Omicidio Giulia Cecchettin: avviata la procedura di estradizione di Filippo, contestata l’aggravante della premeditazione
Nuovo mandato di arresto internazionale, riformulato dalla Procura di Venezia per l’ipotesi di omiidio volontario. L’Italia ha completato la traduzione in tedesco del mandato di cattura internazionale e l’ha inviata alle autorità tedesche. Nordio annuncia la preparazione di un opuscolo per scuole, social e posti di lavoro sugli atteggiamenti spia che precedono i femminicidi
di Nicoletta Cottone
9' di lettura
I punti chiave
- L’ordinanza del gip: Filippo può uccidere di nuovo
- Turetta dovrà nuovamente accettare la richiesta di estradizione riformulata
- Giulia uccisa con almeno 20 coltellate al collo e testa
- Possibile rientro di Turetta in tempi brevissimi
- Nordio: un opuscolo su atteggiamenti spia per scuole, social e lavoro
- Completata la traduzione in tedesco del mandato di cattura internazionale
- La premeditazione determina anche l’ergastolo
- In 10mila alla manifestazione per Giulia
- Giulia avrà la sua meritata laurea in ingegneria
- Il papà: non provo né odio né rabbia
- Turetta fermato in autostrada senza soldi e senza benzina
- La rabbia della sorella Elena
- Il messaggio del papà di Giulia alle donne
- Meloni: ogni donna uccisa è un’aberrazione
- Rafforzare gli interventi nelle scuole
- Le nuove misure, dall’ammonimento al braccialetto elettronico
- L’arresto in flagranza differita
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É già partito l’iter per l’estradizione di Filippo Turetta, l’ex fidanzato accusato di aver ucciso Giulia Cecchettin, arrestato dopo una fuga lunga mille chilometri terminata su un’autostrada tedesca a poca distanza da Bad Durremberg, nel nord della Germania, vicino Lipsia. Sabato sera la polizia stradale lo ha bloccato, a 24 ore dal ritrovamento del corpo della giovane studentessa universitaria. Un iter rallentato riformulazione da parte della Procura di Venezia del mandato di cattura internazionale. Il tribunale regionale di Naumburg non ha dunque ancora calendarizzato l’udienza per Turetta. «Al momento non può essere comunicato il tempo necessario all’arrivo di una relativa richiesta della Procura generale e all’ulteriore procedura», si legge in una nota del Tribunale regionale superiore di Naumburg.
L’ordinanza del gip: Filippo può uccidere di nuovo
Intanto è stata reso noto in contenuto dell’ordinanza con cui il gip di Venezia Benedetta Vitolo ha disposto l’arresto, poi diventato mandato europeo di cattura eseguito in Germania. Filippo Turetta, accusato dell’omicidio dell’ex fidanzata Giulia Cecchettin, deve stare in carcere perché potrebbe uccidere altre donne, si legge in un passaggio dell’ordinanza. «Turetta con questa aggressione a più riprese e di inaudita ferocia ai danni della giovane fidanzata, prossima alla laurea, ha dimostrato una totale incapacità di autocontrollo», si legge. Elementi idonei «a fondare un giudizio di estrema pericolosità e desta allarme» dato che «i femminicidi sono all’ordine del giorno». Il giovane appare «imprevedibile, perché dopo aver condotto una vita all’insegna di un’apparente normalità, ha improvvisamente posto in essere questo gesto folle e sconsiderato», si evidenzia nel provvedimento. Si legge che Giulia Cecchettin è stata accoltellata a 150 metri da casa, poi finita nella zona industriale di Fossò, dove la scena ripresa da una telecamera di videosorveglianza mostra i suoi ultimi istanti di vita.
Turetta dovrà nuovamente accettare la richiesta di estradizione riformulata
Dunque Filippo Turetta dovrà ricomparire davanti ai giudici tedeschi per dare la propria accettazione, o meno, alla richiesta di estradizione in Italia sulla base del nuovo mandato di arresto internazionale, riformulato dalla Procura di Venezia per l’ipotesi di omicidio volontario, come ha spiegato il procuratore Bruno Cherchi. Il giovane aveva già acconsentito al trasferimento in Italia, durante l’udienza di convalida di domenica 19 novembre ad Halle sulla base del primo Mae con il quale è stato arrestato, aperto per l’iniziale ipotesi di tentato omicidio. Con il ritrovamento del corpo di Giulia, ha spiegato Cherchi, il titolo di reato è stato riformulato in omicidio volontario. Nell’ambito della convalida di questo provvedimento Filippo dovrà dare nuovamente il proprio assenso all’estradizione. Turetta è accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e del sequestro di Giulia Cecchettin.
Giulia uccisa con almeno 20 coltellate al collo e testa
Giulia Cecchettin era già morta quando è stata nascosta nella scarpata della Val Caltea, a Barcis, dopo essere stata scaricata dall’auto di Filippo Turetta. Ne sono convinti gli investigatori sulla scorta di quanto ha riferito loro il medico legale che ha svolto l’ispezione esterna della salma per conto della Procura di Pordenone. Sarebbero state almeno 20 le coltellate con cui è stata uccisa la giovane studentessa. L’informazione emergerebbe dall’esame esterno del corpo della ragazza svolto dal medico legale Antonello Cirnelli della Procura di Pordenone. La ragazza è stata colpita diverse volte alla testa e al collo. Ora sarà la procura di Venezia a ricostruire la dinamica e a effettuare tutti gli accertamenti necessari. L’autopsia della giovane universitaria sarebbe prevista martedì mattina. Solo in quella sede potrà essere stabilito con certezza quanti sono stati i fendenti inferti dalla mano del suo ex fidanzato e si potrà circoscrivere l’ora della morte. L’autopsia, non appena la Procura potrà procedere alla nomina dei consulenti, propri e delle parti, si svolgerà nell’istituto di Medicina legale dell’Università di Padova.
Possibile rientro di Turetta in tempi brevissimi
«Già da ieri - ha affermato il procuratore capo di Venezia, Bruno Cherchi - sono stati avviati contatti con la magistratura tedesca, i tempi dell’estradizione di Filippo Turetta dipendono da loro, ma sono molto collaborativi». ’«Credo che il giovane Filippo, arrestato in Germania, rientrerà in Italia nel giro di pochi giorni. Verrà consegnato alle nostre Forze dell’ordine per poi essere interrogato e processato dalla magistratura italiana per il reato gravissimo per il quale è accusato. I tempi saranno brevissimi: nel giro di pochi giorni dovrebbe rientrare nel nostro Paese», ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando con la stampa davanti a palazzo Chigi.








