamente arriverà anche una versione 100% elettrica di Omoda 5 con un’autonomia che si aggira sui 400 chilometri.

Prezzi e rete di vendita

I prezzi di listino sono di 27.900 euro per la versione Comfort e 29.900 euro per la premium.

Sono inoltre disponibili offerte di lancio: per i contratti sottoscritti presso la rete di vendita ufficiale Omoda e Jaecoo entro il 30 settembre sarà possibile ordinare Omoda 5 Premium al prezzo della Comfort, con un vantaggio pari a 2mila euro. 

La rete di vendita del marchio si sta espandendo in Italia, l’obiettivo entro fine 2024 è di raggiungere 80 dealer.

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